
Intervista al candidato sindaco di Salsomaggiore Filippo Fritelli, primo cittadino uscente della città termale che domenica va al voto.
La campagna elettorale sta volgendo al termine. Che settimane sono state? Che aria hai respirato?
Sono state settimane davvero intense e, al contrario di quel che potrebbe pensare, non per la conflittualità con gli avversari politici, come capita purtroppo oggi in Italia, ma perché calarsi al 100% sui marciapiedi della tua città, come ho fatto io, ti consente due cose: la prima di crescere umanamente confrontandoti con chi vive accanto a te e che tu vuoi rappresentare con una sana ambizione; la seconda dare corpo con proposte concrete e realizzabili alla luce della mia recente amministrazione alle loro necessità e alla loro scala di priorità.
Cosa rimane, nel concreto, di questi ultimi cinque anni della giunta Fritelli?
Rimangono soprattutto cose molto concrete: la messa in sicurezza del bilancio comune da un sicuro dissesto dopo la giunta di centrodestra che non aveva dato alcuna stabilità al governo della città. Abbiamo fatto accordi sulle Terme sull’orlo del burrone che andavano fatti e che rifarei domani. Accordi che grazie all’ingresso privato e accordo coi sindacati hanno salvaguardato 200 posti di lavoro. Abbiamo “spacchettato” le partecipate riducendole nel numero e nel costo e rendendole più efficienti. Abbiamo incrementato il livello di iniziative pubbliche ed eventi, soprattutto nei week end, generando un maggior indotto economico per gli operatori e agito sul fronte della sicurezza del territorio e tanto altro. Chi governa fa i conti salati con dei vincoli forti: ricordo ai salsesi che gli slogan e le parole sono le porte del vento, mentre è solo con i fatti che crea uno sviluppo solido e duraturo!
Quali saranno le novità a livello di progetti di un eventuale Fritelli Bis?
Quanto fatto fino ad oggi va completato con le attuali priorità dei salsesi, ma disperdere i risultati e le relazioni produttive che hanno reso il Comune qualcosa di operativo e di stimolo, e non certo di freno allo sviluppo, significherebbe ripartire da zero.
Quanto incideranno le alleanze politiche nazionali (ad esempio tra M5S e Lega, che in più di un’occasione hanno dato l’impressione di essere una nuova coalizione a tutti gli effetti) sulle comunali di Salsomaggiore, in particolare al ballottaggio?
Il centrodestra che si presenta a Salso, nella proiezione extra-Salso, è quanto mai frammentato. Quando sei chiamato ad eleggere un tuo rappresentante – per il tuo paese – conta la persona e io voglio andare al di là degli steccati: parto da un centro sinistra che ha amministrato con coscienza per chiedere il sostegno a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo del bene locale e non la riproposizione di qualche proposta nazionale non traducibile in politiche del territorio se non per slogan o parole non supportate da progetti e numeri reali.
Quanto invece credi conteranno le persone, in primis i candidati sindaci… in questo caso quali sono i tuoi punti di forza?
Credo che il voto locale per il proprio Comune sia fondamentalmente basato sulla persona e sul grado di affidabilità e continuità di governo che il candidato proietta alla sua Comunità. Serve molta concretezza, conoscenza di quanto muove le leve che possano portare a realizzare le proposte e i progetti presentati: noi abbiamo presentato in questa campagna molte cose realizzabili, tutte concrete, mettendo a frutto anche i rapporti costruiti saldamente in questi anni. Le migliaia di persone incontrate e quanto fatto o avviato in attesa di completamento sono le fondamenta su cui costruire il nostro futuro con impegno. AM