Re Edipo, De Vanna, sicurezza in città: un monito per il centrodestra di Parma (di Andrea Marsiletti)

by Andrea Marsiletti

La campagna dell’opposizione di centrodestra contro l’Amministrazione Guerra è stata fin qui condotta su due fronti in particolare: decoro e sicurezza.

Due temi delicati, prioritari, reali, di fondo distinti, sui quali ogni parmigiano si fa un’opinione propria vivendo la città, al di là di statistiche e dichiarazioni più o meno rassicuranti.

Ma mentre la gestione della pulizia della città è di competenza del Comune, la sicurezza compete allo Stato, e vede nel Prefetto la massima autorità provinciale di pubblica sicurezza e nel Questore il vertice dell’ordine pubblico operativo.

Il sindaco si avvale della Polizia Locale in un’ottica di sussidiarietà con le Forze di Polizia statali, ma soprattutto, come prevede la legge, per compiti di sicurezza stradale, polizia amministrativa, controllo del territorio a fini preventivi, vigilanza sui regolamenti comunali, sul commercio, sull’edilizia e sul decoro urbano.

La Polizia Locale non svolge quindi funzioni di ordine pubblico, salvo attività di supporto. Non è il sindaco a comandare Polizia e Carabinieri, a ordinare loro cosa fare, dove andare o chi arrestare. Ciò avviene in Paesi che hanno o hanno avuto il loro fascino (almeno per me), nei quali è la polizia politica a dettare la linea, ma non in Italia.

La domanda corretta da porsi è quindi: come il Comune ha gestito la sua parte sulla sicurezza, e in particolare la Polizia Locale?

I numeri dicono che l’assessore alla sicurezza Francesco De Vanna ha fatto il suo dovere, alla grande, assumendo 45 nuovi agenti (d’intesa con l’assessore al personale Lorenzo Lavagetto), ripristinando il “vigile di quartiere” (oggi denominato Agente di Comunità), realizzando un presidio fisso dell’Esercito in stazione, varando il turno notturno (già attivo tre notti a settimana e, da marzo, sette notti su sette), istituendo gli street tutor, installando 70 nuove telecamere.

A memoria non mi viene in mente nessun assessore del Comune di Parma che abbia messo in strada più agenti di Polizia Municipale di De Vanna.

Se è vero, com’è vero, che la competenza della sicurezza urbana è in primo luogo dello Stato, denunciando l’insicurezza in città e mettendo sul banco degli imputati il sindaco, il centrodestra scommette sull’ambiguità, sull’ignoranza dei cittadini e sulla loro tendenza a scaricare tutti i problemi sui Comuni.

Non mi scandalizzo, figuriamoci, fa parte del gioco della politica. Ci sta.

[Leggi anche: Sicurezza tra destra e sinistra (di Stefano Gelati)]

Ma se mi posso permettere un consiglio (non richiesto), suggerisco al centrodestra cautela. Perchè alla fine questo gioco potrebbe rivelarsi rischioso e financo, con una buona comunicazione in campagna elettorale, ritorcersi contro di loro.

Lo sa bene Edipo, re di Tebe, città colpita dalla peste. Egli sosteneva che la città fosse impura perché vi erano nemici nascosti e che, finché non fossero stati cacciati, la peste sarebbe continuata. Per questo avviò una grande indagine alla ricerca dei colpevoli.

Qui sta la sua grandezza e la sua rovina.

L’uomo che cercava era lo stesso che accusava, lo stesso che indagava. Era lui ad aver portato la peste a Tebe. Nel momento in cui cerca di colpire il responsabile del male, scopre che il male ha preso dimora nella sua stessa storia.

La colpa più profonda di Edipo fu l’illusione di poter governare la verità senza esserne toccato.

Andrea Marsiletti

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