Passione, travestimenti, duelli e desiderio: il palcoscenico si trasforma in un vortice di emozioni con L’avventuriero, il capolavoro della scrittrice inglese Aphra Behn, tra le prime autrici professioniste della letteratura moderna. Lo spettacolo, diretto da Giacomo Giuntini e proposto in una nuova traduzione di Luca Scarlini, debutta al Teatro Due di Parma dal 28 febbraio all’8 marzo, riportando in scena una commedia audace e sorprendentemente contemporanea sui temi della libertà femminile e dell’ipocrisia sociale.
Ambientato nella Napoli spagnola della metà del Seicento durante il carnevale, L’avventuriero rilegge in modo originale la tradizionale trama fondata su seduzione, amore e matrimonio, mettendo in discussione le convenzioni morali e l’ideologia libertina dell’epoca. Al centro della vicenda si intrecciano i destini di personaggi animati da desideri contrastanti e pulsioni irrefrenabili, in una continua alternanza di equivoci, passioni e colpi di scena.
Tra i protagonisti spicca l’incontenibile Willmore, interpretato da Stefano Guerrieri, simbolo del libertinismo e della ricerca incessante del piacere, accanto a Elena, giovane donna determinata a sottrarsi alla vita monastica per vivere liberamente la propria sensualità, e alla cortigiana Angelica Bianca, che pur conoscendo profondamente il corpo aspira all’amore autentico.
La dimensione del carnevale diventa il contesto ideale per sovvertire l’ordine sociale e ridefinire i rapporti tra i personaggi, offrendo uno spazio di libertà e trasgressione che riflette la nuova consapevolezza del corpo e del ruolo della donna nell’Inghilterra post-puritana.
Lo spettacolo coinvolge un ampio cast corale e propone un allestimento ricco e suggestivo: i costumi d’epoca firmati da Andrea Sorrentino, ispirati alla pittura di Velázquez e Rembrandt, creano un’atmosfera festosa e variopinta, mentre duelli e scene d’azione – curati dal maestro d’armi Renzo Musumeci Greco – contribuiscono a costruire una narrazione dinamica e coinvolgente, arricchita dalle luci di Luca Bronzo.
Con la sua miscela di ironia, critica sociale e riflessione sul desiderio, l’opera di Aphra Behn si conferma un classico sorprendentemente attuale, capace di interrogare ancora oggi il rapporto tra libertà individuale, identità e convenzioni sociali.
Lo spettacolo sarà in scena dal 28 febbraio al 7 marzo alle 20 e il 1° e 8 marzo alle 16.
Informazioni e biglietteria: biglietteria@teatrodue.org, tel. 0521.230242.
(credit Andrea Morgillo)


