Festival della pace di Parma: Simonetta Gola presenta il libro “Gino Strada. Una persona alla volta”

Lombatti

Nell’ambito del Festival della pace di Parma, venerdì 25 novembre alle ore18.30 presso la Sala Conferenze Missionari Saveriani, viale San Martino 8, Simonetta Gola presenta il libro Gino Strada, “Una persona alla volta”. Partecipa il cardiologo concittadino Franco Masini in collegamento dall’ospedale Salam Centre for Cardiac Surgery, di Emergency, in Khartoum. Conduce il giornalista Marco Balestrazzi.

“Una persona alla volta” è l’ultimo libro scritto da Gino Strada in collaborazione con la moglie Simonetta Gola, pubblicato dopo la morte di Gino.

Il libro tratta e chiarisce quelli che sono stati i pilastri della vita e della attività di Gino e che sono la stella polare di Emergency: il contrasto alla guerra e la cura delle vittime, in grandissima parte civili, e l’offerta di strutture sanitarie gratuite e di elevata qualità, che rispondano ai bisogni di tutti e non alle possibilità di pochi.

Gino Strada (1948-2021) è stato un chirurgo ed ha fondato Emergency nel 1994 insieme ad un gruppo di amici e colleghi.

Dopo la specializzazione in chirurgia cardio- polmonare ed un periodo di lavoro negli Stati Uniti, inizia la propria attività come chirurgo di guerra, fino alla decisione di dare vita ad una organizzazione autonoma.

Nel 2015 ha ricevuto il Light Livelihood Award, che può essere considerato un premio Nobel sociale.

Simonetta Gola, nata nel 1970, laureata in Scienze politiche ad indirizzo sociologico, è attualmente responsabile della comunicazione e fa parte dei comitati direttivo ed esecutivo di Emergency.

Franco Masini, nato a Parma nel 1951, dove ha lavorato fino al 2018 in Cardiologia.

Dal 2013 ha iniziato a collaborare con Emergency presso il Salam Centre for Cardiac Surgery di Khartoum, di cui è attualmente coordinatore medico

Emergency è una organizzazione non governativa nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime di guerra e di povertà.

Emergency promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

È attualmente attiva in Afghanistan, Sierra Leone, Iraq, Sudan, Uganda, Eritrea, Moldavia ed Italia ed ha da poco acquistato e messo in mare una nave per il soccorso nel Mediterraneo.

KURDISTAN, PER UN TEMPO DI SPERANZA

Giovedì 24 novembre 2022

Arriviamo all’ottavo appuntamento del programma del Festival della pace di Parma, proposto da Rete Kurdistan Parma in collaborazione con Casa della pace.

I curdi rappresentano il popolo più numeroso sulla terra senza una patria, divisi in quattro stati: Turchia, Iran, Iraq e Siria, sono stati da sempre discriminati e lo sono anche ora. La maggior parte di essi vive nella Turchia orientale. Dal 1923 chiedono il diritto ad esistere, ad avere rispettata la loro lingua, la loro storia, la loro cultura. Non l’hanno ancora ottenuto. Hanno cercato il dialogo, hanno cercato di difendersi, hanno proposto soluzioni negoziate, ma la Turchia e gli altri 3 stati non li hanno mai ascoltati preferendo reprimerli violentemente.

La Turchia da mesi sta bombardando nel Nord Ovest della Siria e nel Nord dell’Iraq, regioni abitate da curdi o in cui vivono in campi profughi. Ma di questa guerra non si parla, non si organizzano soccorsi né corridoi umanitari, chi fuggisse troverebbe sbarrate le frontiere. Li vediamo ai confini d’Europa, dietro i fili spinati. Oggi, il 21/11/2022, la Turchia, di cui l’Italia è il maggior fornitore in armi di tutta l’Ue, che ha il secondo esercito tra quelli della Nato, sta aggredendo militarmente Kobane (in Rojava, Siria). Si fermi Erdogan, ora! 

Nell’ampio contesto mediorientale, patriarcale e oscurantista, sono i curdi che si segnalano per aver essere stati i soli a resistere all’Isis, per aver saputo realizzare nel Nord Ovest della Siria il “confederalismo democratico”, cioè la democrazia, basata sulla convivenza con le minoranze, la partecipazione, la parità di genere, l’ecologia. Anche l’attuale rivolta iraniana ha radici nella parte curda di quel paese: era curda Masha Amini, uccisa per i capelli fuori posto e “donna, vita, libertà” (jin, jivan, azadì in curdo) è divenuto lo slogan unificante della ribellione.

Durante il Festival della Pace una serata è dedicata al popolo curdo: per conoscerne la poesia, la musica, la cultura, i diritti, l’aspirazione alla democrazia e alla pace.

Con la poesie di Hisam Allawi, poeta curdo siriano e interpretate in italiano da Isabella Sommi. Con le musiche di Mübin Dünen e di Alma’ngarrà. Con l’intervento di Serkan Xozatli.