28 febbraio 1986: Olof Palme assassinato a Stoccolma

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Il 28 febbraio 1986 Olof Palme, primo ministro svedese, viene assassinato a Stoccolma.

Sven Olof Joachim Palme (Stoccolma, 30 gennaio 1927 – Stoccolma, 28 febbraio 1986) è stato un politico svedese, leader del Partito Socialdemocratico Svedese e primo ministro della Svezia in carica al momento della sua morte per omicidio.

Durante la sua carriera politica è stato presidente del Partito Socialdemocratico dal 1969 al 1986, primo ministro della Svezia dal 14 ottobre 1969 all’8 ottobre 1976, membro del parlamento dal 1976 al 1982 e poi di nuovo primo ministro dall’8 ottobre 1982 fino al giorno del suo assassinio. Gli succederà Ingvar Carlsson.

Pragmatico e deciso, condusse una vita politica coraggiosa e rischiosa in chiave internazionale, opponendosi alla guerra nel Vietnam, all’apartheid e alla proliferazione delle armi nucleari.

L’omicidio, il primo del genere nella storia della Svezia moderna, fu un grande trauma nazionale e politico; avvenne nel pieno centro di Stoccolma in via Sveavägen la sera del 28 febbraio 1986, mentre Palme stava rientrando a casa insieme alla moglie Lisbeth dopo essere stato al cinema. La morte di Palme fu ufficialmente dichiarata il 1º marzo, sei minuti dopo la mezzanotte. Anche la moglie fu ferita, ma senza gravi conseguenze.

L’istruttoria processuale per il suo assassinio è stata la più lunga e la più costosa mai portata avanti in Svezia e non è stata ancora chiusa, dal momento che il suo assassino non è stato ancora catturato. Un sospettato, Christer Pettersson, fu sottoposto a processo con l’accusa di essere l’assassino e condannato all’ergastolo dalla Pretura di Stoccolma, ma fu successivamente prosciolto dalla Corte d’Appello per mancanza di prove. Il proscioglimento fu definitivamente confermato dalla Corte Suprema nel 1998. Pettersson morirà per problemi di droga nel 2004.

Diverse ipotesi sono state avanzate riguardo al movente dell’assassinio fra le quali una pista italiana ipotizzata dallo scrittore portoghese Luís Miguel Rocha nel libro La morte del Papa, che lo vedrebbe ucciso per mano della P2 assieme a Papa Giovanni Paolo I e al primo ministro portoghese Francisco Sá Carneiro Della stessa faccenda si è occupato uno speciale del TG1 RAI del luglio 1990, in cui si ipotizzava un coinvolgimento della CIA e della P2. Lo scrittore Leif G. W. Persson, nel suo libro (che lui stesso dice essere solo parzialmente un’opera di fantasia essendo basato, in buona parte, su documenti della polizia normalmente non accessibili) del 2007 In caduta libera come in un sogno, ipotizza che la responsabilità dell’omicidio sia da attribuirsi a schegge impazzite (elementi neo-nazisti) dei servizi segreti svedesi, che ritenevano Palme una spia sovietica.

Il codice penale svedese prevede un limite di 25 anni per lo svolgimento dell’istruttoria processuale per omicidio, ovvero fino al 2011, anno dopo il quale il caso è stato archiviato. L’arma del delitto non è mai stata trovata.

Olof Palme era solito passare le sue vacanze estive insieme alla sua famiglia sull’isola di Fårö. Dal 1955 al 1985, per trent’anni lo fece ininterrottamente. Ma non risulta che abbia mai intrattenuto rapporti personali con Ingmar Bergman, suo coinquilino importante. Non esistono foto, testimonianze, articoli sui giornali che parlino di avvenuti incontri tra i due sull’isola di Fårö, mentre sono documentati incontri in occasione di eventi ufficiali ai quali i due presenziarono contemporaneamente a Stoccolma. Probabilmente Ingmar Bergman non cercò mai d’incontrare Olof Palme perché imputava a lui e al suo governo socialdemocratico parte della responsabilità per l’accusa di frode fiscale che gli piovve addosso nel 1975. Un monumento realizzato in pietra locale eretto sull’isola ricorda la figura politica di Olof Palme.

Olof Palme viene più volte citato da Stieg Larsson nei libri della trilogia di Millenium, per quanto riguarda ricostruzioni storiche sulla politica svedese.

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