Uno sportello LGBT+ al Centro Interculturale di Parma

Il Centro Interculturale di Parma, con il patrocinio del Comune di Parma – Assessorato alle Pari Opportunità e della Provincia di Parma, ha inaugurato oggi lo sportello di informazione sulle tematiche LGBT+, che sarà aperto una volta al mese, ogni secondo venerdì del mese, nella sede di via Bandini 6. Per info: lgbtcentrointerculturale@gmail.com.

All’inaugurazione erano presenti la avvocata Danila Brugnoli, promotrice dello sportello, che ne ha dettagliata la genesi nel corso dell’ultimo anno, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Parma Nicoletta Paci e la presidente del Centro Svetlana Erokhina, che ha sottolineato l’importanza del volontariato e del fare rete, ciascuno a proprio modo e secondo le proprie possibilità. Alla presentazione sono inoltre intervenuti i rappresentanti e i partecipanti di associazioni e gruppi informali operanti sul territorio di Parma e ai professionisti che collaboreranno con lo sportello.

“Siamo stati orgogliosi – ha sottolineato l’assessora Paci – di sostenere la nascita dello sportello LGBT+ che, soprattutto in un momento come questo, rappresenta un punto fermo di difesa per i diritti di tutti e di sostegno per le eventuali difficoltà e problematiche nelle quali le persone interessate e le loro famiglie possono imbattersi”.

Il progetto prevede uno sportello all’interno dei locali del Centro Interculturale per fornire informazioni sulle tematiche LGBT+ in forma anonima e gratuita a tutte le persone maggiorenni, per 2 ore, una volta al mese (ogni secondo venerdì del mese), il tutto in un’ottica di volontariato per l’intera comunità, permettendo così una maggior consapevolezza, informazione e quindi integrazione e tutela di tutte le persone.

Con lo sportello il supporto che il Centro Interculturale offre, con il patrocinio del Comune di Parma, in collaborazione con associazioni LGBT+ che da tempo operano sul territorio, è ampio e su varie tematiche.

Le informazioni riguarderanno le buone prassi comportamentali, le associazioni operanti sul territorio e informazioni sulla tutela contro le discriminazioni e la violenza di genere; in materia di unioni civili, come e quando è possibile contrarle, o di scioglimento dell’unione stessa; in materia di adozioni o di procreazione medicalmente assistita per le coppie non etero; diritti e tutele sul luogo di lavoro: dall’estensione dei permessi per congedo matrimoniale al TFR per l’unito civilmente, all’impossibilità di licenziamento o revisione del contratto di lavoro con clausole discriminatorie; in ambito assistenzialistico: la possibilità di diventare amministratore di sostegno, di godere dei permessi in caso di parente con grave handicap, o di accedere alla struttura sanitaria dove si trova la parte dell’unione civile; in campo anagrafico: la possibilità di cambiare nome e/o sesso; in campo commerciale: l’impossibilità di rifiutare determinati servizi e porre in essere un certo tipo di pubblicità.

L’importanza di uno sportello di informazione sulle tematiche LGBT+ sta nel fatto che negli ultimi anni, in Italia così come in buona parte del mondo, si è assistito ad un notevole impulso per il riconoscimento dei diritti, delle istanze e più in generale di ogni esigenza delle persone non eterosessuali. Sebbene la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone LGBT+ risalga alla metà dello scorso secolo, solo nell’ultimo ventennio in alcuni Stati si è potuto tendere ad una libertà di espressione. Tale slancio verso un’ampiezza di diritti della comunità LGBT+ però, non è stato tradotto in modo univoco nelle varie culture e Stati. Solo a titolo esemplificativo, se alcuni Stati riconoscono il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso in altri tali unioni sono punite penalmente, alcune con la condanna a morte (oltre che sociale in modo più bieco). Va ricordato che in Italia, solo nel 2016, si è riconosciuta una tutela a tale unione, con alcune inaccettabili differenze rispetto al matrimonio.

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