INTERVISTA – Le Sardine di Parma scendono in piazza: “Se per fermare la Lega servirà votare Bonaccini, lo faremo”

Gli organizzatori di "Parma non si Lega"

ParmaDaily ha intervistato Joy Temiloluwa Olayanju, Francesco Martino e Martino Bernuzzi, i tre organizzatori “ufficiali” del flash mob delle Sardine in programma lunedì 25 novembre alle ore 19 in piazza Duomo a Parma. Gli occhi di tutta Italia guarderanno alla partecipazione a questa manifestazione “Parma non si Lega” contro Salvini.

Chi sono i promotori “ufficiali” della manifestazione delle Sardine a Parma?

L’idea di organizzare questo evento è venuta a noi tre: Joy (18 anni), Francesco e Martino (17 anni).

Dopo aver visto l’evento in Piazza Maggiore delle Sardine di Bologna abbiamo verificato che a Parma non c’era nulla in programma. Abbiamo avuto l’idea di organizzare qualcosa direttamente noi e ci siamo mossi subito. Giorni fa non c’era ancora il marchio registrato delle “6000 Sardine”. Abbiamo contattato i ragazzi di Bologna che saranno presenti lunedì qui a Parma. Ieri abbiamo incontrato Mattia a Roma, e ci ha assicurato che verrà a Parma, al pari dei due ragazzi di Modena. E’ avvenuto tutto così, in modo molto spontaneo.

Cosa vi ha spinto ad attivarvi?

Siamo giovani, importanti, e vogliamo lottare per il nostro futuro. Lottiamo contro la propaganda d’odio che viene ostentata con tanta naturalezza e libertà. Più in generale ci battiamo contro la violenza di qualsiasi genere essa sia.

Odio e violenza contro chi?

Contro le donne, contro chi viene da un altro Stato, contro l’omofobia…

E poi c’è la battaglia contro la Lega?

Sì, non condividiamo le idee della Lega. Siamo contro Salvini in quanto è lui il suo rappresentante.  La manifestazione “Parma non si lega” nasce anche nella prospettiva delle elezioni regionali dell’Emilia Romagna che si terranno a gennaio. L’Emilia Romagna non si rispecchia in quegli ideali.

Quindi è una piazza anche “politica”?

Sì, assolutamente. Una piazza che non si schiera per nessun partito, ma contro la Lega. Ciò che ci accomuna è l’essere contro la Lega.

Vi ha contattato qualcuno dei partiti, dal livello locale o regionale?

No, nessuno.

Quante persone vi aspettate in piazza a Parma?

Meno del numero delle adesioni registrate su Facebook (14.000) ma 4-5.000.

Come vi state organizzando? Portare migliaia di persone in tre è una bella sfida, anche perchè ormai le aspettative e la soglia delle presenze agli eventi delle Sardine si sono alzati… e a voi guarda tutta Italia…

I social ci hanno aiutato molto, da lì è partito tutto. Abbiamo contatto diverse persone per aumentare il passaparola. In questi giorni stiamo realizzando degli striscioni e delle sardine di cartone che mostreremo. Ma non vogliamo bandiere.

Adesso è uscito un manifesto delle Sardine. Come vedete la possibilità che le Sardine possano organizzarsi in un movimento che duri nel tempo?

Lo speriamo, perchè le idee sono molto positive, così come l’impegno in politica dei giovani. Finalmente. Oltre che in Emilia Romagna si stanno muovendo a Milano, Roma, Napoli, Palermo. Le Sardine stanno diventando un progetto nazionale e questo è buono.

Perchè voi riuscirete a organizzare una manifestazione così partecipata mentre i partiti del centrosinistra negli ultimi vent’anni non ci sono mai riusciti?

Le persone che aderiranno si sono rese conto che è tempo di muoversi, che non si possono considerate tante cose “normali” al punto di non fare nulla. Per i partiti è più complicato mobilitare la gente, perchè scendere in piazza sotto la bandiera di un partito vuol dire aderire al complesso delle sue idee.

Se qualche partito vi chiedesse di candidarvi in qualche lista alle regionali come rispondereste?

Le Sardine stanno diventando un progetto nazionale e questo è buono

Sicuramente non accetteremmo. In questo momento non abbiamo neanche le competenze per farlo.

Secondo voi alle regionali dell’Emilia Romagna le Sardine chi voteranno? Appoggeranno Bonaccini o non faranno questo passaggio ulteriore?

Voteranno tutto ciò che può fermare l’avanzata di queste idee violente e di odio. Se per fare ciò servirà votare Bonaccini, lo faranno.

Andrea Marsiletti