50.000 in delirio per il Boss a Ferrara

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Ci si è interrogati a lungo sull’opportunità di annullare il concerto di Bruce Springsteen ieri sera a Ferrara, vista la situazione drammatica che stanno vivendo molti territori dell’Emilia-Romagna.

E non solo amministratori, istituzioni e forze dell’ordine lo hanno fatto.

Gli stessi fan del Boss (che non ha detto una parola sull’alluvione) o almeno quelli che arrivavano dalla nostra regione che ci è capitato di incontrare, lo hanno fatto. Ma era davvero pensabile annullare una tale macchina già al lavoro da giorni?

Biglietti acquistati più di un anno fa da fan provenienti da tutto il mondo, ma non solo: camere d’albero, treni e voli prenotati: era difficile pensare che si potesse annullare un evento di questa portata con un migliaio di lavoratori impegnati da tempo per fare in modo che tutto filasse liscio. E così è stato. Cancelli aperti con cinque ore di ritardo e scarpe e stivali infangati a parte. Queste infatti sono stata le uniche conseguenza negative della serata per i 50mila presenti al Parco .

Sul fronte dello spettacolo e della musica Springsteen, come di consueto, non si è risparmiato, tre ore circa di concerto, senza interruzioni, accompagnato dalla storica E Street Band.

Il boss, 74 anni da compiere il prossimo 23 settembre, non avrà forse più la voce di un tempo, ma è riuscito comunque a trascinare il pubblico che resta saldamente e fermamente innamorato di lui.

Un pubblico eterogeneo e di tutte le età, dai suoi coetanei fino a ragazzi e bambini, erano presenti intere famiglie.

27 brani pescati da molti dei suoi album, anche dei primissimi. Non sono mancate, naturalmente, le più celebri: da “Born to run” a “Because the night” da “Thunder Road” a “Dancing in the dark” , da “Born in the USA” a “She’s the One”. E poi ancora “Glory days” Wrecking Ball, “Badlands” e la cover dei Commodores “Nightshift” e “Letter to You” con cui ha chiuso il concerto.

Come il suoi ultimo disco (Letter to you) il Boss è apparso malinconico e con uno sguardo al passato: il bilancio del tempo trascorso, i pensieri a tutti i compagni di viaggio che non ci sono più (sui maxi schermi, sono passate le immagini di Danny Federici e Clarence Clemons). Allo stesso tempo, non sono mancate la potenza del suo rock e della sua musica, suonata con gli amici di sempre. E fra questi non si possono non citare il poderoso batterista Max Weinberg e il chitarrista “Little” Steven Van Zandt.

Il tour prosegue ora a Roma (21 maggio), al Circo Massimo, per poi tornare in Italia il 25 luglio a Monza, dove Springsteen chiuderà il Tour 2023.

Tatiana Cogo

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