Il massacro del lago Bodom

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05/06/2015

ACCADDE OGGI: Il massacro del lago Bodom è stato un omicidio plurimo che ha avuto luogo in Finlandia a poca distanza dalla cittadina di Espoo, il 5 giugno 1960.
Il lago Bodom, sulle cui sponde si è consumata la tragedia, è a poche decine di chilometri dalla capitale Helsinki. Quattro adolescenti, i diciottenni Nils Gustafsson e Seppo Boisman, e le quindicenni Tuulikki Mäki e Irmeli Björklund, si erano accampati per la sera sulle sponde del lago quando, secondo la testimonianza dell’unico sopravvissuto Gustafsson, un uomo li ha aggrediti con un coltello, uccidendone tre e ferendo lo stesso Gustafsson.
Quest’ultimo ha vissuto una vita relativamente normale fino all’arresto avvenuto nel 2004: l’accusa di omicidio plurimo cadde solo nell’ottobre 2005, quando una corte distrettuale sollevò Gustafsson dai reati a lui ascritti. Gustafsson vinse una controquerela contro il governo, ottenendo un risarcimento per danni morali e psicologici.
Alcuni anni dopo, tra il 3 e il 6 giugno 1972, un uomo annunciò nella lettera che accompagnò il proprio suicidio di essere l’omicida del lago Bodom. Si appurò che lavorava in un chiosco vicino al lago e che le vittime erano clienti, a cui aveva venduto della limonata. Era generalmente noto che il gestore del chiosco aveva avuto alcuni screzi coi campeggiatori, e che non ne poteva sopportare la presenza: comunque, ulteriori investigazioni trovarono che l’uomo aveva un alibi (stava dormendo a casa con la moglie, che testimoniò sotto giuramento di averlo al proprio fianco la sera della strage).
Nel 2003, il medico Jorma Palo pubblicò una propria teoria sull’omicidio: nel 1960 Palo lavorava come dottore nell’ospedale di Espoo, e ricordò che pochi giorni dopo l’omicidio aveva curato un uomo molto sospetto, per alcune ferite. Si trattava di Hans Assman, un tedesco che alcuni rapporti segnalarono in seguito come un agente della Stasi, il servizio segreto della Germania Est. Secondo Palo, la mancanza di un’indagine approfondita sulla posizione di Assman nella vicenda era alla base di un insabbiamento, di origini politiche. La polizia annunciò che il tedesco aveva un alibi, ma nel 1997, poco prima di morire, pare che Assmann abbia confessato gli omicidi a un giornalista finlandese.
Alla fine di marzo del 2004, quasi 44 anni dopo gli eventi, Nils Gustafsson fu arrestato con l’accusa di omicidio plurimo. All’inizio del 2005, l’Ufficio Nazionale delle Indagini (KRP) dichiarò che il caso era chiuso sulla base delle indagini sulle macchie di sangue: Nils Gustafsson, il sopravvissuto, avrebbe avuto un eccesso di violenza a causa della gelosia che provava per la sua nuova ragazza, Irmeli Björklund. Costei era stata infatti accoltellata numerose volte dopo il colpo fatale, mentre gli altri due erano stati uccisi meno selvaggiamente. Le ferite di Gustafsson, sebbene fossero visibili, erano molto meno gravi.
Il 4 agosto 2005 iniziò il processo: la pubblica accusa richiese l’ergastolo per triplice omicidio, argomentando che le nuove analisi sulla base del DNA evidenziavano le responsabilità di Gustafsson come autore materiale. La difesa sostenne che invece le ferite di Gustafsson erano dello stesso tipo e inferte con la stessa violenza rispetto a quelle degli altri, e che di conseguenza l’omicida poteva essere solo una persona esterna al gruppo dei quattro ragazzi: inoltre, vista l’entità delle ferite sofferte dal superstite, non sarebbe stato in alcun modo in grado di uccidere tre persone. Il 7 ottobre 2005 Gustafsson fu sollevato da tutte le accuse, e la Repubblica di Finlandia ha previsto di pagargli 44.900 € come risarcimento per i danni morali e psichici derivanti dal processo.
Il gruppo musicale death metal dei Children of Bodom ha preso il nome da questo tragico avvenimento.

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“Non vi è alcuna sconvenienza nel mio rapporto con la signorina Keeler”. Con queste parole pronunciate di fronte alla Camera dei Comuni nel Marzo 1963 John Profumo, Segretario di Stato per la Guerra del governo conservatore di Harold Macmillan, smentiva categoricamente le voci insistenti su una sua relazione con Christine Keeler, modella e spogliarellista ventunenne già sospettata di essere stata l’amante di Yevgeni Ivanov, funzionario della marina sovietica presso l’ambasciata di Londra. In un contesto come quello della guerra fredda con la Gran Bretagna fermamente schierata con gli USA contro il blocco comunista guidato dall’Unione Sovietica, l’ultima cosa che il governo inglese poteva augurarsi era che un suo esponente condividesse l’amante con un agente sovietico. Tale sospetto aveva destato non poche preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Neppure tre mesi più tardi, esattamente Il 5 Giugno, Profumo presentava le proprie dimissioni ammettendo di aver mentito ai colleghi del parlamento che lo avevano precedentemente supportato e difeso contro gli attacchi della stampa.
La sua dichiarazione colpì l’opinione pubblica e travolse il governo, che entro la fine del mese ottenne un voto di sfiducia. A quel punto la tensione ebbe la meglio sulla salute del primo ministro Macmillan. Di lì a pochi mesi gli fu diagnosticato un cancro in fase terminale. La diagnosi, seppur errata, lo portò a sua volta alle dimissioni e sarà sostituito da Alec Douglas-Home. Il partito conservatore perderà le elezioni l’anno successivo.
Profumo si dimetterà proprio in seguito alla testimonianza della Keeler che, chiamata a deporre all’Old Bailey durante un processo, iniziò a rivelare particolari della storia e di come Profumo l’avesse conosciuta due anni prima, quando era emersa nuda dalla piscina nella dimora di Cliveden nel Buckinghamshire di proprietà di Lord Astor, dove si trovava grazie a Stephen Ward. Quest’ultimo, osteopata conosciuto nell’alta società londinese dell’epoca, venne indagato e accusato di ricavare profitto da un giro di squillo d’alto bordo che procurava a membri della sua ricercata clientela, ma il 3 Agosto, prima della pronuncia del verdetto, fu trovato morto a causa di una dose eccesiva di barbiturici. Si aprì un’inchiesta che si chiuse dopo pochi giorni e che catalogò morte di Ward come suicidio, ma in molti rimase il sospetto che si fosse trattato di omicidio.
Gli eventi dell’estate del 1963 portarono alla Keeler notorietà. Un numero del The Economist uscì pubblicando in prima pagina il titolo “La Crisi del Primo Ministro” con a fianco una foto della Keeler senza altre spiegazioni. Proprio a quel periodo risale la foto su sfondo nero scattata da Lewis Morley dove Christine Keeler è su una sedia – ora conservata al Victoria and Albert Museum – e che doveva servire per promuovere il film The Keeler Affair, che non venne mai prodotto. La fotografia in compenso divenne una delle immagini simbolo degli anni ’60.

Alessandro Guardamagna