“Non Bologna capitale, ma Parma al centro della Regione”

SMA MODENA
lombatti_mar24

21/11/2014

Intervista a Massimo Iotti, candidato del Pd per il Consiglio regionale.

Sei stato il più votato alle primarie interne del Pd per la selezione dei candidati in Regione. Adesso ci sono le elezioni “vere”. Ti pesa il ruolo di “lepre”?
Nessuna lepre, non scappo di fronte a nessuno. L’impegno è stato massimo per cercare, insieme, un ragionamento comune e condiviso sul governo della nuova Regione. Incontri di ascolto e conseguenti proposte basate sull’esperienza diretta di chi opera nel quotidiano.
Niente spot, nessun promo-bus o sponsor onorevoli. Ho incontrato i luoghi popolari delle associazioni, i soggetti della produzione culturale, società sportive, la cittadinanza attiva, che vive difficoltà crescenti. Ho avvertito un crescente sostegno ragionando sui temi di un epoca di cambiamento e incertezza. Più che dal basso, dalla base del mondo reale.
Sono stato tra la gente comune, quella vera di tutti i giorni.

Da anni a Parma si dice che la Regione è stata lontana dalla nostra città. Cosa c’è di vero e cosa di propagandistico in questa frase?
In ogni evento pubblico ho affermato il principio che Parma deve essere riconosciuta per le sue peculiarità e per il ruolo strategico che porta avanti nell’area emiliana.
Se serve anche in termini rivendicativi. Non per una vuota quanto improduttiva “volontà di grandezza” locale ma per la forza attrattiva di cui i territori di Parma sono portatori e per il potenziale di innovazione delle nostre imprese.
Parma al centro della Regione, vuol dire riconoscere il valore alle nostre capacità ed eccellenze. Non Bologna capitale, ma ambiti di area vasta in grado di ottimizzare la produzione territoriale e le emergenze storico-culturali. In questo possiamo collocarci ai primi posti sulla scena globale, ma ancora non è così.

Se Massimo Iotti sarà eletto in Consiglio regionale, cosa cambierà, in meglio, per un cittadino delle nostra provincia?

Voglio rappresentare Parma con la stessa determinazione e concretezza che ho messo a fare il Sindaco, il Presidente della prima e più avanzata Unione comunale della provincia, il Consigliere Comunale di opposizione a Parma, senza sconti per nessuno. Chi mi conosce lo sa bene.
Tutti sanno che sono a disposizione di chi lavora su progetti o iniziative praticabili, trasparenti e di qualità per la produzione di benefici comuni e l’avvio di occasioni di lavoro. E’ la vera priorità che tutti chiedono, lavoro e maggiore benessere diffuso.

Secondo te il voto sul M5S in queste elezioni regionali rappresenterà anche un termometro del gradimento dell’Amministrazione Pizzarotti a Parma?

Ogni voto rappresenta un termometro oggettivo sul giudizio della gente per l’operato di chi governa. Dopo le elezioni regionali inizierà la corsa al futuro di Parma dopo questa opaca e dannosa transizione in corso.

Che idea ti sei fatta dell’inchiesta della magistratura sulle “spese pazze” in Regione? Quanto inciderà questa vicenda, soprattutto a livello di partecipazione al voto?

Per il futuro in Regione ogni tipo di rimborso spese o vitalizio ai consiglieri è già stato abolito.
Le vicende contestate risalgono al 2011. In ogni caso provo forte disagio, bisogna superare e cancellare per sempre pratiche del genere. Da sindaco ho sempre assunto stile sobrio e spese di rappresentanza zero. Impensabili rimborsi per cene o pranzi.
In un Comune dove conosci tutti lo fai davvero perché ci credi. Per me in Regione sarà la stessa cosa.

Se fossi uno scommettitore, punteresti sull’elezione di Massimo Iotti in Consiglio regionale?

In queste settimane ho sempre detto a tutti che il mio impegno è concreto e di voler arrivare sino in fondo. Con convinzione e determinazione. Non sono sceso in campo tanto per provare. Come sempre paga solo il lavoro senza risparmio di energie.
Alla fine vedremo: sento di essere portatore di valori e passioni molto diffuse nel partito democratico che chiedono maggiore evidenza, di condividere idee e posizioni che rivendicano di essere rappresentate.
Sono tanti gli elettori che mi chiedono di essere la loro voce nel parlare ad una sinistra ampia e variegata, l’animo profondo di Parma e della sua provincia non è “quello di Fanfani”.

AM