Lo scontro di Jonesboro

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31/08/2014

ACCADDE OGGI: 31 agosto 1864, lo scontro di Jonesboro decide il destino di Atlanta.

Il 31 Agosto 1864 a Jonesboro in Georgia, il generale William T. Sherman riportò una vittoria che condusse alla capitolazione di Atlanta, e segnò il destino dell’esercito confederato comandato dal generale John Bell Hood, costretto ad evacuare la città.
La battaglia di Jonesboro fu il punto culminante di una campagna di quattro mesi durante i quali Sherman aveva guidato il suo esercito da Chattanooga, Tennessee, contro le truppe confederate del generale Joseph Johnston. Costui, evitando scontri diretti, era riuscito a mantenere le sue forze intatte, ma alla lunga si era ritirato pericolosamente a ridosso di Atlanta. Hood, che sostituì Johnston nel mese di Luglio, optò a favore di una strategia di attrito per logorare il nemico, scelta che risulterà nefasta poiché, mentre gli Unionisti potevano contare su rinforzi costanti, i Confederati ormai non erano più in grado di ripianare pienamente le perdite subite. Procedette così ad attaccare furiosamente Sherman a Peachtree Creek, nella piana di Atlanta, e ad Ezra Church nel tentativo di respingerlo verso nord. Tuttavia, questi attacchi fallirono, e il 1° agosto il fronte di entrambi gli schieramenti si era ormai stabilizzato in quello che appariva un assedio.
Alla fine del mese Sherman portò però parte delle sue forze a sud della città per tagliare la principale linea ferroviaria di rifornimento alle truppe di Hood. Due Corpi d’armata, rispettivamente guidati dai generali confederati William Hardee e Stephen D. Lee, si mossero per bloccare Sherman a Jonesboro, e attaccarono le truppe dell’Unione il 31 agosto, ma furono respinti con spaventose perdite. Le forze dell’Unione, al riparo di trincee, persero solo 178 uomini, mentre i Confederati quasi 2.000 uomini. Quella sera Hood richiamò il II Corpo mentre gli Unionisti varcarono la ferrovia in più punti isolando gli uomini di Hardee.
Il 1° settembre Sherman iniziò a convergere su Jonesboro mentre le sue truppe chiudevano il cerchio attorno ad Atlanta. A quel punto Hardee, che rischiava l’accerchiamento completo, dovette abbandonare la sua posizione, e Hood, disperando ormai di poter difendere la città, decise di salvare la cosa più preziosa di cui ancora disponeva, la sua armata, e non ebbe altra scelta che ritirarsi da Atlanta per evitare che le proprie truppe vi restassero intrappolate. Nella notte tra l’1 e il 2 Settembre i sudisti se ne andarono, incendiando e facendo saltare in aria i depositi, le officine e i magazzini militari perché non finissero in mano al nemico – scena che verrà ripresa anche in Via col Vento. Sherman e i suoi uomini, a 30m km di distanza a sud della città, udirono distintamente gli schianti delle esplosioni mentre nel cielo notturno balenava il riverbero rossastro di enormi incendi.
La scontro di Jonesboro, per quanto di modeste proporzioni, fu quindi determinante per assicurare la caduta di Atlanta in mano nordista e tale successo fu altrettanto determinante nel garantire la rielezione di Abraham Lincoln di lì a pochi mesi. Inoltre la città fungerà da base di partenza per la successiva offensiva di Sherman, la Marcia verso il Mare, che porterà le truppe Unioniste, che virtualmente non incontrarono alcuna opposizione, alla conquista di Savannah dimostrando la debolezza militare e politica del fronte interno della Confederazione.

Alessandro Guardamagna