Cassa di espansione, il Comune risponde

Lombatti
valparmahospital

09/03/2009
h.15.50

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

AL SINDACO

Una recente piena della Parma ha suscitato numerose perplessità in merito alla eventualità che le casse di espansione non superino favorevolmente il vaglio di puntuali verifiche riguardanti il rapporto costi-effettivi benefici di un’opera che ha comportato un’ingente spesa per i contribuenti di Parma.

In particolare, le avvenute modifiche progettuali (l’esecuzione di un solo dei due previsti canali di deflusso dell’acqua in caso di emergenza) e le problematiche evidenziatesi nella tenuta degli argini dell’invaso fanno sì che la cassa di espansione venga sottoutilizzata rispetto alle propria capacità di contenimento in caso di piena, inducendo ad ipotizzare errori di valutazione in fase di progetto e realizzazione dell’intervento che non dovrebbero passare sotto silenzio.

Conseguentemente, le criticità che emergono al riguardo della piena conformità della cassa di espansione dal punto di vista funzionale, cioè come sistema di contenimento dell’acqua fluviale e di evitamento del rischi esondazione della Parma, suscitano interrogativi meritevoli di risposte trasparenti e convincenti. Ugualmente, lo stato presente dell’invaso sembra tradire le aspettative dell’Amministrazione circa le diverse potenzialità di sfruttamento del bacino artificiale dal punto di vista ambientale, ricreativo ed energetico.

Di tono ancora più preoccupato, tuttavia, sono le riflessioni in merito ai paventati rischi di danno ambientale e di inquinamento delle falde acquifere prospicienti la cassa di espansione, a causa della presenza di una discarica di rifiuti, contenente probabilmente materiali di natura tossica, a ridosso del argine dell’invaso e già individuata come oggetto di intervento di smaltimento, da parte della precedente amministrazione municipale.

L’azione di dilavamento dell’acqua che fuoriesce dalla cassa di espansione sulla massa percolante dei rifiuti, presenti in loco da anni ed ammassati lungo il manufatto durante i lavori di costruzione dello stesso, rappresenta un evidente pericolo per le risorse idriche della città.

Sulla scorta delle succitate considerazioni, si chiede al sindaco e agli assessori competenti, di fare chiarezza circa l’effettiva condizione della cassa di espansione, sia dal punto di vista dello stato di manutenzione dell’opera, sia per ciò che riguarda la sua funzionalità effettiva. Inoltre si chiede di informare il Consiglio circa la presenza della discarica di rifiuti a ridosso della cassa di espansione, illustrando quale siano le intenzioni dell’Amministrazione al riguardo e cioè quando, dove e come intenda provvedere alla bonifica dell’area e al trasporto dei rifiuti in altro sito, quantificando anche i presumibili costi dell’operazione.

Maurizio Vescovi e Giorgio Pagliari
GRUPPO PD
___
09/03/2009
h.19.00

In risposta all’interpellanza sulle casse di espansione di Marano si sottolinea come uno studio di Arpa, da poco consegnato anche al Comune, escluda qualsiasi inquinamento alle falde acquifere.
Allo stesso modo dai due cumuli di rifiuti, messi in sicurezza due anni fa e risistemati nel 2008 grazie a progetti condivisi in Conferenza dei servizi con Ausl, Aipo e Provincia, non fuoriesce percolato grazie ai continui sopraluoghi per cui il Comune spende 40mila euro l’anno. Né sono presenti rifiuti tossici: ciò è confermato dai carotaggi eseguiti anche recentemente.
Su come bonificare è bene precisare che il Comune è uno dei soggetti della conferenza dei servizi. Questa dovrà approvare il progetto definitivo, pagato da Aipo, dopo aver licenziato recentemente quello preliminare.
Circa invece la tenuta della Cassa di espansione, pur essendo un’opera che riguarda Aipo, il Comune non può che dirsi soddisfatto dei risultati: l’ultima piena, citata dai consiglieri dell’opposizione, era tale per proporzioni che senza casse si sarebbe dovuto chiudere, per stessa ammissione dei tecnici, i ponti cittadini. Questo non è avvenuto e anzi le arcate dei ponti avevano oltre due metri di tolleranza.

Comune di Parma
Ufficio Stampa 

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