Centro Santi, non “distruzione” ma evoluzione

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Lombatti

19/03/2009

La risposta dell’AUSL a Franco Buratti, presidente dell’associazione “Liberi”. Dalla ristrutturazione degli anni 1999/2001 all’accreditamento regionale nel 2005.
Pietro Pellegrini, responsabile del centro Santi: “La vera riabilitazione e l’integrazione sociale sono possibili solo se realizzate fuori dalle strutture dedicate”.

A risposta dell’intervento di Franco Buratti, presidente dell’associazione “Liberi”, interviene Pietro Pellegrini, responsabile del Centro Santi dell’Azienda USL di Parma.
“Gli attuali servizi del Dipartimento di Salute Mentale, di cui il Centro Santi è parte – spiega Pellegrini – sono il frutto di una lunga evoluzione: i valori e le attività iniziate negli anni ‘70 si sono strutturate diversamente in rapporto alle politiche d’inclusione, alla complessità della domanda, alla qualità dell’offerta di cura, ai profondi cambiamenti sociali.
Nel 1997 non c’è stata alcuna “distruzione” del Santi, al contrario di quanto afferma Franco Buratti. La psichiatria – continua il responsabile – ha sempre utilizzato non più di 2-3 padiglioni; negli altri vi sono stati il centro di fisioterapia, i servizi disabili, la tipografia e l’officina.
Nell’area ove sorgevano questi ultimi 2 padiglioni è stato costruito il dipartimento di Sanità Pubblica, secondo un progetto concordato con il Comune di Parma, l’AUSL e le Associazioni dei familiari”.
Inoltre, negli anni dal 1999 al 2001, il Santi è stato oggetto di un importante intervento di ristrutturazione: i locali sono stati climatizzati, tutte le stanze sono state dotate di bagno.
L’intervento ha consentito anche la realizzazione di spazi per attività ricreative a disposizione degli ospiti, quali, ad esempio, la sala biliardo, il ping pong, il punto ristoro.
Il giardino permette di fare belle passeggiate e l’intera area sarà presto arricchita con le postazioni del percorso salute, con attrezzi per fare ginnastica.
“Nel 1999 – riprende Pellegrini – è stato aperto anche il Centro di Salute Mentale. Nel 2005, c’è stato l’accreditamento della struttura da parte della Regione Emilia-Romagna.
Dal 2007, sono stati individuati appositi locali per ospitare le associazioni di utenti e familiari ed ora si sta completando la ristrutturazione del Centro Diurno. Viabilità e mezzi di trasporto pubblico sono quelli di un’area ormai centrale”.
E i laboratori e il bar, la cui “scomparsa” è stata denunciata sempre dal presidente dell’associazione “Liberi”?
“La vera riabilitazione e l’integrazione sociale sono possibili solo se realizzate fuori dalle strutture dedicate. E’ per questo motivo che i nostri utenti, in base a progetti riabilitativi personalizzati, frequentano laboratori artistici e di scrittura creativa, in collaborazione con le scuole.
Lo stesso discorso vale anche per il bar. Dal ’97 al ’99, è stato aperto, in via sperimentale e nell’ambito di corsi di formazione professionale realizzati con l’Enaip, un bar interno al Santi, riservato ai soli ospiti. Nonostante il fattivo interessamento dell’associazione “Va Pensiero” non si è trovato alcun soggetto interessato a gestire un’attività di questo tipo, aperta sia agli ospiti che ai cittadini, né al Santi, né nella zona circostante. Ma i nostri utenti – conclude Pellegrini – quando le loro condizioni di salute lo consentono, sono liberi di uscire dalla struttura e di frequentare i bar e i locali pubblici della città, come tutti gli altri cittadini”.

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