
02/12/2011
h.13.30
Ancora diossina dall’inceneritore di Ospedaletto, dove è stata chiusa anche la linea 1.
L’impianto ora è fermo. I valori di emissioni di diossina fuori norma sono stati riscontrati anche sulla linea che era rimasta attiva, dopo la chiusura della Linea 2 per la stessa ragione.
L’impianto resterà fermo per lavori di manutenzione straordinaria e verifica di tutti i processi di combustione, nel frattempo i rifiuti saranno portati alla discarica di Legoli.
Che la situazione all’interno dell’inceneritore di Ospedaletto fosse molto complessa lo si era capito il 2 novembre, quando la Geofor, gestore dell’impianto, in accordo con Provincia e Arpat aveva deciso di spegnere la linea 2 a causa dell’emissione di diossina sopra i valori previsti dalla legge.
In quella circostanza si era affermato che tutto era nella norma per la linea 1 che, al contrario, poteva continuare a funzionare regolarmente.
Invece è giunta la conferma che il lavoro all’interno dell’impianto non poteva più proseguire neppure lungo la linea 1: fermo totale dell’impianto.
I rifiuti destinati a Ospedaletto verranno ora trasferiti alla discarica di Peccioli, procedura che varrà per tutta la durata della chiusura dell’inceneritore, quindi circa 5.000 tonnellate di Rsu.
Ad annunciare questa decisione è la stessa Geofor: “La verifica interna dei dati relativi alle emissioni dell’impianto di termovalorizzazione di Ospedaletto – si legge in una nota – hanno segnalato un disallineamento parziale, seppur limitato, rispetto alla norma. Per senso di responsabilità e seguendo come sempre il criterio del massimo scrupolo nel rispetto della salute dell’ambiente, dei cittadini e dei lavoratori impiegati, d’accordo con le competenti autorità, abbiamo deciso di chiudere anche la linea uno dell’impianto. Avevamo già chiuso in questi giorni la linea due per gli stessi motivi”.
L’impianto è così arrestato totalmente e saranno anticipati i lavori di manutenzione straordinaria già previsti, quali il rinnovo dei filtri a manica e una prima revisione dell’impianto per monitorare tutte le fasi del processo di combustione, compreso un aumento dei carboni attivi per il contenimento delle emissioni.
“I tecnici sono al lavoro per capire le ragioni di questa discontinuità dei dati – conclude il presidente Paolo Marconcini – anche rispetto all’andamento storico del termovalorizzazione entro i limiti della norme di legge. Si sta ponendo attenzione anche alla mutata composizione del rifiuto in arrivo in seguito all’aumento consistente della raccolta differenziata. Arrivano infatti ad Ospedaletto rifiuti sempre meno umidi e più “secchi” con diversa capacità comburente. Tale fenomeno si sta registrando in diversi altri impianti del Paese e presuppongono probabilmente la modifica dei criteri di gestione. L’impianto riaprirà una volta effettuate tutte le verifiche e svolti i necessari controlli da parte delle autorità e sarà seguito da un piano di monitoraggio condiviso con gli enti stessi”.
Naturalmente sono tante le domande che sorgono per quanto sta avvenendo; come mai a distanza di soli 5 giorni si è deciso di chiudere repentinamente una linea reputata nella norma, decidendo di tenere fermo tutto l’impianto fino a quando non saranno fatti i lavori reputati come necessari?
A dare una prima risposta a questa domanda è l’assessore provinciale all’Ambiente Valter Picchi: “Abbiamo deciso tutti insieme di chiudere, visto che persistevano problemi di sforamento nei livelli di diossina. Sull’inceneritore di Ospedaletto – aggiunge – occorre un lavoro di manutenzione straordinaria, inutile procedere con ritocchi che magari durano qualche mese e poi ritrovarsi con i medesimi problemi”.
Secondo Picchi “potrebbe volerci almeno un mese” per i lavori di ripristino, lavori che definisce “straordinari e sostanziali, e che non si devono limitare al monitoraggio”.
Per quanto riguarda invece il futuro del termovalorizzatore – è prevista nei prossimi anni un’operazione di revamping, ovvero una ristrutturazione massiccia che costerà circa 16 milioni di euro – dopo questi episodi, non è affatto messa in dubbio l’opportunità di procedere viste le condizioni dell’impianto.
Per Picchi è probabile anzi che “l’azienda decida di accelerare in questa direzione, anche se ci sono ancora da fare i progetti e si richiederebbero in questo caso tempi più lunghi”.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR
___
Approfondimenti:
Con l’impianto di Vedelago a monte, Iren chiuderà l’inceneritore per diseconomia
Inceneritore, un modo di vivere
Sentenza del Tar: l’inceneritore può ripartire
Reggio Emilia smaschera le balle di Parma: abolito l’inceneritore
Referendum contro l’inceneritore, non imbrogliamo i cittadini!
Inceneritore, “spegniamolo con il referendum”
Ufficiale: sospeso il cantiere dell’inceneritore
Esposto contro l’inceneritore per abuso edilizio
Si cambi l’autorizzazione dell’inceneritore perché i parmigiani non siano truffati
Iren reagisce a Boicottiren e porta in Tribunale il GCR
Ci impiccheranno con una corda d’oro… un privilegio raro
E’ incredibile! Pure la rete di teleriscaldamento dell’inceneritore sarebbe illegittima!
E vai!… ci mancava pure il ricorso al Tar sull’appalto del sistema elettrico dell’inceneritore…
Diffidato l’ATO: “Illegittimi tutti i contratti sui rifiuti affidati ad Iren senza gara d’appalto!”
La Commissione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro l’inceneritore di Parma
No pasarán!
Nessun indennizzo sarebbe dovuto ad Iren se non si facesse più l’inceneritore
Iren racconta menzogne ai parmigiani: il suo direttore generale sia mandato a casa!
Il pacco
La Provincia ha confezionato un’autorizzazione dell’inceneritore su misura per Iren
Al rogo l’inceneritore. Le ragioni di due esposti
Viero non dice la verità
Perchè l’inceneritore è solo un enorme affare
I costi dell’inceneritore crescono da 132 a 171 milioni… fino a 216 a discrezione di Iren
“Non esiste un Piano Economico e Finanziario dell’inceneritore approvato”