“I nostri punti fermi, per un 2012 più giusto”

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SanMartino
Casa Bambini

03/01/2012
h.12.00

Cosa dobbiamo augurarci, cosa deve aspettarsi la comunità dell’Emilia Romagna nell’anno che sta per aprirsi?
Siamo in un momento davvero molto difficile, per noi e per il Paese. E le previsioni economiche per il 2012 non sono positive. Siamo ancora lontani dal poter accantonare una crisi strutturale, in Italia a lungo negata da precedenti responsabili delle nostre finanze ed affrontata solo ora per impulso del presidente Napolitano.
Si tratta di uno scenario inedito, diverso da tutti quelli affrontati nei decenni scorsi, che comporta sacrifici per tanti e richiede scelte per la crescita. Acqua, cibo, ambiente, clima: dobbiamo tornare a necessità sostanziali, togliendo potere ad una finanza immateriale che ha prodotto diseguaglianze e disastri.
Guardiamo quindi al lavoro, al welfare, allo sviluppo sostenibile, alla difesa del territorio, innovazione e ricerca, sostegno alla formazione, a famiglie e imprese: sono politiche alla base del Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva siglato poche settimane fa, con tutte le forze economiche, istituzionali e sociali dell’Emilia-Romagna.
Dobbiamo lavorare per rendere più giusta la vita delle persone, per dare occupazione ai giovani e alle donne, vera emergenza, così come per evitare che persone di 50 anni vengano definitivamente espulse dal mercato del lavoro. Perché sia fermamente difeso il criterio di servizi sanitari e sociali per tutti, per garantire la tenuta sociale soprattutto in un momento così difficile, con un’immigrazione destinata a crescere, con la necessità di una nuova economia sociale.
Siamo impegnati in questo, mettendo al centro i nostri valori: la persona, la famiglia, la solidarietà, la comunità.
Lo spirito di comunità, forte in Emilia Romagna, deve essere difeso e rilanciato nelle condizioni nuove, perché penso che sia la chiave migliore per un futuro di qualità.
E’ questo l’augurio che mi sento di fare a tutti per l’anno nuovo: che il 2012 ci faccia crescere nel sapere, nel lavoro, nella coesione sociale.

Vasco Errani

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