Inaugura la mostra “Dagli Appennini alle Ande”: storie di emigrazione dall’Alta Valtaro

Si terrà a Parma venerdì 17 settembre alle ore 17.45, presso l’Auditorium del Carmine (P.le Boito, via Duse), l’inaugurazione della mostra “Dagli Appennini alle Ande – Il viaggio della famiglia Bergoglio da Genova a Buenos Aires e altre storie di emigrazione dall’Alta Valle del Taro”, curata dal giornalista di “La Repubblica” Massimo Minella. Interverranno Giuseppe Romanini, Presidente del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Alessandro Cardinali della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo – Regione Emilia-Romagna, Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma e Massimo Minella. Presenta l’incontro Giuseppe Giulio Luciani del Circolo Il Borgo.

La narrazione sarà arricchita da interventi musicali a cura del Conservatorio A. Boito. Chitarre: Daniel Daiu e Deniz Mastropietro, con la partecipazione del soprano Gabriella Corsaro.

L’esposizione – costituita da immagini e fotografie montate su 24 pannelli – sarà visitabile nel chiostro del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, dal 17 al 18 settembre 2021. Organizzata nell’ambito delle celebrazioni di Parma 2020+21 dalla Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Circolo culturale il Borgo, la mostra è patrocinata dal Comune di Parma e dal Conservatorio “Arrigo Boito”.

La mostra descrive e testimonia la storia dell’emigrazione dell’Emilia-Romagna, dalla seconda metà dell’800 fino alla prima metà del ‘900, con un focus sulla famiglia Bergoglio di Papa Francesco, immigrata in Sud-America a inizio ‘900.

La fotografia e le immagini, con il loro forte potere evocativo, sono in grado di ergere a simbolo di un intero evento un singolo particolare. La narrazione per immagini delle storie dolorose dell’immigrazione di nostri connazionali ha l’obiettivo di facilitare l’acquisizione di nuove conoscenze e la condivisione di emozioni per avvicinare le persone ad un fenomeno, quello migratorio, che oggi coinvolge il sud del mondo. Un mondo immaginato, attraverso le immagini, diventa possibilità concreta di partecipazione per favorire l’inclusione sociale.