INTERVISTA – Dario Costi: “Solo noi possiamo battere Guerra al ballottaggio. Vignali ha già fallito”

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Lombatti
Dario Costi

Dario Costi, architetto, docente universitario, esperto di progettazione urbana strategica, consulente della SNA del Governo italiano per la rigenerazione urbana, direttore di ricerca del Laboratorio internazionale sulla Smart City, direttore della collana “The City Project” dell’editore berlinese Springer, uno dei curatori della mostra “Parma città d’oro”, è candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Parma del 12 giugno 2022.

Lo abbiamo intervistato.

Parliamo di te…

Da architetto ho sempre studiato le città, ho progettato l’architettura come strumento al servizio delle persone e come momento di partecipazione e condivisione delle scelte. La rigenerazione urbana, la smart city e la partecipazione sono i miei temi di ricerca. Risolvere le questioni legate alle infrastrutture della mobilità come occasione di rinaturazione e di miglioramento ambientale è l’obiettivo della città contemporanea. Da alcuni mesi ho consegnato uno studio sulle 30 migliori città europee dove tutti questi temi sono già affrontati e risolti. Mi piangeva il cuore vedere Parma in questa condizione di degrado e abbandono e di mancanza di prospettiva strategica.

Perchè ti sei candidato?

Da alcuni anni tante persone mi sollecitavano a trasformare il mio impegno civile di studio in impegno politico e di proposta per la città. Alcuni amici mi hanno presentato Carlo Calenda che ha subito accolto con entusiasmo questa possibilità riconoscendo nella nostra operazione i concetti su cui insiste da sempre quali competenza, passione e servizio. Nelle stesse settimane mi hanno chiesto un impegno politico la figlia di Elvio Ubaldi e il gruppo di Civiltà parmigiana.

Queste sono le due componenti che sostengono l’iniziativa, inseme a gruppi informali di altri partiti di centrosinistra e di centrodestra e a tante persone che si stanno mobilitando. Eravamo partiti con l’idea di fare una lista, ne faremo tre o quattro.

Come stai organizzando la tua campagna elettorale?

Con lo stesso metodo con cui ho sempre lavorato nella mia attività professionale. Da subito ho invitato un gruppo di esperti (figure di spicco della città e specialisti) per definire un posizionamento di programma avanzato su tutti i temi, su cui abbiamo avviato un percorso di partecipazione. Stiamo completando la quarta settimana nella quale ogni giorno abbiamo incontrato persone di vari settori, e nel contempo siamo andati nei quartieri per confrontarci con associazioni, società sportive e altri interlocutori per raccogliere i loro punti di vista. Il prossimo passo sarà rielaborare questi materiali e farli diventare una proposta politica organica che esporremo in una mostra davanti alla nostra sede in Piazzale Boito. Andremo quindi a discutere le nostre idee e azioni con tutti coloro che saranno interessati a farlo.

Quali sono oggi le priorità della città?

Parma sta vivendo una situazione di grandissima difficoltà. Il problema principale è sicuramente quello della sicurezza. E’ una città fuori controllo. Mancano 70-80 vigili nell’organico comunale e questo è una grave colpa politica. C’è la necessità di essere presenti nelle strade e nelle piazze.

La seconda priorità è il commercio e i negozi su strada. La politica dei centri commerciali all’esterno delle tangenziali e la valorizzazione della mobilità in automobile hanno determinato lo svuotamento del centro storico. Noi vogliamo impostare una gestione manageriale non solo del commercio ma di tutte le azioni che possono far vivere la città attraverso un “town city manager” che lavori su accessibilità, eventi per tutti distribuiti su tutta la città e decoro.

La terza priorità è ambiente-mobilità. Parma non ha realizzato nessuna strategia di mobilità sostenibile pubblica e privata. Da sempre, nelle migliori città europee, i parchi urbani, le aree centrali, gli argini lungo i corsi d’acqua, se collegati e protetti, sono uno stimolo straordinario a una logica alternativa di spostamento. Si potrebbero prevedere fermate intermedie lungo le linee ferroviarie in periferia, che assumerebbero così la funzione di sistema metropolitano. Ciò potrebbe applicarsi in primis allo Spip dove oggi nessuna delle 10.000 persone che vi gravitano ogni giorno può arrivare con un mezzo pubblico: ci sono la ferrovia e il Canale Naviglio che possono essere strumenti di relazione con una fermata del treno abbinata a un deposito di biciclette, e una pista ciclabile lungo gli argini.



Come vedi svilupparsi questa campagna elettorale?

Vedo che sulla città incombono due ombre molto preoccupanti: una a sinistra che viene da Bologna portando accordi di potere contro natura che mette insieme partiti che stanno ancora litigando in consiglio comunale.

L’altra a destra che viene da Arcore e rappresenta la nostalgia per una città in crisi, con un candidato sindaco che ha già dimostrato di non essere stato in grado di governare la città. Una candidatura che ha creato sbigottimento in tanti elettori e conflitti evidenti all’interno della coalizione che la sostiene. Non è un caso che Fratelli d’Italia ancora resista all’indicazione nazionale di convergere su questa figura.

Da quando Vignali si è presentato con a fianco un senatore leghista veneto e uno di Forza Italia modenese, con la politica locale assente, ho registrato un rifiuto della città a tornare a un passato che ha fallito, a prescindere dal patteggiamento e dalla restituzione di soldi che dimostrano le colpe di Vignali.

Ci si sta rendendo conto che solo noi possiamo interrompere questa continuità di una città abbandonata, perchè solo noi possiamo vincere al ballottaggio contro Guerra.

Perchè “solo voi”?

Perchè Vignali, se mai dovesse andare al ballottaggio, non potrà mai essere un collettore di voti a 360° e quindi perderebbe di certo, mentre noi potremmo parlare a tutta la città in modo trasversale, indipendente e pulito.

Andrea Marsiletti

comunali2022