INTERVISTA – Michele Vanolli (Pd): “No a scelte calate dall’alto per i prossimi candidati in parlamento a Parma. Guerra è un sindaco credibile e innovativo”

Lombatti
Michele Vanolli e Michele Guerra

Il Pd è tornato al governo della città di Parma dopo tanti anni.

Abbiamo intervistato Michele Vanolli, segretario cittadino dei democratici.

Sei il segretario cittadino in carica che ha vinto le elezioni comunali di Parma dopo 25 anni di sconfitte. Qualche merito specifico pensi di averlo? Quale?

Non sta certamente a me dire se e quali meriti ho avuto e, aggiungo, non sarebbe neanche troppo elegante farlo. Penso che lo “stile” si veda anche da queste cose.

Volendo fare un’analisi complessiva, il Partito Democratico di Parma, come ricordavi tu, è tornato in maggioranza in consiglio comunale (o meglio lo è per la prima volta perché l’ultima volta ancora non esisteva il PD), ed esprime il gruppo consiliare e la delegazione di assessori più numerosi, compreso il vice-sindaco.

Nelle nostre riunioni pre-campagna elettorale ci eravamo dati tre obiettivi: contribuire a eleggere Michele Guerra sindaco di Parma, essere il gruppo consiliare più numeroso e, di conseguenza, eleggere ed esprimere il maggior numero di esponenti del PD. Tre obiettivi ampiamente raggiunti.

Questo, ovviamente, ci porta a grandi responsabilità.

Qualcuno dice che ci sono troppi assessori Pd in giunta. E’ vero?

Il numero e le deleghe assegnati ad esponenti del PD sono oggettivamente importanti e ciò ci consegna, senza nascondersi dietro un dito, la maggiore responsabilità di governo all’interno di questa Amministrazione.

Sono convinto che i nostri assessori saranno all’altezza del compito loro assegnato e che daranno un contributo fondamentale alla buona amministrazione e una grande mano al sindaco Guerra a raggiungere gli obiettivi indicati nel programma elettorale di coalizione.

Dopo quasi 25 anni di opposizione abbiamo un’occasione storica davanti a noi e non possiamo permetterci di sprecarla, soprattutto per il futuro e per il bene di Parma prima ancora di qualsiasi interesse di partito o personale.

Guerra è un sindaco che ha ottenuto una percentuale elettorale altissima (67%) e quindi ha una forte spinta, il Pd ha 12 consiglieri comunali su 20 della maggioranza. Quale metodo per ottimizzare la forza di entrambi?

Michele Guerra ha avuto un risultato straordinario, frutto anche della sua credibilità personale e della sua capacità di ascoltare e coinvolgere tutti durante la campagna elettorale.

“Tornare al governo della città con questa rappresentanza è un’occasione storica che non possiamo sprecare” (cit)

E’ evidente che la città ne ha riconosciuto il valore e la spinta innovativa rappresentata dalla sua proposta politica, che è risultata di gran lunga la più apprezzata.

Del risultato del Pd invece ho già detto nella risposta precedente.

Penso che tra il sindaco Guerra e il Partito Democratico, così come con il resto della nostra coalizione comprese le liste che non hanno eletto rappresentanti in consiglio comunale, sia sia instaurato un rapporto di reciproca fiducia e sostegno.

Da parte del Partito Democratico vi è piena disponibilità e impegno a sostenere l’Amministrazione Guerra così come a proseguire il lavoro politico che ha portato alla creazione e alla vittoria della nostra coalizione.



Cosa pensi del “Governo Ombra” lanciato da Vignali?

Non ho una particolare opinione su questa scelta che è, ovviamente, legittima. I “governi ombra” di tradizione britannica hanno sempre fatto fatica ad affermarsi in Italia. Ricordo un tentativo fatto dal PD di Veltroni a livello nazionale che però non ebbe grande fortuna.

In questo consiglio comunale ci sono almeno quattro minoranze (uso volutamente questo termine anziché opposizione) di estrazione politica anche molto differente. Tale circostanza, unita al fatto che la maggioranza è composta da una coalizione e non da un “monocolore”, rende estremamente interessante, dal punto di vista politico, la dinamica del consiglio comunale dei prossimi anni.

Sono sicuro che Sandro Campanini, appena eletto capogruppo, avrà l’esperienza e la capacità per guidare al meglio il gruppo PD in questo scenario, così come sono sicuro che Michele Alinovi sarà un ottimo ed imparziale presidente del consiglio comunale.

Quale sarà il ruolo del Comitato cittadino nella scelta dei candidati parlamentari di Parma, in particolare quello della Camera dove la città sarà decisiva (il collegio senatoriale coinvolge tre province)?

Prima di tutto, lasciami dire che ritengo sbagliata la scelta di Conte e del Movimento 5 stelle e auspico che domani nel passaggio parlamentare la crisi di governo possa rientrare e l’esperienza del Governo Draghi possa proseguire.

Ciò anche perché l’uscita del M5S dal Governo pregiudicherebbe, forse in modo irreversibile, la costruzione di quel “campo largo” fortemente voluto dal segretario Letta.

Spero che le elezioni politiche si tengano alla naturale scadenza della legislatura nel 2023 e che la scelta dei candidati alla Camera e al Senato non venga calata dall’alto come nelle politiche del 2018, ma vi sia la possibilità, per i territori, di poter dire la propria sulle scelte compiute.

Andrea Marsiletti