“La mucca felice”: convegno sabato 24 luglio a Neviano degli Arduini

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L’amministrazione comunale di Reggio Emilia ha deciso di riproporre in politica quello che nell’arte è chiamato ‘falso d’autore.’ Può infatti definirsi tale il protocollo d’intesa “Reggio Emilia Città Rider friendly” firmato tra l’amministrazione ed i sindacati confederali, che imita la mozione popolare che Reggio Emilia in Comune ha scritto di concerto con ADL Cobas e Riders Union Reggio Emilia.

Nell’arte, per distinguere un originale da una copia d’autore spesso serve lo sforzo di esperti, l’uso di moderne tecnologie e tanta dedizione da parte degli addetti ai lavori. A Reggio Emilia, invece, per distinguere l’originale dal falso serve davvero poco.

Da una parte abbiamo il testo della nostra mozione popolare. Frutto di mesi di incontri tra lavoratori e lavoratrici che hanno sviluppato una coscienza di classe in strada, guardandosi nello specchio della fatica e sofferenza dei propri colleghi e colleghe. Lavoratori che hanno deciso di rifiutare intermediari precostituiti ed hanno deciso di unirsi nella Riders Union Reggio Emilia e di trovare collaborazioni per la loro lotta in REC e ADL Cobas.

Una mozione, la nostra, nata dall’ascolto delle necessità dei lavori e di cui lavoratori e lavoratrici sono elemento imprescindibile.

Dall’altra abbiamo questo protocollo pro riders, firmato dall’amministrazione e i tre sindacati confederali, che oltre ad aver scopiazzato le nostre proposte ha ben poca sostanza. Non è infatti un caso che i riders abbiano – tra le altre cose – immediatamente criticato la scelta del Comune di individuare il caffè Reggio come luogo dove i lavoratori possano usufruire dei servizi richiesti. La scelta del luogo non risponde alle necessità logistiche del loro lavoro, ma appare unicamente il tentativo di rivitalizzare dei luoghi della città che rappresentano il fallimento delle politiche sociali di questa Amministrazione.
Ma, come detto, questa incapacità del Comune non stupisce ed anzi non potrebbe essere altrimenti, perché né il PD né i sindacati confederali hanno davvero ascoltato  lavoratori e lavoratrici prima di uscire pubblicamente con questo documento che ha come unico obiettivo vanificare gli sforzi della nostra azione. L’idea che esista una città che vive e vuole decidere al di fuori del sistema di controllo dell’Amministrazione è per loro inaccettabile e deve essere immediatamente soffocato.

Nella città delle persone (quelle che votano PD però, o al massimo una lista civetta) e della partecipazione (quella controllata dal Comune però, che se cerchi di partecipare con idee non conformi vieni bellamente ignorato), è da marzo che i riders hanno chiesto un incontro con l’Amministrazione, senza ricevere alcun riscontro. Anche i sindacati confederali hanno dimostrato, una volta in più, di lavorare non più per i lavoratori ma alle loro spalle, e non è un caso che alla presentazione del protocollo non sia stato presente neppure uno dei riders che questi sindacati asseriscono di voler tutelare.
Non possiamo che reagire con un sorriso amaro alle dichiarazioni del Sindaco Vecchi e di Cristian Sesena, che ci “autorizzano” alla partecipazione al tavolo di lavoro, a “condizione di riconoscerci nel protocollo”.
In altre parole si dichiarano disponibili a prestarci la nostra bici, dopo avercela sfilata dalle mani.