La santa calunniata, la prima apostola: Maria Maddalena (di Andrea Marsiletti)

E' la figura più controversa della cristianità, vittima nei secoli di equivoci, fake news, diffamazioni più o meno in malafede e misogine

Lombatti
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Per dare un contributo in questi mesi di avvicinamento alla festività del Natale, tratterò con alcuni articoli la figura più controversa della cristianità, vittima nei secoli di equivoci, fake news, diffamazioni più o meno in malafede e misogine: Maria Maddalena.

Su di lei è stato detto e scritto di tutto: era una prostituta, un’indemoniata, la compagna, l’amante, financo la madre dei figli di Gesù che avrebbero originato la linea di sangue divino che scorre nella stirpe dei merovingi. Il Santo Graal era contenuto nel ventre della Maddalena. Qualcuno si è spinto fin a teorizzare che in realtà fosse lei la vera divinità, la figlia di Dio, e non Gesù.

Scrittori, pittori e registi, quando non cospirazionisti, non aspettavano altro che una pseudo storia che mischia il sacro al profano, meglio ancora se piccante, da raccontare, da dipingere, da portare in libreria e nelle sale cinematografiche.

Ma chi diede la mazzata più pesante alla reputazione di Maddalena fu la Chiesa cattolica con quell’omelia di Papa Gregorio Magno nel 591 che, senza che nei Vangeli ci fosse alcun collegamento testuale, identificò la Maddalena con la meretrice anonima citata nei Vangeli che unge con olio profumato i piedi a Gesù a casa di Simone il Fariseo, asciugandoli con i capelli.

L’iconografia di massa ha completato la “riduzione” della sua figura: Maddalena viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi, alludendo alla sua condizione di prostituta, perchè le donne per bene andavano in giro con i capelli raccolti.

A distanza di duemila anni lo stereotipo di Maria Maddalena-prostituta rimane vivissimo e predominante nell’immaginario popolare.

La Maddalena dei Vangeli è l’unica persona di cui si è certi fosse presente nei momenti cruciali della missione di Gesù, durante la predicazione, il calvario, sotto la croce, al sepolcro, nel giorno della resurrezione. Non fuggì mai per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò come fece il primo Papa, Pietro.



Se non ci fosse stata Maddalena saremmo rimasti al Venerdì Santo e non ci sarebbe stata la Pasqua.

E’ stata lei che ha avuto il privilegio di essere la prima testimone oculare e la prima annunciatrice della resurrezione di Gesù, ovvero del momento fondante la religione cristiana. Per essere tale un cristiano non può solo condividere valori morali e comportamenti sociali, ma accettare la resurrezione come verità incontrovertibile, rivelata agli occhi della Maddalena, in un periodo storico nel quale la testimonianza di una donna non aveva validità giuridica. Non può esserci cristianesimo senza resurrezione.

Scrive l’evangelista Giovanni: “Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. […] Si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.”

Lui la chiama teneramente per nome, “Maria”, lei lo chiama “Rabbunì”, ovvero “Mio buon Maestro” che è qualcosa di più affettuoso e vivo di “Rabbì” usato per i Maestri ebrei.

La Maddalena è la figura più vicina a Gesù, che piange, non si rassegna, non riesce a separarsi, continua a cercare il Signore anche quando vede il sepolcro vuoto. Vorrebbe toccarlo, ascoltarlo, adorarlo, restare con lui… ma Gesù le dice: ”Non mi trattenere” (“Noli me tangere“), perchè li accomunava una missione da portare a termine e da iniziare.

E’ lei la discepola “calunniata”, oggi venerata come santa il 22 luglio.

Una donna che non è la moglie di nessuno, una donna libera, in un tempo in cui donna e libertà sono due parole antitetiche, incompatibili, insanabili.

L’apostola degli apostoli.

La prima apostola.

La prima missionaria.

La donna generatrice della Chiesa apostolica.

Andrea Marsiletti

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