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08/11/2010
h.18.30
Con riferimento alle notizie apparse in queste ore sulla stampa nazionale, relative a un piano di riorganizzazione del sistema aeroportuale sulla base del quale l’Aeroporto di Parma, insieme ad altri 23 scali, sarebbe “a rischio chiusura”, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha rilasciato questa dichiarazione:
“L’aeroporto di Parma è stato il primo scalo italiano a dare il via a un processo di privatizzazione che ha visto l’Ente pubblico scendere sotto il 50%, intensificando un processo finalizzato a rendere più efficiente un’infrastruttura strategica per il nostro territorio.
Se l’obiettivo del Governo è non solo contenere la spesa pubblica, ma anche migliorare i servizi e renderli più efficienti, bene farebbe a spingere tutti gli aeroporti nazionali di dimensioni analoghe a imboccare la strada che noi abbiamo scelto e seguito con coerenza, anche se lunga e faticosa.
Ipotizzare invece tagli indiscriminati vorrebbe dire ripetere anche in questo caso l’errore commesso con la manovra finanziaria che sta soffocando i bilanci degli Enti locali, con tagli lineari che finiscono per penalizzare chi ha assunto comportamenti virtuosi tanto se non di più di chi la strada del risanamento non ha ancora voluto o saputo imboccare.
L’aeroporto di Parma è un’infrastruttura strategica non solo per la nostra provincia ma per l’area dell’Emilia Ovest. Ora, grazie anche alle scelte dei soci pubblici, si può lavorare per metterne a frutto le potenzialità. Se compito del Governo non può essere, in una fase di tagli, sostenere questo processo, tanto meno deve essere quello di affossare un percorso virtuoso”.
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08/11/2010
h.11.50
Ill.mo Sig.
SINDACO
Ill.mo Sig.
PRESIDENTE
Consiglio Comunale
Interrogazione ex art. 28 Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale.
OGGETTO: aeroporto di Parma; richiesta di convocazione Commissioni consiliari.
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO CHE
a)sulla stampa nazionale (“La Repubblica” dell’8 c.m.: pg. 25 “Aeroporti, si cambia troppi sprechi. Via gli scali bonsai”), si parla di un piano per la riorganizzazione del sistema aeroportuale nazionale messo a punto da Nomisma, One Works e Kpmg;
b)questo piano, che sarebbe sul tavolo del governo, prevederebbe la chiusura di 24 aeroporti, tra cui quello di Parma, giunto- secondo i calcoli esposti nell’articolo – a 194.057 passeggeri tra gennaio e settembre 2010, cioè ad una “quota passeggeri” lontana da quella minima ipotizzata dal piano stesso, che è di 500.000 passeggeri/anno;
c)la notizia è sicuramente preoccupante, anche se nessuna decisione sembra essere stata ancora assunta, in quanto è ancorata ad un dato oggettivo: il mancato decollo dell’aeroporto parmigiano in termini di traffico e di passeggeri;
d)l’aeroporto rimane una struttura strategica, più che mai per la città sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare;
e)l’attenzione, pertanto, deve essere massima così come la determinazione a far valere le ragioni, oggettive e non localistiche, della necessità dell’aeroporto a Parma;
f)le Istituzioni locali – e, quindi, anche il Comune di Parma – devono farsi parte attiva di tutte le iniziative del caso, nei tempi i più tempestivi;
CHIEDE
1)se il Sindaco è al corrente di questo piano;
2)se sì, quali indicazioni ha avuto dal Governo sulla sua eventuale attivazione e sulla sorta della stazione aeroportuale di Parma; e
CHIEDE
la convocazione congiunta, nei tempi i più rapidi, delle Commissioni competenti: quella sul controllo sulle società, quella dei Lavori Pubblici e quella sulle attività commerciali.
Giorgio Pagliari
Capogruppo PD
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08/11/2010
h.15.50
Il Comune di Parma condivide le preoccupazioni sull’aeroporto, “un’opera strategica per Parma, per la sua fiera, per l’Authority alimentare e per tutto quello che concerne il nostro territorio – spiega il vicesindaco Paolo Buzzi – L’aeroporto di Parma tra l’altro è uno dei migliori, dal punto di vista infrastrutturale, fra i piccoli scali italiani, grazie alle opere realizzate negli ultimi anni. A livello istituzionale il Comune di Parma, socio al 7,75%, sta lavorando affinché il Giuseppe Verdi abbia una prospettiva non solo di mantenimento ma anche di crescita. Si attende e si augura che anche tutte le altre istituzioni coinvolte remino nella stessa direzione, anche perché la sinergia in questo caso può fare la differenza.
Con il nuovo proprietario – aggiunge Buzzi – andremo a discutere delle prospettive future. Anche perché l’aeroporto di Parma presenta e prospetta conti in ordine e questo ci consente di elaborare un piano industriale che consente il rilancio della struttura. La parola d’ordine è quindi crescere.
Infine – conclude il vicesindaco – nessun problema da parte mia per la convocazione di una Commissione, ma questa non è di mia competenza ma dei consiglieri che partecipano a tale commissione e in primis dei loro presidenti”.