“Le tre sorelle” con Elisa Cuppini, Sandra Soncini e Franca Tragni al Teatro Comunale di Fontanellato

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Lombatti

LE TRE SORELLE, nuovo lavoro interpretato e diretto da Elisa Cuppini, Sandra Soncini e Franca Tragni debutta al Teatro Comunale di Fontanellato Pompeo Piazza venerdì 21 gennaio alle ore 21.00, con repliche sabato 22 gennaio sempre alle 21.00 e domenica 23 alle ore 17.00, una nuova produzione di L.O.F.T. / Progetti&Teatro.

La drammaturgia di Matteo Bacchini è liberamente ispirata al capolavoro di Anton Čechov Tre sorelle, dramma che racchiude tutta l’enigmaticità della letteratura teatrale cechoviana.

Le tre attrici, in sala prove, iniziano ad indagare il testo, ad addentrarsi in questa materia così densa e contemporaneamente evanescente. A sostenerle c’è il paesaggio sonoro creato da Patrizia Mattioli, la scenografia e le luci di Erika Borella e Donatello Galloni.

 L’incontro umano fra Elisa Cuppini, Sandra Soncini e Franca Tragni, attrici con trascorsi e linguaggi diversi, non poteva che confluire in un percorso di ricerca artistica condivisa, un viaggio in un terreno difficile, dissestato da domande enormi, ma pieno di sorprese e, paradossalmente, di risposte “semplici”.

Il testo di Cechov ha per protagoniste tre sorelle, figlie di un generale russo morto da poco: Olga la maggiore è insegnante, la seconda Maša è sposata a un professore che non ama e la più giovane è Irina, la più inquieta, la più bambina. Le tre sorelle vogliono emanciparsi e trasferirsi a Mosca, quasi una terra promessa che le salverà dalla noiosa monotonia e dalla soffocante e mediocre vita di provincia. Il tempo passa, ma non succede nulla… desideri e aspettative vengono delusi.

“Come dice Peter Stein: “Per mettere in scena Čechov bisogna essere russi” – racconta l’autore Matteo Bacchini. Le tre sorelle sono alghe immobili in uno stagno sperduto nel nulla della campagna russa. Tre oche che girano in tondo nel pollaio pigolando “A Mosca! A Mosca!”. In Tre sorelle non succede niente e mettere in scena il niente è roba da russi. Noi invece volevamo mettere in scena qualcosa e per farlo ci vuole vita. Uno stagno non basta”.

Le voci delle attrici, coi loro dubbi, lasciano spazio ai personaggi, e fidandosi del teatro, permettono al senso che cercano di emergere; il gioco del teatro prende il sopravvento con i suoi effetti collaterali, comicità e dramma si intrecciano e risate e sgomento si alternano.

Così nella nuova drammaturgia le tre sorelle sono state traslocate nella fredda Mosca dei soviet, dove la vita è dura ma almeno è una vita. Costrette a fare i conti con i copechi nel barattolo dello zucchero e il petrolio della lampada che è finito, le tre sorelle parlano, litigano, discutono si accusano si difendono si prendono cura l’una dell’altra e piano piano lo stagno prende vita, entra dentro acqua fresca…e ritrovano se stesse.

“E ritrovando sé stesse ritrovano la loro casa, che non è in campagna o a Mosca o da qualche altra parte: la loro casa sono loro – conclude Matteo Bacchini. La sorellanza non è più il concetto astratto di interminabili letture a tavolino, ma prende vita sulla scena. La sorellanza sono loro. Quello che cercavano come attrici lo trovano come personaggi, e senza cercarlo. Era lì, bastava lasciarlo uscire. Bastava vivere. Se poi Olga Masa e Irina hanno la stessa personalità di Elisa Franca e Sandra, o viceversa sono le tre attrici che hanno lo stesso carattere delle tre sorelle, questo non lo saprei dire perché è una cosa da russi.”

Informazioni e biglietteria: Tel 327-4089399 – teatrofontanellato@gmail.com. www.teatrofontanellato.it

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