L’Emilia-Romagna prima per crescita del PIL. Bene le costruzioni. Nel 2022 occupazione + 1,7%

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Gli scenari delle economie locali realizzati da Prometeia ed elaborati da Unioncamere regionale confermano l’Emilia-Romagna come prima regione italiana per crescita del PIL con un incremento che nel 2021 raggiungerà il 6 per cento. A fine 2022 la regione avrà completamente recuperato quanto perso a causa della pandemia. A trainare la ripartenza, il comparto industriale e le costruzioni, esportazioni e investimenti i principali driver. Per l’occupazione occorrerà attendere il 2022 per i primi segnali di ripresa.

Nel 2021 l’Emilia-Romagna sarà la prima regione italiana per crescita con una variazione del PIL del 6 per cento rispetto all’anno precedente (+5,3 per cento l’aumento previsto a livello nazionale). Un trend positivo che si confermerà nel 2022 con un ulteriore incremento del 4,2 per cento. A fine 2022 l’Emilia-Romagna non solo avrà recuperato completamente i livelli pre-pandemia, ma segnerà una crescita del PIL dello 0,4 per cento rispetto al 2019, a fronte di un dato nazionale ancora in fase di recupero (-0,2 per cento la variazione 2022 rispetto al 2019). È quanto emerge dall’elaborazione realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna sui dati Prometeia (Scenari economie locali, edizione luglio 2021).

A fare da traino è il settore industriale, previsto in crescita nel 2021 del 10,6 per cento. Si consolida quindi l’importanza dell’industria in Emilia-Romagna: la sua incidenza sul valore aggiunto regionale supera il 28 per cento (seconda regione preceduta solamente dalla Basilicata) contro una media nazionale che non raggiunge il 20 per cento.

A svilupparsi di più nel corso del 2021 sarà il comparto delle costruzioni per il quale si attende una variazione positiva del 17,4 per cento stimolata dagli incentivi che interessano l’edilizia.

La ripartenza sembra essere più lenta per il terziario: nel 2021 la crescita del valore aggiunto sarà del 3,9 per cento, per consolidarsi nel corso del 2022, +4,4 per cento.

Per il settore dei servizi occorrerà attendere il 2023 per recuperare quanto perso per la pandemia.

Tra i driver della ripresa le esportazioni e gli investimenti giocano un ruolo fondamentale. Le esportazioni nel 2021 cresceranno del 13,9 per cento, gli investimenti del 17,9 per cento, prima regione nella graduatoria nazionale per crescita.

Per apprezzare i riflessi positivi sull’occupazione occorrerà attendere i prossimi anni. Nel 2020 il calo degli occupati si era attestato a circa 59mila unità (-2,9 per cento), nel 2021 la flessione assumerà valori più contenuti, 15.500 unità (-0,8 per cento). Dal prossimo anno si invertirà la tendenza e a fine 2024 l’Emilia-Romagna conterà quasi 28mila occupati in più rispetto ai livelli pre-pandemia. Una dinamica analoga riguarderà il tasso di disoccupazione, con valori che si attesteranno attorno al 7 per cento nel 2021 e nel 2022, per tornare al 5,7 per cento nel 2024.

I dati previsionali confermano quanto sta emergendo dalle indagini congiunturali realizzate da Unioncamere Emilia-Romagna. Si moltiplicano i segnali che testimoniano come l’economia regionale stia vivendo una ripresa sostenuta e diffusa. A rendere più incerto il clima positivo vi sono due aspetti che dovranno essere tenuti sotto osservazione nei prossimi mesi: da un lato l’evoluzione della pandemia e, in particolare, della variante delta; dall’altro la dinamica del costo delle materie prime che per molti beni ha già toccato i livelli di guardia.