Parma – Bologna 0-3. Il Parma affonda. D’Aversa: “Dobbiamo tutti sentirci responsabili”

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foto: parmacalcio1913.com

Parma-Bologna 0-3

Marcatori: 15′ pt Barrow, 33′ pt Barrow, 47′ st Orsolini

PARMA CALCIO 1913: Sepe, Conti, Gagliolo, Cornelius (10′ st Zirkzee), Bani (1′ st Man), Kurtic (25′ st Mihaila), Brugman (10′ st Cyprien), B. Alves (cap.), Osorio, Gervinho, Kucka (37′ st Hernani Jr).
A disposizione: Colombi, Grassi, Karamoh, Sohm, Zagaritis, Dierckx, Brunetta.
Allenatore: D’Aversa.

BOLOGNA FC 1909: Skorupski, Soumaoro, Sansone (21′ st Vignato), Skov Olsen (21′ st Orsolini), Tomiyasu, Soriano, Danilo (cap.), Schouten (43′ st Poli), Svanberg (21′ st Dominguez), Dijks, Barrow (37′ st Palacio).
A disposizione: Da Costa, Ravaglia, Hickey, Mbaye, Baldursson, Antov, De Silvestri.
Allenatore: Mihajlovic.

Arbitro: Sig. Marco Guida (Torre Annunziata). Assistenti: Sig. Luigi Rossi (Rovigo) – Sig. Orlando Pagnotta (Nocera Inferiore). Quarto uomo: Sig. Antonio Di Martino (Teramo). V.A.R.: Sig. Piero Giacomelli (Trieste). A.V.A.R.: Sig. Giorgio Peretti (Verona).

Angoli: 5-1. Ammoniti: Conti (P), Svanberg (B), Gagliolo (P). Recupero: 1’pt, 4′ st.

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Al termine di Parma-Bologna, ecco le parole di Mister Roberto D’Aversa:

“Dal punto di vista del sistema di gioco siamo scesi in campo con un 3-4-2-1 più che un 3-5-2, ma al di là dell’aspetto tattico quel che conta è l’interpretazione della gara. Analizzando la partita, ci siamo ritrovati sotto di due gol, prendendone uno su situazione di palla inattiva considerando che l’altezza media della mia squadra è di 1,85 circa e con Kurtic che è un giocatore molto strutturato fuori dalla linea; e il secondo dove eravamo in otto sotto la linea della palla e abbiamo concesso gol. In questo momento quando concedi due gol in questo modo, dopo la partita diventa dura. Analizzando i numeri, dopo uno 0-3 è inutile parlarne, ma le occasioni le abbiamo avute: cinque angoli contro uno; ma alla fine quel che determina è il risultato. Loro hanno concretizzato al massimo, noi invece torniamo a casa con tre gol al passivo e zero fatti”

“In questo momento dopo una serie di sconfitte l’autostima viene a scemare, credo che ognuno di noi debba pensare alle proprie responsabilità, per il fatto che non si faccia gol e che si subisca così facilmente gol. Se ragioniamo sulle responsabilità altrui, non ne veniamo più fuori. Io sono l’allenatore, se in questo momento la squadra non fa gol mi devo sentire responsabile, così come per il fatto che si subiscono così tanti gol. Ognuno di noi deve farlo, per uscire da questa situazione”

“Per Bani non si tratta di una bocciatura, nel momento in cui dovevo togliere un difensore e mettere un attaccante ho preferito fare uscire lui perché era un po’ che non giocava, ed era pure diffidato. La scelta iniziale di giocare con tre difensori era anche a tutela della condizione fisica non ottimale, perché Bruno Alves rientrava da un periodo di infortunio, così come per Osorio era la seconda gara dopo un periodo d’inattività e lo stesso Bani era un po’ che non giocava titolare. Mattia è stato sacrificato nel momento in cui dovevo far entrare un attaccante, ma non è colpa sua, era solo per un cambio tattico. Nel secondo tempo, pur avendo subìto un solo gol, abbiamo concesso molto di più con troppa semplicità; siamo stati propositivi quando avevamo la palla noi, bastava una scintilla per riaprire la partita”

“Lavoriamo in settimana, sappiamo il momento che stiamo attraversando, troppo semplicemente concediamo gol agli avversari; gli aspetti positivi ci sono, come l’atteggiamento di Kucka che non ha mollato – l’ho sostituito perché era in diffida e si era innervosito -, o così come l’atteggiamento di Osorio che è stato positivo. Quel che fa la differenza è la voglia di vincere il duello con l’avversario, la voglia di fare gol: nel momento in cui so che Gervinho va a puntare l’avversario la palla non può passare tutta l’area senza che nessuno arrivi a fare gol, perché la fame ti porta a cambiare l’esito di una partita”

“Nel momento in cui io ho tutti gli attaccanti in condizione, si può ragionare anche su un altro sistema di gioco. La costruzione a tre l’abbiamo fatta già, in maniera statica come stasera così come dinamica abbassando un centrocampista, ma non è questo a determinare l’esito di una partita. Sappiamo come ci si può comportare, si può farlo in maniera diversa sia in fase offensiva che difensiva, ma non lo determina il sistema di gioco, lo determina l’interpretazione della gara. Siamo la seconda peggior difesa e il peggior attacco, i numeri più importanti sono questi, per vincere bisogna non prendere gol o farne uno in più degli avversari. In questo momento siamo in difficoltà su entrambe le situazioni ma non dipende dal sistema di gioco. Se si guardano entrambi i gol di oggi è questione di aver fame, non concede occasioni, perché prima della situazione della punizione il Bologna non aveva mai tirato in porta. Troppo facilmente buttiamo le partite, alla prima difficoltà non siamo più concentrati, dobbiamo ragionare su questo”

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