Nell’ambito del Patto Sociale per Parma prosegue la sperimentazione delle équipe interdisciplinari delle Case della Comunità, promossa dall’Osservatorio sulle innovazioni sociali di Unipr insieme a servizi sociali, sanitari e terzo settore.
Le équipe nascono per ripensare il lavoro di cura come processo collettivo e territoriale: riuniscono professionisti del sanitario, del sociale, del volontariato e dell’accoglienza per superare la frammentazione degli interventi, costruire una visione condivisa e rafforzare il legame con le comunità locali.
Partono dall’idea che la salute non sia solo un fatto sanitario, ma il risultato di condizioni sociali, relazionali ed economiche. Per questo la lettura del territorio è centrale: conoscere risorse e criticità dei quartieri consente di orientare meglio le pratiche di cura.
Nel 2025 il percorso è stato avviato in tutte le Case della Comunità, rafforzando i servizi e consolidando il rapporto con i territori.
“Le équipe interdisciplinari rappresentano un passaggio decisivo per rendere concreta l’idea di cura di prossimità. Non si tratta solo di coordinare servizi, ma di costruire alleanze stabili tra professionisti, istituzioni, terzo settore e comunità locali, riconoscendo che la salute nasce dall’intreccio tra dimensioni sociali, sanitarie e relazionali. Fare rete significa mettere in comune competenze, responsabilità e visioni, superando logiche settoriali che non sono più in grado di rispondere alla complessità dei bisogni. In questo percorso, il Patto Sociale per Parma offre una cornice politica e culturale che consente di trasformare la collaborazione in una vera infrastruttura pubblica della cura, capace di garantire prossimità, equità e continuità nei territori. La strada intrapresa già nel 2025 è quella giusta, nell’ottica di un ulteriore potenziamento nel 2026” sottolinea Ettore Brianti, Assessore alle Politiche Sociali.
PABLO
L’équipe ha avviato il percorso con due incontri di cartografia sociale. Il Pablo è emerso come un quartiere ricco di relazioni, pluralità e servizi, ma segnato da criticità come solitudine degli anziani e difficoltà abitative. Dalle mappe è apparsa l’immagine di un mosaico di differenze: luogo di passaggio, vivo ma frammentato.
La passeggiata di quartiere – con tappe a Casa Pablo, Laboratorio Famiglia e Centro Anziani Il Tulipano – ha mostrato come la salute nasca anche da solidarietà, apprendimento e cura reciproca, rafforzando l’idea della Casa della Comunità come presidio di prossimità interconnesso con il territorio.
MONTANARA
Anche qui il lavoro è partito dalla cartografia sociale. È emerso un quartiere stratificato, con forte identità e legami solidi, ma con fragilità legate alla solitudine e alla tenuta delle reti di supporto.
La passeggiata ha toccato il Punto di Comunità, la Piccola Biblioteca Sociale e il Centro Giovani, restituendo l’immagine di un quartiere solidale e capace di trasformarsi senza perdere appartenenza. Sono emerse aspettative verso una Casa della Comunità più attiva nella promozione della salute e della partecipazione.
SAN LEONARDO
Dal 2024 l’équipe lavora su temi trasversali, a partire dalla relazione tra operatori e cittadini, considerata primo luogo della cura. Centrale anche la conoscenza del quartiere come spazio vivo, oltre i dati statistici.
La cartografia sociale, realizzata con studentesse in tirocinio, ha evidenziato la necessità di moltiplicare i punti di contatto tra servizi e comunità. Nei prossimi mesi partiranno pratiche artistiche settimanali per favorire la co-produzione di salute mentale e rafforzare il ruolo della Casa come presidio integrato e partecipato.
LUBIANA
Dal 2024 l’équipe lavora su temi comuni alle diverse professionalità, immaginando il futuro della Casa con azioni concrete per una salute più comunitaria. Le proposte, nate dall’esperienza diretta di operatori e volontari, valorizzano il loro ruolo sociale e politico.
È stato affrontato anche il tema della violenza nei servizi, come espressione di conflitti tra cittadini e istituzioni, trasformandolo in occasione di riflessione e cambiamento. La Casa della Comunità si consolida così come spazio di servizio ma anche di mediazione, inclusione e produzione condivisa di salute.



