“Tocca a noi rappresentare gli Indignaos italiani”

23/05/2011
h.12.20

In questi giorni, come immagino tanti altri giovani italiani, sono rimasto colpito dalla mobilitazione di tanti giovani spagnoli uniti sotto lo slogan “Indignaos”. Un movimento popolare, colorato, fresco. Un movimento forte, potente , che con i giorni sta mostrando un autorevolezza con cui il mondo politico spagnolo non potrò che fare i conti.
Leggendo le rivendicazioni, le proteste avanzate da tanti miei coetanei spagnoli, è impossibile non vedere quanto la condizione di quei giovani sia simile a quella di tanti italiani. Da tempo i tassi di disoccupazione giovanile sono altissimi anche nel nostro paese. Non ai livelli spagnoli, in cui il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni raggiunge il 18,2 %, ma comunque ad una cifra considerevole, attestandosi al 7,9 %, in linea del resto con gli altrettanto preoccupanti dati della Germania (7,7 %) anche se sotto alla media europea, ferma al 10,8 %. Da questi elementi, è del tutto evidente quanto questo problema abbia una dimensione non solo spagnola, ma almeno continentale.
In Spagna, la contestazione colpisce tutto il sistema politico, senza distinzioni. E’ dura con il PSOE oggi al governo con il Premier Zapatero, colpevole secondo loro di non dare risposte alla loro cronica mancanza di una lavoro fisso e decentemente remunerato, di una casa e di un futuro. Ma non si fida del Partito Popolare, che li reputa e definisce giovani “drogati” e “antisistema”.
Nel nostro paese, la condizioni giovanile non è molto più sostenibile di quanto non sia in terra spagnola. Anche nel nostro paese è facile trovare giovani laureati a pieni voti arrabattarsi in lavori lontanissimi dalle loro competenze o incatenati in contratti di lavoro precari, quindi nell’assoluta impossibilità di progettare un futuro autonomo.
La mia generazione anche in Italia ha la consapevolezza di essere la prima dopo tante ad avere di fronte la concreta possibilità di una vita meno agevole dei proprio genitori e fatica a trovare qualcuno nel mondo politico che si faccia carico di questa emergenza.
Nella mia generazione cova un sentimento di disillusione ed emarginazione che non riesce a trovare nel sistema politico un protagonista capace di dargli cittadinanza e rappresentazione. Il Centrosinistra, il Partito Democratico, non può che mettere al centro del suo progetto per il nostro paese la questione giovanile. Non può perdere l’occasione di farsi portavoce e di dare risposta a questa grandi istanza che viene dalla nostra gente.
Il Governo Berlusconi ha lavorato scientemente per rendere ancora più precaria la vita dei giovani italiani. Oltre ad aver lasciato inalterata la legislazione in materia lavorativa per i giovani, ha lavorando alla distruzione sistematica della scuola pubblica, riformando l’università soltanto attraverso la diminuzione delle risorse. In questi mesi il PD ha presentato proposte che potrebbero cambiare la condizione drammatica in cui vivono i giovani italiani.
Nelle proposte del Pd c`è l`idea di inserire tutele e diritti di cittadinanza per chi lavora a tempo come maternità, infortuni, malattia, di far costare di più i contratti a scadenza e di eliminare gli abusi che spesso si verificano in quella fase embroniale dell`inserimento lavorativo, lo stage. Anche per quello che un tempo era il tirocinio formativo son state proposte alcune soluzioni: una borsa di studio di almeno 400 euro per lo stagista, compensi e tutele sociali per i praticanti.
Abbiamo inoltre proposto che il lavoro a tempo non sia più conveniente del lavoro a tempo indeterminato e l’introduzione di moderni sistemi di ammortizzatori sociali, capaci di dare tutela a chi nella crisi ha perso il lavoro senza nessun tipo di sostegno. «Vogliamo che il lavoro, che è il problema degli italiani, diventi un grande obiettivo nazionale, dentro il quale collocare il tema delle giovani generazioni», ha detto Bersani.
Oggi è il momento di passare all’azione. Non avremo più tempi supplementari.
Questo deve essere l’obiettivo caratterizzante del Pd e di tutto il Centrosinistra. Dobbiamo essere noi a guidare nel nostro paese un movimento capace di dare risposta all’inquietudine di tanti giovani che rischiano di non trovare nella politica nessuno che li rappresenti.
Sulle nostre proposte, che “semplicemente” cambierebbero la vita a milioni di giovani, chiamiamo tutto il nostro paese, i giovani, gli anziani a riempire le piazze e lanciamo una sfida al Governo. Anche chi non è giovane non potrà non sostenere che i giovani e la loro condizione oggi siano necessariamente la priorità. Serve che la Sinistra sappia darsi sfide alte, capaci con obiettivi ambiziosi di mobilitare ed appassionare le persone.
A noi che politica la facciamo nelle città e nei Comuni pur in tutte le difficoltà e a volte la sofferenza che comporta, a chi vorrebbe guardare alla politica con meno lontananza ma oggi è pieno di diffidenza, serve la speranza di poter ancora contribuire a cambiare e migliorare il mondo che ci circonda.
Il lavoro delle giovani generazioni e la loro condizione è la nostra occasione per Riformare( quanto abbiamo ancora bisogno di questa parola..) per davvero questo paese.

Matteo Caselli
Consigliere Comunale del Pd a Parma

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