Pd: Violenza di genere sui disabili “ancora più odiosa”

Riconoscere un peso sempre crescente alle differenze di genere nella programmazione nelle politiche sulla disabilità. A impegnare la giunta in questo senso una risoluzione firmata da 22 consiglieri regionali del Partito Democratico (con prima firmataria la consigliera Francesca Marchetti).

Partono dalla violenza sulle donne, Marchetti e gli altri consiglieri, ma quando a questa si aggiunge l’essere disabile, “la violenza si alimenta di una doppia discriminazione, se possibile ancora più becera e odiosa”. Per questo, il gruppo Pd sottolinea come sia importante dare “pieno sostegno all’iniziativa di tradurre in lingua italiana il Secondo Manifesto sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest nel 2011”. Un Manifesto che affronta, tra le altre, tematiche come l’uguaglianza e non la discriminazione, l’accessibilità, l’istruzione, la salute, i diritti sessuali e riproduttivi.

La traduzione avrebbe come scopo quello di rendere “edotti sull’esistenza e gli effetti delle cosiddette discriminazioni multiple” e fornire “ad attivisti e politici uno strumento di facile utilizzo e grande flessibilità”. Per questo la risoluzione Pd impegna la giunta “a riconoscere un peso sempre crescente alle differenze di genere nella programmazione nelle proprie politiche sulla disabilità, anche avvalendosi degli spunti offerti dal Manifesto, a diffondere la conoscenza del Manifesto fra cittadini e, soprattutto, fra le associazioni regionali operanti nel settore affinché si diffonda l’ottica di genere nell’approccio alle problematiche legate alla disabilità e -infine- a proseguire nell’impegno a tutto tondo contro la violenza sulle donne, che merita di essere affrontata e debellata in ogni sua forma e circostanza, avendo con ciò riguardo ad un approccio che sappia tenere in debito conto anche l’eventuale condizione di disabilità della vittima”.

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