L’ordine di clausura più rigido: i certosini

San Bruno

Il silenzio della clausura (finalità della rubrica)

I certosini sono un ordine religioso semi-eremitico di clausura monastica maschile e femminile a orientamento puramente contemplativo, forse il più rigido nel mondo cattolico claustrale.

L’istituto è stato fondato da San Bruno nel 1084 nell’Isère, Francia, con la creazione del primo monastero, la Grande Chartreuse.

Lo scopo esclusivo della vita certosina è la contemplazione: rimanere il più possibile e ininterrottamente nella luce dell’amore di Dio, che si è manifestata in Cristo. I certosini pregano anche di notte.

Ciò che distingue i certosini dagli altri monaci contemplativi (Cistercensi, Benedettini…), è il tipo di cammino intrapreso, le cui caratteristiche sono la solitudine, la vita comunitaria come complemento di quella solitaria, una liturgia propria.

La solitudine è vissuta a tre livelli :

  1. la separazione dal mondo
  2. la custodia della cella
  3. la solitudine interiore, o del cuore

La separazione dal mondo si realizza mediante la clausura.

Il certosino monastero solo per lo spaziamento (passeggiata settimanale).

Non riceve visite e non esercita alcun apostolato all’esterno.

Non ha né radio, né televisione nel monastero. È il Priore che riceve le notizie e comunica ai monaci ciò che non devono ignorare. Vengono così a crearsi le condizioni necessarie perché si sviluppi quel silenzio interiore che permette all’anima di restare vigile alla presenza di Dio.

La Cella è un eremo con una sua struttura propria che garantisce al certosino una solitudine il più possibile completa assicurandogli comunque le necessità primarie. Ogni cella consiste in una casetta a un piano circondata da un giardinetto: qui il monaco trascorre da solo gran parte della giornata, in tutte le stagioni, per tutta la vita. Nessun certosino può vedere il giardino o la cella dell’altro. Per via della solitudine ognuna delle case è anche detta deserto o eremo. Il lavoro manuale in cella serve anche per mantenere la funzionalità della muscolatura del corpo.

Il pranzo viene consumato in solitudine all’interno della cella.

Nei giorni feriali il monaco esce di cella soltanto tre volte per gli uffici comuni in chiesa: nel cuore della notte per l’Ufficio notturno, al mattino per l’Eucarestia e verso sera per i Vespri.

Le ore liturgiche minori (Prima, Terza, Sesta, Nona e Compieta) sono celebrate in solitudine nella propria cella.

Tutte le Ore liturgiche sono normalmente precedute da un breve Ufficio della Madonna che il monaco recita in solitudine.

Questo è un orario tipo che, in concreto, potrà cambiare secondo le certose; inoltre, per quanto riguarda le attività svolte in solitudine, ciascun monaco seguirà le proprie esigenze.

Nello schema che segue gli uffici celebrati in chiesa sono segnati in grigio.

Il loro motto, che riassume lo spirito della vocazione certosina, è “Stat Crux dum volvitur orbis”, che significa “la Croce resta in piedi mentre il mondo gira”.

Andrea Marsiletti

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