Spaccio davanti al Toschi: 95 reati contestati

In data di ieri 12.6.2019, la Polizia Locale di Parma, con la collaborazione della Questura di Parma, ha dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, in materia di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre 2018, a seguito dell’aggressione subita da uno studente del Liceo Artistico Paolo Toschi ad opera di uno dei soggetti indagati e tratti in arresto in data di ieri; l’aggressione appariva sin dai primi accertamenti legata al fenomeno dello spaccio di stupefacenti.

La Procura della Repubblica ha, dunque, avviato un’attività investigativa finalizzata al monitoraggio dei soggetti coinvolti e della zona in cui è avvenuta l’aggressione.

E’ emerso che di fronte al Liceo Artistico, soprattutto in concomitanza con il termine delle lezioni, era quotidianamente presente un gruppo di persone che vendevano stupefacenti (soprattutto hashish) ai giovanissimi studenti, non solo del Liceo cittadino, ma anche di altri Istituti, ovvero a maggiorenni di passaggio, tanto che l’area era divenuta nota, fra gli studenti, come zona dove si potevano facilmente acquistare stupefacenti.

La Polizia Locale, anche grazie alla collaborazione del Preside del Liceo Artistico e di alcuni esercenti, ha monitorato la zona – comunemente conosciuta come “pensilina Toschi” – per mesi, riscontrando centinaia di cessioni di stupefacenti, da parte dei medesimi soggetti, spesso in collaborazione fra loro e sempre con analogo modus operandi; gli indagati, quasi tutti giovani fra i 20 ed i 25 anni, stazionavano sul parapetto del torrente Parma e spesso cedevano lo stupefacente dopo averlo spezzato con i denti o tagliato direttamente sul posto. Assai di frequente si è anche riscontrato che le sostanze venivano immediatamente utilizzate dagli acquirenti.

Il prezzo minimo della vendita era di € 10.

Uno degli indagati si occupava anche della vendita di marijuana.

L’attività si è svolta attraverso servizi di osservazione, sia effettuati direttamente sui luoghi dalla Polizia Giudiziaria, sia con l’ausilio di telecamere (le cui riprese sono riversate su hard disc), sia attraverso lo studio di tabulati telefonici, intercettazioni e audizione di diverse persone informate sui fatti; in alcune occasioni, si è avuto ulteriore riscontro alle cessioni, con la contestazione della violazione dell’art. 75 DPR 309/1990 agli acquirenti.

All’esito dell’attività d’indagine, sette dei dodici indagati sono stati destinatari della ordinanza applicativa di misure cautelari:

due, in carcere (LEMGADDAR Hamza, nato in Marocco, classe 1996; PELLEGRINI Manuel, nato a Parma, classe 1989)

uno, agli arresti domiciliari (NURRA Luca Mattia, nato a Sassari, classe 1997)

uno, il divieto di dimora a Parma (SEDDIK KAMAL HADY Hosameldin, nato in Egitto, classe 2000)

uno, l’obbligo di presentazione alla P.G. (ZOLI Luca, nato a Parma, classe 1998);

due indagati non sono stati trovati in città, ma sono entrambi destinatari del divieto di dimora a Parma.

Nei confronti di cinque indagati il GIP, pur riconoscendo la gravità degli indizi, ha ritenuto non sussistenti le esigenze cautelari.

Nel complesso, al gruppo degli indagati sono contestati 95 capi di imputazione per attività di spaccio che vanno dalla seconda metà di ottobre 2018 alla metà del mese di marzo 2019, con decine di episodi di vendita illecita.

Peraltro ad uno degli indagati sono contestati circa 700 episodi di spaccio a beneficio dello stesso acquirente in un periodo compreso tra il 2015 ed il mese di gennaio 2019.

Il Gip ha, inoltre, disposto il sequestro preventivo di oltre 18.000 euro.

CM2000