Bonaccini: “La sicurezza del Baganza è una priorità”

Casa Bambini
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29/10/2014
h.14.00

“Una delle priorità della Regione deve essere la cassa di espansione sul Baganza per garantire che non accada di nuovo quello che è successo negli ultimi giorni”. Stefano Bonaccini, candidato della coalizione di Centrosinistra a presidente della Regione Emilia-Romagna, ha le idee chiare su cosa fare per Parma. Bonaccini è arrivato in piazza Ghiaia a Parma per incontrare i cittadini e condividere il suo progetto di Regione. Tra i temi affrontati, naturalmente, l’alluvione oltre all’aeroporto, alla giunta Pizzarotti e ai temi nazionali. Per l’esponente Pd è stata anche l’occasione per salutare e incoraggiare i cinque candidati al consiglio regionale che si stanno sfidando a Parma: Barbara Lori, Carla Mantelli, Lucia Mirti, Alessandro, Cardinali e Massimo Iotti.

“PRIORITA’ PER LE CASSE DI ESPANSIONE” – “Per le casse di espansione – ha spiegato – esiste già un stanziamento del governo. Quando sarò eletto sarà una priorità per noi accelerare per realizzarle in tempi brevi in modo da garantire la sicurezza dei cittadini”. Il candidato presidente ha poi affrontato il discorso delle polemiche di questi giorni sul mancato preallarme che ha coinvolto anche il sindaco Pizzarotti. “Ho il massimo rispetto per chi ha un ruolo amministrativo, per questo voglio attendere che ci siano delle verifiche precise anche da parte della magistratura”. Nessun attacco, dunque, nemmeno alla gestione della protezione civile. “Sono convinto – ha detto – che i volontari abbiano fatto un lavoro enorme e la protezione civile funziona molto bene come abbiamo visto in altre occasioni come nel terremoto di qualche tempo fa”.

“AEROPORTO, BENE I PRIVATI” – Una battuta Bonaccini l’ha voluta spendere anche sulla situazione dell’aeroporto di Parma. “Sono sicuro – ha detto – che l’aeroporto di Parma resterà un nodo importante per tutta la Regione. Il tema è capire le potenzialità di questo scalo e magari differenziarlo secondo le necessità. In questo senso bene anche l’intervento dei privati”.

“UNA SPINTA AL PAESE” – Per quanto riguarda la politica nazionale, Bonaccini ha voluto sottolineare che “in questo momento è necessario dare una spinta forte a questo paese e credo che il governo lo stia facendo. Sui possibili tagli agli enti locali voglio dire solo che è necessario che ognuno faccia la sua parte, di certo non vorrei dei tagli lineari ma degli interventi mirati, premiando chi lavora bene come la Regione ha fatto sino a qui”.

“PIZZAROTTI? SI APRA’ DI PIU’” – Infine Bonaccini ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano un giudizio sull’amministrazione targata 5 Stelle che sta governando Parma da due anni. “In Emilia-Romagna – ha risposto – i grillini hanno vinto due comuni: Parma e Comacchio e, in entrambi i casi si è dimostrato che non bastano le parole per essere capaci di gestire una città. I cittadini hanno capito che urlare e insultare non solo non basta a migliorare le cose ma è anche controproducente”. Inoltre, secondo il candidato del Centrosinistra, le “divisioni con Grillo non hanno certo aiutato e ora il rischio è che Parma si chiuda su se stessa quando invece è necessario aprirsi al mondo”.

IL PROGRAMMA – Questa pomeriggio il candidato presidente avrà un incontro con i rappresentanti dei lavoratori di Parma e provincia e subito dopo con gli imprenditori di Parma. L’obiettivo è quello di mettersi in ascolto e capire le varie necessità del tessuto economico locale. In serata, invece, Bonaccini sarà al circolo Arci Colombofila per una cena per la raccolta fondi in favore dei parmigiani colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi.


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LETTERA APERTA AL SINDACO PIZZAROTTI

Egregio Sindaco,
mi spiace ma per quanto mi riguarda restituisco al mittente la sua accusa di condurre una politica pilatesca.
Noi che rubiamo ore al sonno e alla famiglia per l’impegno civile non siamo alla ricerca di un capro espiatorio, piuttosto di spiegazioni esaurienti e credibili. In questi giorni lei ha dichiarato tutto e il contrario di tutto: prima ha lamentato che di fax del genere ne arrivano continuamente, poi che il fax non era arrivato, infine che era arrivato via Pec ma non a lei personalmente. Poi ci ha spiegato che la Protezione Civile si è attivata regolarmente, che gli allarmi veri e propri sono arrivati troppo tardi e via discorrendo.
In tutta questa girandola di dichiarazioni mancano le risposte fondamentali alle domande che ho posto: Lei sabato è stato avvisato dell’allerta? Se sì, cosa ha fatto? Lunedì, a che ora ha compreso compiutamente quello che stava accadendo? Nell’attesa, temo vana, di risposte sensate a queste semplici domande le sottopongo alcune considerazioni a partire da sue dichiarazioni. In primo luogo contesto il fatto che l’allerta di sabato sia generica e quindi inutile. Si tratta di un’allerta generica che è preziosa per guadagnare tempo rispetto ad un possibile allarme.
Per questo suggerisce alcune misure che il SINDACO deve mettere in atto in via cautelare: effettuare una ricognizione delle strutture tecniche, allertare gli uffici competenti e la Polizia Municipale e di comunicare ai cittadini residenti in aree a rischio esondazione di mettere in atto misure di autoprotezione. Infine consiglia di mantenersi costantemente aggiornati sull’evolversi della situazione. Quali di queste cose è stata fatta? Quando? Da chi? Faccio notare che il Sindaco di Langhirano a seguito di quella medesima allerta ha deciso di chiudere due scuole il lunedì successivo. Ecco, a questo servono le allerte e cosi, mi sembra, avrebbe dovuto reagire il nostro Sindaco. Quanto alla tempistica con cui lei il 13 ha preso atto che la piena era arrivata mi permetto solo di far notare alcune cose curiose.
Come lei stesso scrive il pre-allarme e l’allarme sono giunti alla Protezione Civile esattamente alle 14.57 e alle 16.57. Lei intorno alle 16 trova il tempo di postare su Facebook un promo su Porte Aperte in Comune, alle 18.39 scrive su Facebook che “Alle ore 18, la situazione sta migliorando … Preoccupa soprattutto il Baganza, mentre è sotto controllo la situazione del torrente Parma”. Infine è solo alle 18.45 che invia il tweet di allarme vero e proprio, per altro in un momento in cui internet è ormai fuori uso in gran parte della città. Che in questa vicenda dell’alluvione ci sia stato qualche cosa che non ha funzionato a me pare ormai un fatto assodato.
Per senso di responsabilità ritengo che accertare di cosa si tratta è quanto meno un atto dovuto. Venga in consiglio ci spieghi i passaggi, chiarisca i dubbi e lasci perdere Ponzio Pilato, che nella storia ha avuto un ben diverso ruolo e responsabilità. Farmi accusare di essere pilatesco da un amministratore che adotta le politiche educative di Erode e lo sviluppo urbanistico di Nerone mi riproietta in vecchi film di Mervyn LeRoy. O in vecchi film della politica.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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Pizzarotti non si arrampichi sugli specchi e ammetta sue responsabilità. Cronistoria dell’allerta alluvione

Sulla questione della mancata allerta alluvione, Pizzarotti ha già cambiato versione svariate volte, smentendo e contraddicendo sé stesso perfino nella stessa giornata: l’allerta non è arrivata, l’allerta è arrivata ma in ritardo, l’allerta c’era ma non serve a niente perché ce ne sono troppe, è un problema di catena di comando, è un problema di comunicazione, non si possono usare i fax, etc. Giravolte, contraddizioni, reticenze, difese tipiche di chi si arrampica sugli specchi perché è stato colto in castagna e non vuole ammetterlo.
E’ infatti evidente a tutti che Pizzarotti ha scoperto dell’esistenza della protezione civile, e delle responsabilità e competenze che gli spettano in quanto sindaco, il giorno dopo l’alluvione. Ora per nascondere le proprie negligenze alza un gran polverone attaccando come al solito l’opposizione e spingendosi perfino a mettere in discussione il sistema di allerta della protezione civile, lui che fino a ieri manco sapeva cosa fosse e come funzionasse.
E così vende la storiella che di allerte ne arrivano troppe per potervi fare affidamento cercando di fare credere, a chi ancora lo ascolta, che le allerte della protezione civile sono tutte uguali e valgono sempre per tutti i territori. La realtà è ben diversa e Pizzarotti, o continua a ignorarla, o è in malafede.
La prima allerta dell’Agenzia regionale della Protezione Civile (la n. 144 resa nota dal Corriere) viene diramata sabato 11 e riguarda l’attivazione della “fase di attenzione” in previsione di temporali intensi sui principali bacini idrografici dell’appennino emiliano dalla serata di domenica a tutto il giorno di lunedì 13. Questo tipo di allerte sono rivolte alle strutture tecniche ed operative che devono attivarsi, secondo precisi protocolli, per essere pronte ad affrontare eventuali emergenze in occasione dell’evento previsto.
Lo stesso sabato, la Prefettura di Parma gira l’allerta, via possa elettronica certificata (PEC), ai Comuni della provincia chiedendo che sia prestata particolare attenzione. Il Comune di Parma protocolla in entrata la PEC della Prefettura solo lunedì 13 quando l’evento di cui si dava avviso era già in corso.
Sempre lunedì alle ore 12.00 la Protezione Civile dirama una nuova allerta (la n.146) che aggiorna quella di sabato, segnalando, oltre all’evento temporali, la criticità idraulica e idrogeologica. Alle ore 14.00, in seguito ai dati idrometeo raccolti ed elaborati dal centro funzionale di ARPA, la Protezione Civile dirama un nuovo avviso, il n.147, molto più circostanziato e urgente. Questa volta si tratta di un “pre-allarme” per “evento di piena” sui bacini del Torrente Parma e Baganza che viene indirizzato espressamente ai sindaci dei Comuni interessati affinché attivino le azioni previste dai piani di emergenza e “ogni possibile azione per il monitoraggio della situazione in atto e per preparare eventuali interventi urgenti”.
Pizzarotti solo a giorni di distanza, rispondendo a un nostro comunicato, dichiarerà che il Comune riceve il pre-allarme alle 14.57. Sta di fatto che tra le 14.57 e le 16.30, quando arriva il vero e proprio allarme e il Baganza sta ormai esondando, non viene attivato il piano comunale di emergenza, per il semplice motivo che non c’è, e non vengono prese misure precauzionali e di allerta della popolazione nell’area a rischio di esondazione (già nota e cartografata), come invece si fece nel 2000. Misure che potevano e dovevano essere prese già prima del pre-allarme sulla base delle notizie che arrivavano da Calestano e Marzolara a partire dalle 13.00.
Per puro caso e per fortuna tra le 15.00 e le 15.30 alcuni volontari della protezione civile e dipendenti del servizio idroclima di ARPA provenienti proprio dalla Val Baganza, vedendo la situazione già molto critica, si assumono la responsabilità, senza che il Comune si sia ancora attivato in tal senso, di chiudere il Ponte Nuovo e di deviare il traffico di Via Po e Via Baganza. E’ solo grazie all’intervento coraggioso e pronto di queste persone che si sono evitati danni e rischi ben più gravi per le persone. Il Sindaco rimane nel frattempo in altre faccende e affaccendato e si sveglia solo alle 18.45 con un tweet in cui invita “a non andare in Via Po e in Via Baganza perché il fiume ha straripato e i ponti sono in chiusura”. Meno male che ci aveva già pensato qualcun altro al posto suo.

Nicola Dall’Olio
capogruppo Pd Consiglio comunale

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