
25/04/2015
ACCADDE OGGI: Il 25 aprile 1915, una settimana dopo i fallimentari attacchi navali anglo-francesi nello stretto dei Dardanelli, gli Alleati lanciano un’invasione su vasta scala della penisola di Gallipoli, lungo una fascia di terra controllata dai Turchi che si affacciava sul lato nord dello stretto.
Truppe inglesi, francesi, australiane e neozelandesi sbarcarono sulla penisola difesa da forze turche preparate ad affrontarli, poiché da tempo il comando militare ottomano era consapevole del rischio posto da una possibile manovra nemica in quell’area. Il corpo d’armata Australiano e Neozelandese di recente formazione (ANZAC, Australian and New Zealand Army Corps) subì enormi perdite ad opera delle forze turche guidate da Mustafa Kemal, il futuro presidente della Turchia.
Anche i contingenti inglesi e francesi incontrarono una forte resistenza nelle zone di sbarco assegnate loro, e in certe aree due terzi delle forze impegnate caddero in combattimento. Il trend non migliorò nei tre mesi successivi, durante i quali gli Alleati conseguirono modeste conquiste territoriali a fronte di perdite umane elevatissime.
Per cercare di sbloccare la situazione di stallo, il 6 Agosto gli Inglesi sbarcarono altre truppe nella baia di Suvla, in una zona non difesa, ma non riuscirono a sfruttare il successo iniziale poiché impiegarono troppo tempo prima di organizzare l’avanzata verso le alture circostanti. Il ritardo permise quindi ai Turchi di far affluire rinforzi che, prontamente trinceratisi, alla fine bloccarono l’offensiva alleata dopo pochi chilometri. Anche in questa zona lo scontro si trasformò in una logorante guerra di posizione.
A Settembre l’avvicendamento ai vertici nel comando delle operazioni a Gallipoli porterà ad una ridiscussione della campagna militare e, in ultima analisi, alla sua conclusione. Il nuovo comandante, Sir Charles Monro, constatata l’impossibilità di conseguire gli obiettivi previsti, ordinò l’evacuazione delle truppe alleate dalla penisola nel Dicembre 1915.
Tra il 19 e 20 di quel mese avvenne il ritiro delle truppe del corpo d’armata Australiano e Neozelandese – che complessivamente ebbe 35.000 fra morti e feriti, pari al 14% delle perdite subite dagli alleati – da Suvla, mentre le ultime truppe britanniche lasceranno Capo Helles l’8 Gennaio 1916.
Complessivamente 250.000 uomini cadranno morti o feriti a Gallipoli, a fronte di risultati nulli. L’alto comando alleato uscì provato e screditato dalla disastrosa campagna militare. Winston Churchill, che era stato uno dei più ferventi sostenitori del piano d’attacco per forzare lo stretto dei Dardanelli, si dimise dalla carica di primo Lord dell’Ammiragliato e accettò il comando di un battaglione di fanteria in Francia.
Alessandro Guardamagna