Al Teatro Verdi di Busseto Gabriele Lavia con “Il sogno di un uomo ridicolo” di Dostoevskij

Lombatti

Sabato 18 marzo l’appuntamento con la prosa è affidato all’attore e regista Gabriele Lavia ne “Il sogno di un uomo ridicolo”, un’impeccabile prova d’interpretazione e di regia costruita su quella che lo stesso Lavia definisce la più sconcertante opera dell’autore russo.

“Il sogno di un uomo ridicolo” è un racconto fantastico scritto da Dostoevskij nel 1876: il protagonista è un solitario, che riflette sulla propria vita e sulle ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società, è la storia paradossale di un uomo che, deciso a suicidarsi, sogna la propria vita dopo la morte.

Al pubblico l’occasione di assistere a questa produzione diretta e interpretata da Gabriele Lavia, evento significativo della carriera di questo straordinario artista che si è confrontato con il testo in più momenti della sua carriera con grande successo, e che ha ottenuto anche il riconoscimento di migliore opera di teatro portata in televisione.

Nelle parole dell’attore/regista: “Nella mia vita di teatrante ho “adattato” e “rappresentato” alcuni racconti di Dostoevskij: “Una donna mite”, “Memorie dal sottosuolo”, “L’eterno marito” e “Il sogno di un uomo ridicolo”.

Il sogno”, appunto, mi accompagna da quando avevo diciotto anni e lo lessi per la prima volta ai miei amici più̀ cari.

Poi Giancarlo Menotti lo volle a Spoleto. Fu un grande successo e il Teatro Eliseo lo volle nel cartellone della Stagione e fu di nuovo un successo.

Poi lo portai a lungo in tournée con una mia compagnia. Poi, a Trieste, qualche anno fa, lo replicai per un mese. Sempre con grande successo.

Poi lo ripresi ancora tante volte, anche in forma di “recital”, soltanto con una sedia. Mi chiesero di filmarlo per la TV e vinse il primo premio come migliore opera di Teatro portata in televisione. E lo ripresi ancora per un’altra lunga tournée.

È l’opera che ho rappresentato di più̀ nella mia vita. Più dell’“Amleto” di cui ho fatto tre edizioni diverse, in tre diverse stagioni. È certo lo spettacolo più̀ faticoso che abbia mai fatto e per questo avevo giurato di non farlo mai più̀…data l’età̀.

Ma ho tirato fuori la mia vecchia camicia di forza che pensavo di non dovere indossare mai più̀ e ne sono felice.”

Gabriele Lavia