Capolavori restaurati all’Edison

assaggiami
Lombatti

31/07/2012
h.12.50

Quattro dive per quattro capolavori in bianco e nero, tutti nati all’inizio degli anni ’60 e tornati alla loro bellezza originaria grazie al restauro della Cineteca di Bologna. Anita Ekberg ne «La dolce vita» di Federico Fellini, Catherine Spaak nei «Dolci inganni» di Alberto Lattuada, Claudia Cardinale ne «La ragazza con la valigia» di Valerio Zurlini, Anna Magnani in «Risate di gioia» di Mario Monicelli.
Sono le quattro pellicole d’autore in programma alle 21.30 giovedì e venerdì di questa e della prossima settimana all’Arena estiva del Cinema Edison d’essai (biglietti 6/4,50 euro, tel 0521 964803). «La lunga estate degli anni ’60, quattro capolavori restaurati del cinema italiano» è un’iniziativa organizzata da Solares Fondazione delle Arti in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Uniti dall’ambientazione estiva e dalla presenza di dive dai percorsi molto diversi, questi film nascono tutti nel 1960/1961, il biennio che segna l’inizio in Italia del decennio del boom economico e della comunicazione di massa.
La giunonica Anita Ekberg, che Fellini definiva “fosforescente”, era realmente una delle protagoniste delle notti romane, regina incontrastata delle copertine dei rotocalchi. Attraverso quelle notti e quel mondo scintillante e patinato, servendosi degli scoop della cronaca realizzati da un sistema dei media allora allo stato nascente, «La dolce vita» (in programma il 2 agosto) raccontava un’Italia gaudente e nuova, che accompagnava tra mille contraddizioni l’aspirazione al benessere tipica di un paese in rapidissima trasformazione.
L’Italia bigotta reagì attaccando il film dai pulpiti e dal Parlamento. Diventato un evento, il film ebbe così un successo senza precedenti. Realizzato nel 2010, il lavoro di restauro del film, che presentava evidenti segni di decadimento, ha richiesto quasi 6000 ore di pulizia digitale.
«Dolci inganni» di Alberto Lattuada (3 agosto), ritratto di una ricca liceale alle prese con i primi turbamenti erotici dell’adolescenza, è il film che lanciò una giovanissima Catherine Spaak, allora 15enne. Anche Lattuada toccava un nervo scoperto della morale pubblica dell’epoca, e nel suo caso le maglie strettissime della censura si strinsero con durezza.
«Dolci inganni» fu prima sequestrato dalla magistratura perché “contrario al comune sentimento del pudore”, poi rimesso in proiezione ma censurato in più punti. Solo quattro anni dopo, al termine di un processo che si concluse con l’assoluzione di Lattuada, fu restituita all’opera la sua integrità. Il lavoro intrapreso nel 2003 dalla Cineteca di Bologna ha permesso di riportare, dopo accurate ricerche nelle principali cineteche europee, il film alla versione in cui lo videro gli spettatori all’epoca della prima proiezione pubblica.
Claudia Cardinale ha 22 anni, ha iniziato da 3 anni la carriera d’attrice ed è all’apice della bellezza, quando interpreta una ballerina sensuale e sprovveduta ne «La ragazza con la valigia« (9 agosto). Il film di Valerio Zurlini, girato tra Parma e Riccione, segna un momento importante per l’affermazione di quella che con Sofia Loren diventerà la diva italiana degli anni 60 più nota all’estero. La storia di un amore impossibile tra una stellina in disarmo e un giovane alto borghese (Jacques Perrin) è raccontata con intensità poetica e acutezza sociologica da Zurlini, in un’Italia evocata con mano felice anche grazie a una colonna sonora con Mina, Peppino di Capri, Celentano, Fidenco, Gigli.
L’inedita coppia Anna Magnani & Totò è il motivo di maggiore attrazione di «Risate con gioia» di Mario Monicelli, restaurato nel 2009, che chiude il quartetto di film (10 agosto). Una Magnani biondissima fa la comparsa a Cinecittà dove è chiamata Tortorella, e dove incontra casualmente un vecchio amico (Totò) detto Infortunio, ridotto a far da palo a un ladro (Ben Gazzara). Tratta da due racconti di Alberto Moravia, sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Age & Scarpelli, «Risate con gioia» è una commedia dai tratti amari, centrata su due figure di vinti e movimentata da un terzo personaggio, anche lui emarginato, ma più disincantato e combattivo.

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