“Chi non vuole l’election day è uno sciacallo”

assaggiami
Lombatti

22/04/2009

Sulla questione del referendum elettorale c’è bagarre. Adesso cosa accadrà?
I casi sono due: 1) il Governo rinsavisce e la consultazione referendaria si fa il 7 giugno, risparmiando 400 milioni di euro; 2) il Governo cede al ricatto della Lega Nord e i contribuenti italiani il 14 giugno buttano dalla finestra 400 milioni di euro.

Ma con una leggina ad hoc, si potrebbe spostare il referendum al 21 giugno.
In quel caso cambierebbe poco, rispetto alla seconda opzione. I ballottaggi del 21 giugno interesseranno solo una piccola parte del territorio. In quel caso, si butteranno dalla finestra 313 milioni di euro. Non mi pare poco.
Si può obiettare che il referendum l’avete voluto voi e il costo è responsabilità vostra.
È un evidente stortura logica. Il referendum, come le elezioni amministrative e quelle politiche, è previsto dalla legge italiana. 820 mila italiani hanno chiesto questa consultazione.
La verità è che c’è una grande maggioranza di cittadini orientata a votare SI’ e questo è testimoniato dalla paura di quei pochi che, con lo strumento poco commendevole del ricatto, vogliono affossare il referendum sperperando una cifra enorme, di cui c’è molto bisogno per impieghi di grande urgenza.

La Lega Nord vi accusa di essere degli sciacalli, di strumentalizzare le sciagure altrui, come il terremoto.
La proposta referendaria di accorpamento all’Election Day è partita molto prima che accadesse il terremoto. Anche le stime degli economisti dell’Università Bocconi risalgono a molto tempo prima. Le date dei giornali sono lì a testimoniarlo. Prima del terremoto proponevamo di devolvere le risorse alla ricerca e all’assistenza. Gli sciacalli veri, purtroppo, non sono solo quelli che scavano nelle macerie, ma anche quei politicanti che di fronte a una crisi economica paurosa e a una disgrazia come quella dell’Abruzzo negano l’evidenza e non consentono di risparmiare su spese totalmente inutili.

Vi accusano anche di volere la fine di un partito importante per una gran fetta d’Italia.
Ma non è vero nemmeno questo. La Lega Nord, prima di questa bruttissima figura, stava crescendo ovunque. Comunque sia, è un partito che ha già i voti per superare le soglie di sbarramento previste in caso di SI’ al referendum (4% alla Camera, 8% al Senato). È un partito che si dice popolare e che qualche anno fa non aveva paura di favorire la partecipazione democratica del popolo. Lo stesso Maroni, pochi anni orsono, aveva richiesto a gran voce un accorpamento del referendum analogo a quello che chiediamo ora noi. Invece oggi è cambiato tutto.
Oggi i vertici leghisti, evidentemente ingrassati da troppo tempo all’ombra di Roma Ladrona, stanno piegandosi a una logica da partitino della vecchia Repubblica, che difende l’orticello sprecando le risorse dei contribuenti.

Veniamo al merito del referendum elettorale. Molti dicono che non è poi quel toccasana che voi dite.
Che il referendum non possa trasformare la “porcata” (fatta da Calderoli e dal Governo di centrodestra) in un capolavoro paradisiaco lo capiscono tutti e lo sappiamo anche noi. Ma i cittadini hanno anche capito perfettamente che una riforma seria della legge elettorale o sarà spinta dal referendum o non ci sarà per niente. Non lo dico io, lo testimoniano vari decenni di storia politica italiana. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire.

C’è anche chi propone un rinvio della consultazione all’anno prossimo.
Se la proposta è quella di un rinvio sine die, un tentativo per nascondere il problema per sempre, penso che il movimento referendario, con il seguito di una grande massa di cittadini pacifici ma molto determinati, ricorrerà nelle sedi competenti, mettendo a nudo l’inadeguatezza del Governo a risolvere un importante problema istituzionale.
Invece, di fronte a una proposta seria, dove un rinvio fosse funzionale a dare tempo per una immediata modifica di legge che accolga lo spirito del referendum, ma fissando già da ora un nuovo election day (per esempio, in occasione delle elezioni regionali dell’anno prossimo) in caso di fallimento, personalmente non sarei contrario.

Che farà il Comitato Promotore nei prossimi giorni?
Continueremo a perorare questa causa, chiedendo a un numero sempre più alto di cittadini di unirsi a noi.
Siamo fiduciosi che la Lega Nord e il Governo rinsaviscano e si possa destinare da subito le risorse risparmiate alle popolazioni bisognose colpite dal sisma in Abruzzo.