Costi: “Parma Capitale della Musica. Ecco come recuperare l’orchestra del Regio e affiancare al programma operistico uno sinfonico”

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Lombatti
Dario Costi

‘Produrre cultura e non solo consumarla: rifondare, rafforzare e rilanciare le realtà musicali esistenti a Parma oggi in dismissione difendendo il coro del Teatro Regio e riservando spazi per tutti i musicisti della città’. E’ la ricetta di Parma Capitale della Musica di Dario Costi per ‘riportare la grande tradizione musicale parmigiana al prestigio che gli spetta e inserendola in una rete internazionale recuperando processi virtuosi ora persi’.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo ‘non si può prescindere dalla salvezza e quindi dalla valorizzazione dell’orchestra del Teatro Regio – dice Costi – riportando in città le maestranze allontanate nel corso dell’ultimo decennio, nominando un direttore artistico di esperienza e affiancando all’opera un programma sinfonico e di danza che conferiscano al progetto un respiro internazionale’. Una capitale della musica non può ignorare l’aspetto formativo, ‘istituendo un’orchestra “primavera” under 30 (sull’esempio dell’orchestra giovanile di Muti) usufruendo dei fondi europei destinati a questo progetto’.
Ma non solo opera e sinfonica, spazio anche a tutti i musicisti residenti a Parma (i gruppi fra jazz e altri generi sono quasi 300 in città) mettendo a disposizione spazi e risorse mediatiche e coinvolgendoli in programmi annuali: ‘Attivare connessioni virtuose con locali, teatri e spazi pubblici – dice Costi – il che faciliterebbe le esibizioni e snellirebbe costi e burocrazia’.

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