Due musei che raccontano la vita

Lombatti

06/03/2009
h.14.20

Ettore Guatelli e Fausto Levi. Due uomini dalle storie diverse, ma che avevano in comune oltre il legame con il territorio Parmense, la passione per la raccolta di oggetti: della vita contadina e di tutto il mondo che vi girava attorno il primo; per la storia locale degli ebrei e la memoria della tragedia di cui sono stati vittima il secondo. Da questa loro passione sono nati due musei importanti del territorio, strumenti di conoscenza importanti che da oggi si arricchiscono anche di una guida.
Dopo le sette già stampate nella collana edita da Edicta “Musei del territorio”, la Provincia con il sostegno di Banca Monte Parma e la collaborazione di Parma Turismi, ha realizzato le nuove guide al Museo di Ettore Guatelli di Ozzano Taro e al museo ebraico Fausto Levi di Soragna.
I volumi, in italiano e inglese, oltre a fornire informazioni puntuali sui due musei e gli spazi espostivi, offrono anche uno sguardo completo al territorio e promuovono percorsi alla scoperta del Parmense fra cultura e arte, enogastronomia e natura.
Le guide raccontano le località in cui è inserito il museo e propongono, con suggerimenti e consigli, luoghi da vedere indicando anche diversi possibili itinerari: da passeggiate di qualche ora a brevi escursioni di un giorno. Ampio spazio è dedicato ai prodotti tipici del territorio, curiosità (come antiche ricette contadine o piatti di tradizione ebraica) e un calendario con gli eventi principali del luogo.
Abbiamo un importante sistema di musei: abbiamo lavorato tanto perché fossero curati, aperti al pubblico e in rete”, ha esordito nella presentazione di ieri al Parma point il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, che delle due nuove guide ha detto: “Sono pubblicazioni di rilievo su due realtà che si commentano da sole. Due presenze straordinarie sul nostro territorio: la Provincia ha fatto tutto il possibile perché potessero avere il giusto spazio e la giusta visibilità”.
Sono guide che parlano di due musei, due tra i punti più significativi del sistema museale della nostra provincia, ma anche di due persone: Ettore Guatelli e Fausto Levi. Due persone particolari che hanno caratterizzato momenti importanti della storia del nostro territorio”, ha aggiunto l’assessore provinciale al Turismo Gabriella Meo.
Grande soddisfazione” dal sindaco di Collecchio Giuseppe Romanini, presidente della Fondazione Guatelli, “perché questo gioiello del nostro territorio, il Museo Guatelli, ha bisogno il più possibile di essere in rete con il sistema culturale e con un sistema di promozione territoriale che mi sembra essere sempre più efficace”.
Soddisfatta anche Silvana Levi, anima del museo ebraico di Soragna, che ne ha raccontato la genesi e ha ricordato l’impegno del marito Fausto, cui il museo è dedicato, nel costruirlo passo dopo passo. “Il museo è praticamente l’unico punto sul territorio in cui ci si possa avvicinare alle nostre tradizioni e alla nostra cultura. Credo che anche per questo sia un luogo estremamente significativo”, ha spiegato Silvana Levi, che ha annunciato: “Dopo 32 anni di direzione, prima di mio marito e poi mia, la nostra famiglia lascia ora il testimone. Lo lasciamo a Giorgio Giavarini, che siamo sicuri lo raccoglierà al meglio”.
Anche Giorgio Giavarini era presente all’incontro di oggi: “Ho accettato l’invito di Silvana e mi ha molto onorato, anche perché ho un’affezione molto particolare per la Bassa e per la sinagoga di Soragna”, ha detto, promettendo “un’attività in piena continuità con la gestione precedente”.
Il museo è un luogo importante per il nostro territorio: per i parmensi ma anche per chi ci passa. E questa guida serve a valorizzarlo ulteriormente”, ha aggiunto Giovanni Rastelli, assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Soragna.
Di valorizzazione del territorio ha parlato anche Giuseppe Caltabiano di Banca Monte Parma. “È con grande piacere che vediamo il nostro marchio su queste due guide – ha affermato – cogliendo quel filo di coerenza che questa amministrazione provinciale sta tessendo proprio nella valorizzazione del territorio: una banca locale come la nostra non può che essere al fianco di chi sta compiendo un’azione del genere attraverso diversi strumenti”.
Le guide al Museo Guatelli e Levi vanno ad aggiungersi alle altre dedicate ai musei dell’Appennino e edite sempre dalla Provincia: museo Storico della Resistenza di Sasso (Neviano degli Arduni), museo dei Lucchetti di Cedogno e museo Uomo-Ambiente di Bazzano, museo dell’Emigrante di Tarsogno, museo gli Orsanti di Compiano, musei del Seminario Vescovile di Bedonia, museo del Duomo di Berceto e Pieve di Bardone e La Fortezza di Bardi e le sue raccolte.

Museo Ebraico “Fausto Levi”
Il Museo nasce nel 1981 a seguito dell’impegno di Fausto Levi, presidente della Comunità ebraica di Parma, che si dedicò al recupero di oggetti e documenti allo scopo di conservare la memoria delle Comunità del territorio parmense e piacentino, ora scomparse.
La posizione geografica di Soragna, al centro della zona ove sorgevano le otto Comunità, ha rappresentato la soluzione ideale per il museo. L’allestimento ha sede nella Grande Casa di Soragna, l’edificio che storicamente ospitava l’insediamento ebraico nella cittadina e dove si trova anche la Sinagoga.
Il percorso si articola su due piani, in sale a tema che contengono il materiale raccolto da Fausto Levi, ovvero, una serie di documenti che partono dal 1555 e arrivano al 1803, tra i quali grida e bolle papali, una raccolta di cimeli provenienti dalle comunità di Cortemaggiore, Soragna e Fiorenzuola, reperti fotografici delle comunità ora scomparse, in un’apposita sala del primo piano.
Al piano terra troviamo invece la stanza della Shoa, in cui sono esposti documenti sulle leggi razziali del 1938 e sull’Olocausto perpetratosi sotto il regime nazista. Nel Museo possiamo anche vedere, raccolti in una sala, dei preziosi oggetti rituali e di libri di preghiere.

Museo Guatelli
Sono oggetti del quotidiano che tramandano tradizioni e saperi. Una stupefacente collezione che parla della vita, della fatica del lavoro ma anche del gioco: “beni immateriali” in grado di offrire una visione totale di quello che facevano gli uomini, le donne, i bambini, in un tempo non troppo lontano.
Ma il museo Guatelli non è solo la collezione di grande complessità spaziale e distributiva, ma è anche una mappa del mondo cognitivo dell’autore: un mondo non solo metaforicamente.
Comunica ai posteri non solo per quel che è lì raccolto ma anche per tutto il valore del percorso umano compiuto dal maestro contandino come amava definirsi Ettore Guatelli, che ha dato senso all’insieme della collezione e continua a illuminare il senso che assume oggi.
Ettore è un uomo che indaga, che si cerca e che cerca: il museo è stato il suo modo di indagare, di conoscere, di conquistare, di sedurre, di sapere cosa sono gli uomini, le relazioni, e la storia.
La guida va ad arricchire l’azione promozionale sviluppata nel tempo intorno al Museo e che comprende attività di didattica e di ricerca, la partecipazione a appuntamenti di respiro nazionale. Un ulteriore strumento dunque che non esaurisce certamente la risorse pressoché infinite del patrimonio guatelliano, di cui la Fondazione non è solo un vigile custode, ma orgogliosa promotrice del suo valore inestimabile attraverso numerose iniziative.