Economia e lavoro in provincia di Parma, presentato il report 2022 dell’Osservatorio IRES

Esportazioni in crescita, ma chiudono molte piccole realtà artigiane e si riduce l'occupazione, soprattutto autonoma

Lombatti
valparmahospital

La popolazione del parmense risulta in lieve calo negli ultimi due anni, per effetto dell’aumento dei decessi a causa della pandemia da covid19, ma anche della riduzione dei flussi migratori, non più in grado di compensare il saldo naturale fortemente negativo. L’età media è in crescita, così come la percentuale dei “grandi anziani”.

Parte come sempre dal contesto demografico il report del 13° Osservatorio sull’economia e il lavoro in provincia di Parma, elaborato da IRES Emilia Romagna e presentato da CGIL Parma ieri in via Treves. All’incontro, moderato da Matteo Rampini della segreteria confederale, sono intervenuti Giuliano Guietti, presidente di IRES Emilia Romagna, Francesco De Vanna, assessore del Comune di Parma ai Lavori pubblici e legalità con delega alle Politiche del lavoro, Maurizio Caprari, Segretario Generale GIA Gruppo Imprese Artigiane di Parma, Carla Zampieri, HR GlaxoSmithKline Manufactoring S.p.A. di San Polo di Torrile, ed Emanuele Leonardi, sociologo del lavoro e dell’ambiente Università di Bologna.

La sintesi del report evidenzia come il rallentamento dell’economia inizi già prima della pandemia, che tuttavia ne amplifica enormemente la portata. Straordinaria ripresa nel 2021 (+8,2% il valore aggiunto), proseguita nonostante il contesto molto più critico anche nel 2022 (+3,7% secondo le ultime stime). Negative invece le previsioni per il 2023 (+0,1%). A sostenere la ripresa del 2021 è stato soprattutto il boom delle esportazioni (+23,2% nel 2021), proseguito con molta forza anche nei primi mesi del 2022. Ad essere esportati soprattutto prodotti farmaceutici ed alimentari.

La provincia di Parma esce dal triennio altalenante 2019-2021 con una riduzione degli occupati, che riguarda però soltanto il lavoro autonomo, ed un aumento dei disoccupati. Nelle assunzioni prevale sempre di più il contratto a tempo determinato. I redditi da lavoro dipendente e i redditi imponibili dichiarati in provincia di Parma sono nettamente superiori alla media regionale, ma è simile la quota di coloro che ricorrono al reddito o alla pensione di cittadinanza.

Interessanti i contributi alla tavola rotonda, come quello della Hr di Glaxosmitkline Zampieri, che tiene a mostrare l’azienda in cui opera come una realtà avanzata su molti aspetti cari al sindacato, spiega che tra i circa 650 addetti nella sede di San Polo il 49% siano donne (nelle sedi italiane del gruppo sono il 51%) “con una equa distribuzione nelle varie mansioni ed equo salario”. Sono oltre 47 le nazionalità tra i dipendenti. “La nostra azienda promuove il tema dell’inclusività, la crescita professionale e il benessere dei lavoratori (lo smart working era già utilizzato dal 2017 nelle altre sedi italiane di Glaxo e a Parma dal 2019). È anche molto forte l’attenzione alla sostenibilità ambientale come si rileva dal costante aumento degli investimenti su materiali per la produzione e il confezionamento ecologici e riciclabili e l’utilizzo di fonti rinnovabili. Naturalmente parliamo di un’azienda con un’alta redditività e di un settore in forte espansione.

Di tutt’altro tenore il fenomeno che ha investito le piccole imprese soprattutto quelle artigiane (negli ultimi 10 anni -2.415, -6,7%). Per il Direttore Generale Gia di Parma Caprari “oggi lavorare come impresa artigiana è molto più difficile rispetto agli anni ’90 quando è nata la nostra associazione. Queste realtà soffrono perché dal 2008 in poi c’è stata una forte stretta finanziaria da parte delle banche ma questo non è l’unico fattore a influire, va infatti evidenziata la decisa selezione nel mercato che ha richiesto sempre più flessibilità e una trasformazione che punta alla qualità”.

Secondo il sociologo Leonardi, “finalmente si prende in considerazione anche l’aspetto ambientale e il territorio, non solo lo sviluppo imprenditoriale e l’occupazione. Oggi, inoltre, si nota un cambio di approccio: se prima lavorare conferiva un ruolo nella società, oggi viene sempre meno questo aspetto. La generazione più giovane si emancipa dall’idea che il lavoro sia l’unico veicolo di realizzazione personale. Dall’altro lato è venuta però meno la barriera alle disuguaglianze sociali che i movimenti operai rappresentavano”.

Per De Vanna a Parma le imprese sono state capaci di ristrutturarsi ma si sono dovute adattare a una dimensione extra provinciale se non internazionale. L’amministrazione Comunale, “pur non avendo una competenza diretta sul lavoro qualcosa può fare, ad esempio tenere insieme istanze che vengono dal mondo produttivo, sindacale ma anche dagli enti di formazione professionale, scuole e università. Il Comune può svolgere un ruolo fondamentale nell’incrociare queste esigenze per poter così creare un ecosistema che favorisce lo sviluppo imprenditoriale ma soprattutto un’occupazione di qualità”. “Rispetto ai bandi e quindi gli appalti dell’ente pubblico – aggiunge De Vanna – già nei prossimi mesi il Comune intende muoversi per garantire la stabilizzazione del personale precario e per promuovere clausole sociali negli appalti”.

valparmahospital