Freddi (EP): “Ennesima mozione razzista della Lega”

steam1121

Il consigliere comunale di Effetto Parma, Marco Maria Freddi, interviene sulla “Novel Foods e la mozione, l’ennesima mozione etnico-razzista, della Lega”. In Consiglio comunale è intervenuto indossando la stella con cui venivano bollati gli ebrei dai nazisti:

“L’Italia è stata una espressione puramente geografica fino al 17 Marzo 1861 e la sua cucina è di recente invenzione.

Diventata un fenomeno sociale, culturale ed economico recentissimo, per secoli l’Italia è stata divisa tra chi consumava polenta e chi altro.

Un Paese fondamentalmente composto di poveri contadini disperatamente affamati non ha mai avuto una reale cucina, per secoli riempire la pancia è stato l’unico problema della cucina Italica.

Il mito della cucina italiana è nata negli anni ’70 più a causa della devastante crisi economica di quegli anni che per una reale tradizione, che nella successiva valorizzazione delle piccole imprese, dei distretti industriali e nel made in Italy – e pertanto delle sedicenti eccellenze del made in Italy – vedeva nascere la poco visionaria scelta industriale e la sua cucina “tipica”.

Rifugiarsi nel piccolo anziché nell’innovazione e nel futuro è stato più rassicurante, soprattutto per una classe dirigente impreparata al nuovo e corporativista.

Questo è il motivo per cui gli Italiani – brava gente – si inventano un passato di fasti ed opulenza quando – è bene ricordarcelo – siamo stati dei morti di fame per secoli.

Il caso dei Novel Foods lo si può riassumere in una frase: la tradizione si può inventare ed il passato lo si può manipolare ad uso e consumo del presente e questa frase ben riassume il sentire ed il fare politico della destra nazionalista, sovranista e razzista ben rappresentata dalla Lega.

E’ stato nel periodo delle grandi emigrazioni italiane che gli ingredienti della cosiddetta cucina italiana si arricchirono, proprio col ritorno in Italia delle prime generazioni di emigrati dal mondo e soltanto negli anni 70, appunto, nacque l’embrione della cucina italiana e delle mitiche storie dei prodotti tipici italiani.

Più che alla storia dei prodotti tipici italiani, frutto di recentissime trasformazioni, guardo al futuro ed alla innovazione cui proprio i Novel Food appartengono.

Pertanto, senza inventarsi nuovi inutili IGP che non cubano in termini di export, bisognerebbe essere in grado di tutelare le nostre reali eccellenza all’estero con accordi di tutele per conquistare ancor più quote di mercato ma la cosa curiosa è che proprio i sostenitori delle antichissime tradizioni siano i primi nell’opporsi ai trattati internazionali del commercio che tutelano ed incentivano le esportazioni dei nostri prodotti.

Il Paese, l’unico, che delle politiche alimentari lascia se ne occupi il ministero dell’agricoltura anziché le autorità sanitarie, dovrebbe preoccuparsi delle delocalizzazioni delle start up delle Novel Foods italiane più che ai pruriti etnici, che al vuoto legislativo, al corporativismo ed a visioni ideologiche retrograde, preferiscono la pragmatica sostanza di altri paesi europei.

Come è stato per il baccalà, specialità made in Italy ma nato in Norvegia o del Pachino che è una pura invenzione Israeliana, anche i Novel Foods che non sono solo insetti – per intenderci leghistigamente parlando cibi non per cittadini bianchi-padani-cristiani – potrebbero diventare eccellenze nel mondo ma chi non può leggere il quadro globale, può solo guardare con lo specchietto retrovisore e godere dei fasti delle tradizioni inventate.

Auguri Italia!”