
Caro direttore,
è passato un anno dalla scomparsa dell’ultranovantenne maresciallo Salvatore Gelsomino. Si era arruolato nel 1951 e, dopo il periodo di formazione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Caserta, era stato assegnato alla Legione Carabinieri di Milano ove, tra l’altro, aveva avuto l’onore di collaborare con l’allora capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Promosso nel ruolo sottufficiali, era stato poi trasferito alla Legione Carabinieri di Parma. Molti gli incarichi ricoperti, tra i quali la significativa esperienza a Zibello dove, giunto nel 1967, aveva guidato la Stazione Carabinieri fino al 1982. Un maresciallo che per l’alto rendimento in servizio, era stato pluridecorato, non solo dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, ma anche della Medaglia d’oro di lungo comando e della Medaglia Mauriziana per i dieci lustri di carriera militare.
Assieme a familiari e amici, abbiamo deciso di ricordarlo con una semplice cerimonia nella chiesa della Beata Vergine di Loreto a Polesine Zibello, un luogo particolarmente caro al maresciallo Gelsomino, un uomo che nel suo agire ha incarnato i valori che sono da sempre patrimonio dell’Arma dei Carabinieri rappresentando un modello di combinazione virtuosa di umanità, professionalità, stile e fermezza.
A riprova di ciò vorrei condividere un passo di una lettera che lo stesso maresciallo Gelsomino ha inteso inviarmi nel novembre dello scorso anno, all’indomani della consegna del premio Pallavicino da parte del sindaco Spigaroli e della locale amministrazione comunale.
Il maresciallo, nel ringraziare lo scrivente per essere stato al suo fianco in occasione della consegna dell’ambito riconoscimento, con poche significative righe è stato capace di condensare il significato dell’essere Carabiniere, scrivendo “…l’Arma, in 40 anni di servizio, mi ha insegnato ad affrontare la vita con onestà, dignità, serenità, sacrificio, devozione e rispetto”.
Parole che scaldano il cuore, soprattutto a noi Carabinieri che abbiamo il privilegio di aver raccolto la sua preziosa eredità, parole che delineano quei valori antichi (e non vecchi!) che per questo motivo sono eterni.
Sono pertanto fermamente convinto che il maresciallo Gelsomino sia stato un uomo straordinario, un Comandante di Stazione Carabinieri in grado di rappresentare il carattere profondo e autentico della vicinanza dell’Arma alla popolazione, capace di costruire attorno la sua figura la fiducia dei cittadini, senza mai ricercare il consenso ad ogni costo, ma servendo la popolazione con esemplare spirito di servizio.
Grazie maresciallo Gelsomino, hai raffigurato il più alto senso della patria: sarà nostro compito onorare la tua memoria ogni giorno, con l’impegno costante a favore della collettività!
Col. Andrea Pagliaro