Il risveglio del centrodestra di Parma dopo dieci anni di ibernazione (di Andrea Marsiletti)

Carbognani
Lombatti

Il film di fantascienza “Il pianeta delle scimmie” racconta la storia dell’astronauta George Taylor e dei suoi colleghi Landon, Dodge e Stewart che nel 1972, partiti a bordo dell’astronave Icarus, si ibernarono per sopravvivere a un viaggio spaziale di 700 anni dalla Terra.

Volevano trovare un nuovo mondo da popolare, con la speranza che nei secoli il genere umano si evolvesse in una razza più intelligente e pacifica.

Mentre erano ibernati, la loro astronave venne catturata dall’orbita di un pianeta desolato e precipitò in un lago. A bordo si attivò automaticamente il sistema di rianimazione dallo stato di ibernazione in cui era tenuto l’equipaggio che si risvegliò. Taylor notò sul calendario di bordo di trovarsi nell’anno 3978.

Per il centrodestra di Parma non sono passati i 2006 anni di ibernazione degli astronauti della Icarus ma la trama è la stessa: dopo dieci anni si sono risvegliati uguali e identici ad allora.

I protagonisti di oggi sono gli stessi di allora.

In primis Pietro Vignali. Quando convocava i suoi primi incontri pubblici sembrava volesse scherzare o provocare… oggi è l’unico politico che da mesi sta battendo palmo a palmo la città, dico di più, l’unico che nel centrodestra appare in grado di farlo (leggi anche: La manovra a tenaglia di Vignali).

Il tempo si è fermato anche per Forza Italia, che ha nell’ex assessore Giovanni Paolo Bernini il suo rappresentante locale plenipotenziario.

L’ultima di queste ore è l’ipotesi di candidatura di Pietro Lunardi, già ministro alle infrastrutture del Governo Berlusconi dal 2001 al 2006, che tante risorse fece arrivare a Parma, comprese quelle per la costruzione della metropolitana. Al solo citarlo sembra di tornare in ere geologiche fa.

Sono in prima fila in questa campagna elettorale anche i civici di quegli anni, gli esponenti di Civiltà Parmigiana, al gran completo schierati a sostegno della candidatura di Dario Costi.

C’è un altro protagonista di queste comunali, ufficialmente candidato sindaco civico, che viene dalle stagioni della Città Cantiere: Giampaolo Lavagetto, assessore vent’anni fa di Ubaldi e poi di Vignali.

Tutti con qualche ruga e capello bianco in più, ma devo dire che il processo di ibernazione ha funzionato bene vista l’apprezzabile forma di ciascuno.

Per farla breve, se oggi il nome forte nei sondaggi per il centrodestra e il più temuto dal centrosinistra è quello di Vignali, con gli altri che neppure si avvicinano lontanamente a lui per livello di conoscenza e consenso, significa che questa coalizione in dieci anni è riuscita a costruire poco o nulla in termini di candidature, sebbene annoveri tra le proprie fila quattro parlamentari, due consiglieri regionali, un consistente gruppo consiliare.


Siamo al paradosso che le prossime comunali di Parma potrebbero essere intese dai cittadini come un referendum tra le giunte Vignali e Pizzarotti.

La notizia che Danilo Coppe (eccellente professionista nella demolizione di manufatti con la dinamite, pescato a sorpresa fuori dalla politica) è accreditato come la principale alternativa a Vignali alla guida del centrodestra è solo la conferma del vuoto spinto prodotto.

Una carenza di personale che emerge in modo clamoroso alle elezioni nei Comuni della provincia dove il centrodestra è quasi ovunque maggioranza nel voto politico nazionale e quasi ovunque perde le elezioni, talvolta con distacchi enormi.

E’ evidente che non basta fare dei banchetti al sabato pomeriggio per costruire una classe dirigente.

Andrea Marsiletti