Il Comune: “Non sono scadute ancora le 48 ore per sigillare il cantiere dell’inceneritore”

30/06/2011
h.13.30 

I dirigenti competenti del Comune di Parma, analizzata la documentazione difensiva prodotta da Iren, avrebbero assunto questa mattina la decisione di apporre i sigilli al cantiere dell’inceneritore di Ugozzolo per abuso edilizio. 
Il Comune ha diffuso una nota nella quale: “L’Amministrazione comunale precisa, in relazione ad alcune notizie di queste ore, che la “procedura amministrativa per la verifica circa la regolarità della documentazione del termovalorizzatore è tuttora in corso”. L’Amministrazione sottolinea anche che “la dizione utilizzata nella delibera del Consiglio provinciale n.938/2008 ha determinato per un verso l’esposto presentato da alcuni cittadini e dall’altro l’esigenza di una verifica da parte del Comune di Parma. Tuttavia eventuali provvedimenti di sospensione potranno essere adottati solo a conclusione dell’iter di verifica e di richiesta di chiarimenti, per il quale il Comune ha assegnato a Iren 48 ore di tempo”. 
Altri dettagli nelle prossime ore.

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30/06/2011
h.09.00 

I legali di Iren hanno prodotto la risposta per salvare l’inceneritore in costruzione ad Ugozzolo dall’abbattimento per abuso edilizio o da una penale di svariate decine di milioni di euro.
Scadono oggi le 48 ore tassative date ad Iren per fonire gli argomenti difensivi di Iren. Se essi non risulteranno convincenti, il Comune di Parma procederà al sigillo del cantiere, conseguentemente alla procedura di abuso edilizio attivata in data 28 giugno 2011.
La multiutility sostiene che la concessione edilizia non servirebbe perché l’opera è di “interesse pubblico”.
Il comma d) dell’art 7 della legge regionale 31/2002, richiamato espressamente nell’accordo tra Comune di Parma e Iren del 2006, è, purtroppo per loro, molto chiaro: non sono soggette a concessione edilizia le “opere pubbliche dei Comuni”.
Iren tenta di fare confusione sovrapponendo i concetti giuridici di “opera pubblica” con quello di “opera di interesse pubblico”. Ma la differenza è abissale, giuridicamente incontestabile, perchè la prima un’opera di proprietà del pubblico che può essere realizzata da un soggetto privato a seguito dell’espletamento di una gara d’appalto o di un project financing (ovviamente tale appalto o project, nel caso dell’affidamento ad Iren, non ci sono stati… putacaso); la seconda è un’opera di un soggetto privato per finalità di pubblico interesse.
La legge, come detto, consente di derogare all’ottenimento della concessione edilizia a fronte di un’“opera pubblica dei Comuni”, e pertanto qui non siamo di fronte né ad “un’opera pubblica”, né ad una proprietà “dei Comuni”… ma alla costruzione di un privato. Non si scappa.
Quindi, se fosse confermato l’abuso edilizio, delle due l’una:
– Iren si è dimenticata di chiedere la concessione edilizia
– Iren non ha richiesto la concessione edilizia per non essere soggetta ai vincoli di un progetto depositato e non perdere così tempo e soldi al momento della richiesta di successive varianti.
Tertium non datur.
O meglio, tertium è datur: un bell’abuso edilizio.

Andrea Marsiletti

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