INTERVISTA – Antonio Liaci (Pd): “L’unità del Pd è stata decisiva. Stiamo lavorando per il ballottaggio con lo stesso metodo del primo turno”

Carbognani
Lombatti
Antonio Liaci

Antonio Liaci è un esponente molto esperto e conosciuto del Pd di Parma, punto di riferimento del circolo Pd “Parma Centro”, il più numeroso della città.

Lo abbiamo intervistato il vista del ballottaggio di domenica 26 giugno.

Come commenti le percentuali elettorali del primo turno delle comunali di Parma?

Il risultato del 12 giugno è stato molto positivo per tutto il centrosinistra, per il suo candidato sindaco civico Michele Guerra, per il Pd che ha dato un importante contributo in termini di voti e di impegno sancito dai numeri: oltre la metà del patrimonio elettorale in questo momento nelle mani della coalizione proviene dal Pd.

Il risultato non si presta a letture politicistiche perchè è di una chiarezza clamorosa che va ricercata innanzitutto nell’unità per la quale molte persone hanno lavorato superando ostacoli e personalismi che a un certo punto sembravano insormontabili.

Come avete fatto a ottenere questa unità?

L’abbiamo cercata innanzitutto sui programmi sui quali c’è stato chi ha lavorato egregiamente tanto nel Pd quanto nelle altre forze della coalizione. Poi ciascuno l’ha perseguita in casa propria, nella propria formazione politica. Quella decisiva è stata raggiunta nel Pd, faticosa, anche combattuta. Ognuno ha dovuto rinunciare a un pò delle proprie convinzioni sugli esiti elettorali, ma i numeri del primo turno danno ragione a chi con tenacia e ostinazione si è dedicato a trovare questa comunanza di intenti. Sono convinto che quando si lavora in questo modo all’interno del partito e soprattutto con le altre persone della coalizione i risultati arrivano.

La nostra alleanza non è stata esaustiva di tutto il centrosinistra, tant’è che alcuni parti sono rimaste fuori; con esse è necessario anche oggi continuare il dialogo. In questi tempi difficili di crisi economica, di crisi sociale, di eventi internazionali non favorevoli, dopo due anni di pandemia, sarà importante il confronto che è la base di ogni incontro.

Qualche merito specifico?

Certo, ci sono state persone che hanno garantito questa compattezza, sia della coalizione che del Pd. Faccio riferimento esplicito al capolista del Pd Lorenzo Lavagetto, la cui funzione è stata proprio quella di garanzia dell’unità, anche nei confronti di chi all’inizio non si riconosceva appieno nell’alleanza. Lavagetto ha svolto questo ruolo in un modo deciso ma allo stesso tempo aperto. Basta vedere il podio delle preferenze nella lista del Pd per rendersi conto che gli elettori hanno compreso il significato delle scelte assunte.

In queste due settimane pre-ballottaggio cosa avete fatto?

Sono tante le persone che si stanno mobilitando in città, che non perdono un appuntamento. Si dice che il ballottaggio sia un’altra partita, ed è vero, non ci sono più 700 candidati che raccolgono preferenze, ci si concentra sui due candidati sindaco più votati ma noi abbiamo continuato a lavorare con lo stesso metodo del primo turno, parlando con i cittadini nei luoghi dove la comunità si incontra, non solo per farli tornare al voto ma per proseguire nella spiegazione del progetto che guarda davvero al futuro. Quando dico che si sta aprendo una nuova fase, non voglio esprimere un giudizio sul passato o sull’amministrazione uscente, perchè è un dato oggettivo che una nuova fase dovesse aprirsi. Veniamo da due anni emergenziali pesantissimi, stiamo già subendo le conseguenze della guerra in Ucraina. I servizi alla persona diventeranno ancora più essenziali, così come le politiche che il Comune può fare nella sanità e il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’Amministrazione con strumenti stabili di consultazione.

Lasciami dire che sono molto contento che queste elezioni abbiano dimostrato un forte impegno delle nuove generazioni nella “cosa pubblica”, non solo per costruire il loro futuro ma per tutta la Comunità nel suo insieme.

Andrea Marsiletti