INTERVISTA – Daniele Friggeri: “Le primarie sono sul tavolo, ma non saranno necessarie perchè a Parma troveremo un candidato che rappresenterà tutti”

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Intervista a Daniele Friggeri, sindaco di Montechiarugolo ed esponente della componente Energia Democratica del Pd.

Quando hai letto l’ultimo sondaggio di SWG che dà il Pd al 14% che cosa hai pensato? Quanto il M5S di Conte rappresenta una minaccia elettorale per il PD?

Non mi stupisce il risultato del sondaggio: oggi abbiamo un Pd che dopo diversi cambi di scelte e coalizioni viene percepito come lontano dal popolo, da quei valori di uguaglianza, di giustizia sociale, nei quali invece molti elettori chiedono di identificarsi. Ecco perché dobbiamo parlare più di temi che di alleanze.

Se il Pd riuscirà a costruire un’identità forte e chiara, riuscirà a dare risposte concrete e nette e rafforzare il suo consenso.

C’è una parte di elettorato che aspetta questo da molto tempo, basta guardare che cosa è accaduto negli ultimi anni dalla nascita del Movimento 5 Stelle alle Sardine in piazza. Il Pd deve ora dare un segnale forte e per fare questo è necessario un approccio coeso e riformista.

Tu sei un esponente di Energia Democratica del Pd. Cosa avreste fatto di diverso dall’ex-Segretario nazionale Zingaretti, in termini di proposte e di partecipazioni ai vari Governi che si sono succeduti?

Energia Democratica è l’area riformista del Pd che crede fortemente nel Partito e l’ha sempre sostenuto, sin dal momento storico della sua fondazione.

La maggior parte di noi è nativa del Pd e non ci riconosciamo nell’atteggiamento divisivo interno al Partito, ma nell’identità coesa che, a partire dal segretario Veltroni, è stata in grado di rappresentare questo Paese in modo strutturale e convinto.

Energia Democratica, in particolare modo nella figura del vice presidente del Pd Anna Ascani, è sempre rimasta leale, evitando polemiche nei confronti del nostro ex segretario Zingaretti.

Siamo stati maggioranza ed abbiamo subito gli attacchi interni al Partito da parte delle minoranze. Noi non vogliamo che quel modello di conflitto si riproponga, serve compattezza.

Quando c’è un segretario eletto, lui rappresenta tutti, e ci mettiamo al suo servizio per far sì che le cose funzionino al meglio. La priorità deve essere quella di raggiungere gli obiettivi.

Il fatto che l’ex segretario Zingaretti non sia riuscito a dettare l’agenda è sicuramente un limite, così come la mancata battaglia sulle riforme. Era necessario fare una riforma elettorale nel momento in cui eravamo al Governo con il Movimento 5 Stelle, bisognava ristabilire l’equilibrio dopo il taglio dei parlamentari. La scelta di procedere con il SI al taglio dei Parlamentari è stata condivisa nell’ottica di una riforma successiva, che potesse ridare la giusta rappresentanza ai cittadini all’interno delle nostre Istituzioni.

Queste sono battaglie importanti della sinistra, ne va del sistema democratico del nostro paese.

Sono anche convinto che Enrico Letta, come nuovo segretario in questo particolare momento storico, possa essere il profilo più adatto per tornare a rimettere i temi del PD al centro del dibattito.


Elezioni provinciali di Parma: quando si terranno, c’è già un candidato?

In questo momento di grande difficoltà per il Paese ci aspettiamo che le elezioni provinciali di Parma vengano rimandate, così come sono state rimandate le amministrative.

La Provincia è un Ente di secondo livello, quindi sono i Sindaci in carica e i consiglieri eletti a votare. Si tratta di capire se le prossime elezioni provinciali arriveranno prima o dopo le elezioni amministrative di questo autunno.

Il Pd in città appare diviso. Cosa fare per ricomporlo?

Ho dato la mia piena disponibilità ai segretari, contributo e impegno per favorire l’unificazione delle anime del Partito, a livello cittadino.

Tale disponibilità, seppur non richiesta e devo ammettere non so se gradita, parte dal presupposto che, sia per mia esperienza personale che all’interno di Energia Democratica Parma, ho avuto la fortuna di fare rete con tante persone che rappresentano mondi diversi della città. Persone vicine al Partito Democratico ma che non sempre sono riuscite a conciliare visioni e soluzioni progettuali per Parma.

C’è poi da dire che questo rispecchia anche una passione politica che per me significa grande lavoro sul campo e massima dedizione e che sto portando avanti come sindaco insieme al prezioso aiuto della mia squadra, “Noi di Montechiarugolo”.

Per me è importante avere come riferimento su Parma un Sindaco con cui dialogare, ciò facilita la messa in campo dei diversi progetti che ci vedono coinvolti in una rete sempre più capillare, che passa dalla sinergia tra territori.

Tornando alla domanda…

Se il prossimo progetto politico di Parma 2022 vorrà risultare credibile agli occhi dei cittadini, dovrà essere in grado di riunire quell’attività politica di qualità che in questi anni è stata proposta e prodotta sia dal gruppo consiliare del PD, che dagli incontri di Betania, per esempio.

Ma non solo, ho più volte detto che in molti dovranno fare un passo indietro, lasciando spazio alle idee e all’ascolto, identificando insieme quelle personalità più competenti in grado di rappresentare tutte le sensibilità in gioco.

L’alleanza Pd-Effetto Parma alle prossime comunali di Parma alla fine si farà? Su quali basi?

Una prima risposta l’avremo già alle prossime elezioni provinciali, Ente in cui da anni lavoriamo fianco a fianco. Dobbiamo innanzitutto vedere come muterà il contesto politico dopo le prossime elezioni amministrative dove si deciderà la possibilità di rimanere a governare la Provincia con una coalizione insieme a Effetto Parma ed alle altre Amministrazioni di Centro Sinistra.

In caso di sconfitta dei Comuni al voto in autunno, sarà difficile governare in modo autonomo e si dovrà necessariamente mettere in campo una coalizione di larghe intese, con non poche difficoltà che inevitabilmente ricadranno anche sulla scelta del Presidente stesso.

Ma se il Pd riuscirà a ottenere i risultati sperati, allora si potrà continuare a lavorare con una governance chiara e netta.

Le basi sulle quali andare andiamo avanti insieme con fermezza sono quelle della buona amministrazione, facendosi carico dei problemi e proponendo soluzioni concrete. Lavoriamo sui temi, sull’ambiente con incentivi ed investimenti nella produzione industriale sostenibile, sul lavoro, più garanzie ai giovani ed alle giovani coppie. C’è da agire molto anche sulla scuola, sanità, parità, diritti e giustizia sociale… su questi punti il Pd deve dare un segnale deciso e netto e può trovare convergenza con Effetto Parma.

Primarie sì o primarie no per le comunali di Parma?

Tutte le soluzioni per trovare un candidato che identifichi le forze in capo al PD sono sul tavolo. Sono convinto però che non saranno necessarie: se riusciremo a intraprendere il percorso verso le amministrative con chiarezza e convergenza, mettendo al primo posto i temi e le proposte, emergerà sicuramente una figura capace di rappresentare tutte le istanze.

Non parlo di nomi, ma di quanto sia fondamentale per il Partito identificare adesso la cornice valoriale entro cui agire per costruire un progetto civico aperto e dinamico, supportato da tutti i partiti di centro sinistra.

Apriamoci alla possibilità di mettere in campo energie nuove e non escludiamo anche eventuali larghe coalizioni, a supporto del lavoro e del rafforzamento dell’identità del Partito Democratico, che ha bisogno di un consenso più ampio per tornare a essere fulcro e garante della rappresentanza di valori, visione prospettica e soprattutto, motore di rinnovata speranza per il futuro di tanti cittadini.

Andrea Marsiletti