INTERVISTA – Francesco De Vanna: “Il Pd è compatto. Il profilo di Michele Guerra ha aiutato la condivisione e un progetto nuovo. Tre i punti principali del programma della coalizione”

Carbognani
Lombatti
Francesco De Vanna

Francesco De Vanna, dirigente cittadino del Pd di Parma, candidato per il consiglio comunale nella lista del Pd, è stato uno dei più attivi nella stesura del programma del centrosinistra per le comunali di Parma. Lo abbiamo intervistato.

E’ pronto il programma del centrosinistra di Parma?

Sì, il programma è pronto. Michele Guerra, che ringrazio, mi ha dato l’opportunità di contribuire direttamente, a nome del Partito Democratico, alla elaborazione della sua proposta programmatica: un lavoro di confronto e di approfondimento durato alcune settimane durante le quali abbiamo passato al setaccio uno a uno tutti i problemi rilevanti della città con le relative soluzioni. È un programma denso di interventi misurabili e concreti, dal lavoro alla cura degli spazi pubblici, che complessivamente garantiranno a Parma un’elevata qualità della vita e una più solida coesione sociale. Michele Guerra sta per terminare gli ultimi approfondimenti su alcuni profili specifici, dunque tra qualche giorno l’intero programma sarà a disposizione degli elettori e delle elettrici. 

Qual è stato l’iter di elaborazione del programma? 

Per quanto riguarda me, e soprattutto il PD, l’iter risale ormai ad un anno e mezzo fa quando ha preso avvio “Ri-Generazioni. Immagina Parma domani”, il percorso di ascolto dei circoli e delle associazioni (di quartiere e non solo) grazie al quale abbiamo dialogato con i cittadini a partire dai problemi quotidiani della città. Al termine di questo percorso abbiamo messo a punto un “Decalogo” per tracciare la visione del futuro di Parma e mettere a fuoco alcuni primi interventi poi confluiti nel programma definitivo del nostro partito. Il primo punto del Decalogo era lo sviluppo economico ed occupazionale di Parma e del suo territorio; l’ultimo punto era dedicato ad un nuovo modello di partecipazione e di democrazia urbana, con una rinnovata idea di “decentramento”. Questo è un lavoro che è poi confluito nel documento della coalizione, fondato su quattro pilastri: sostenibilità, cura, cultura, lotta alle diseguaglianze e alle nuove fragilità. Siam partiti da questi quattro pilastri per la stesura del documento programmatico nella sua versione finale, individuando in ciascuno di essi obiettivi, strategie, strumenti nuovi o da rinnovare. Non credo che ci siano altri percorsi programmatici che possano vantare lo stesso livello di discussione, di approfondimento e di partecipazione.

Quali sono i punti cruciali del programma?

Nella costruzione del programma abbiamo provato ad innovare approcci e interventi, considerando ogni ambito importante e “cruciale”. In termini di visione emerge chiara l’idea di una stagione decisamente nuova per Parma, nella quale la nostra città possa tornare protagonista ai tavoli strategici regionali e oltre. Una stagione di rilancio e di sviluppo, che ricollochi stabilmente Parma nel novero di quelle città medie “a misura di persona” che manifestano una forte vocazione internazionale. In questo senso il programma persegue l’ambizione di una città ancora più Europa, attrattiva e in grado di cooperare con gli altri territori e di costruire alleanze per conquistare nuovi traguardi e primati. Provo ad enucleare tre assi di azione che qualificano in modo determinante il programma della coalizione.

Un primo punto è, a mio avviso, il welfare, con la necessità di rilanciare il sistema socio-sanitario e di ridefinirne l’assetto organizzativo, sia attraverso un potenziamento dell’Ospedale Maggiore sia mediante la rimodulazione della sanità territoriale, integrando tutti i servizi in un disegno organico e funzionale fondato sulla prossimità e sulla personalizzazione delle prestazioni. La pandemia e in generale la stratificazione di fenomeni strutturali hanno accentuato e reso più evidente la vulnerabilità di una parte non piccola della popolazione, che si sente più sola e chiede di non essere abbandonata. È un tema che, come  abbiamo già constatato, riguarda molto gli anziani ma purtroppo non esclude affatto i giovani, più fragili e più disorientati. Dovremo convertire le Case della Salute in Case di Comunità, e per fare questo dobbiamo costruire un welfare nuovo, collaborativo, che metta al centro la persona e rifugga un bolso approccio burocratico. Il sindaco deve tornare ad esercitare in modo puntuale la sua funzione di coordinamento e in qualche modo anche di “garante” delle politiche sanitarie: il sistema ha bisogno di più risorse e di più personale.

Secondo il tema del lavoro. Anche se non è considerato un ambito di competenza comunale, l’amministrazione può agire in realtà su più versanti per migliorare la qualità del lavoro, ad esempio utilizzando la programmazione urbanistica per una integrazione più organica tra il tessuto cittadino e gli insediamenti industriali che, molto spesso, non dispongono di servizi essenziali. Inoltre la coalizione si impegna a rafforzare gli strumenti per la ricerca del lavoro, ad esempio mediante “sportelli” nei punti nevralgici dei quartieri, e ad istituire un Tavolo permanente per la legalità, affinché tutti gli operatori economici possano concorrere e giocare ad armi pari. C’è un punto specifico sulla tutela dei lavoratori digitali (inclusi ovviamente i rider) anche attraverso una apposita “Carta dei diritti”, e un altro punto per l’istituzione di un Registro delle aree dismesse affinché siano adibite almeno in parte a spazi di coworking e a percorsi per la formazione e l’inserimento professionale.

Terzo il tema della cura dei quartieri, del nostro patrimonio, dei parchi, dello spazio pubblico in generale: il programma traccia la rotta per un grande progetto di manutenzione e di riqualificazione che farà di Parma una città bella, ancora più viva e vivibile, più sicura. 

Il Pd sembra aver raggiunto una reale compattezza interna. E’ eccessivo scomodare la parola “miracolo”? Tutto merito di Guerra?

Non parlerei di miracolo, ma della forza della politica e del confronto. L’approccio politico e il profilo personale di Guerra hanno aiutato a far maturare le ragioni della condivisione. Il Partito Democratico di Parma si è saputo compattare attorno a un obiettivo comune: ogni attore in campo ha ceduto su qualcosa, com’è giusto che sia; ma siamo stati in grado di salvaguardare una soluzione nuova e innovativa, di ampio respiro, nella quale ci sarà molto spazio per le forze civiche della città, per le energie migliori della politica e della cittadinanza attiva. Sono contento di essermi speso anch’io in questi mesi per questa soluzione. 

Come giudichi queste prime settimane di campagna elettorale del candidato Michele Guerra?

In modo sicuramente positivo. Michele Guerra ha avviato un percorso di ascolto e di confronto con le cittadine e i cittadini in tutti i quartieri della città, con le associazioni, con le categorie, con i sindacati e anche con il mondo delle imprese. La città chiede ascolto e attenzione, per le piccole e per le grandi cose. È inutile pensare di avere la ricetta per tutti i problemi a portata di mano o, peggio ancora, una bacchetta magica: le soluzioni sono l’esito di un confronto di idee. La città custodisce un patrimonio diffuso di intelligenze e di competenze, il nostro candidato ne è consapevole e per questo motivo se ne è messo alla ricerca, per farlo emergere. Nei prossimi giorni, con il programma alla mano, si aprirà una fase nuova e più dinamica della campagna elettorale.

Sarai candidato nella lista del Pd?

Sì, sono candidato nella lista del PD. Sono stato per molti anni componente degli organismi locali e provinciali, dunque sarei felice di poter completare questo mio impegno con una esperienza amministrativa. Voglio dare il mio contributo per una fase nuova della politica cittadina, con un solido ancoraggio ai valori che mi hanno coerentemente animato fin qui. La politica a mio avviso è costituita inscindibilmente di ‘elaborazione’ e di ‘azione’ e dopo tanti anni di opposizione il centrosinistra di Parma esprime un potenziale trasformativo importante, che può far bene alla città. Mi impegno per una Parma del futuro più europea, più solidale, più ricca di opportunità per tutte e per tutti. Per una sanità più robusta, per una occupazione di qualità, per l’innovazione sostenibile, per una nuova alleanza educativa tra la scuola e il territorio, per una transizione ecologica e digitale equa ed inclusiva, per una città ancora più universitaria. Il contributo diretto ai percorsi programmatici, del PD e della coalizione, mi ha consentito di conoscere ancora meglio criticità e punti di forza della nostra città, che desidera innovazione, impegno, dedizione, anche “fantasia”. Come PD abbiamo visione, idee e competenze: se i cittadini lo vorranno metterò a disposizione il mio contributo, il mio impegno e le mie idee. 

Andrea Marsiletti