INTERVISTA – Michela Canova: “Se il candidato di Effetto Parma-PD è così forte venga a fare le primarie. In città c’è scontento”

Primarie sì, primarie no, c’è chi decisamente le vuole e chi assolutamente no. E poi c’è il tema del rapporto Pd-Effetto Parma di cui si parla da tempo, nel primo periodo forse è stato poco più di un chiacchiericcio e oggi invece l’incontro è alla luce del sole. È di pochi giorni fa il “reciproco riconoscimento”, così lo ha definito l’assessore Michele Alinovi, mentre il segretario provinciale del Pd Filippo Fritelli ha precisato, all’insegna della trasparenza, che “non esistono tavoli oscuri o accordi sottobanco”. Sarà, ma non devono avere avuto la stessa opinione il gruppo dei consiglieri comunali di Parma – oggi di minoranza – guidati da Lorenzo Lavagetto che chiedono discontinuità. E non è nemmeno l’impressione che ha avuto Michela Canova, esponente del PD, già sindaco di Colorno, come ci ha chiarito in questa intervista.

 

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Ti sei candidata per le primarie, ammesso che ci siano…

Se il centro sinistra vuole andare via unito, come dovrebbe essere, deve fare prima un percorso che in qualche modo metta in campo tutte le sensibilità della sinistra, che è variegata, non ci sono solo i partiti, ma ci sono movimenti e associazioni da coinvolgere. È un percorso che va fatto in un certo modo. Le recenti amministrative hanno dimostrato che il discorso delle primarie disegna un cammino partecipativo che avvicina la gente all’appuntamento elettorale.

L’assenteismo alle ultime elezioni amministrative è stato notevole.
Questo è un elemento indiscutibile. Però guardiamo Bologna che è stato un bell’esempio: lì c’era un problema da gestire cioè il dopo Merola e le primarie hanno risolto. Al contrario guardiamo cosa è successo a Felino, dove le primarie erano state chieste più volte dai socialisti e non sono state fatte. Io credo che ci debba sempre essere una gestione politica oculata dei processi decisionali.

E cosa mi dici della liaison con Effetto Parma?

È esattamente il contrario di ciò di cui ho appena detto, esiste, è evidente, e si è realizzata all’interno delle chiuse stanze e ora si sono accorti che forse hanno sbagliato qualcosa e vogliono provare a fare un discorso diverso.

Effetto Parma ha governato per dieci anni, ha fatto cose importanti, ma anche qualcosa che alla città non piace, perché altrimenti non si registrerebbe questo scontento. Dato che bisogna capire cosa salvare e cosa portare avanti, la sfida delle primarie mi sembra la soluzione più adeguata.

Io mi sono candidata per questo, poi c’è Lorenzo Lavagetto che le chiede da molto tempo. Quindi mi domando: perché il soggetto individuato da Effetto Parma o dal Pd, se ha così tante possibilità di vincere, non dovrebbe partecipare alle primarie? Sarebbe ancora più legittimato da un percorso di questo tipo. È evidente che se arriva il Draghi di turno facciamo un passo indietro tutti e lo ringraziamo, ma non mi sembra che i nomi che stanno uscendo siano a quel livello.

Pensi di riuscire a battere Lavagetto in caso di primarie?

Mi impegnerò sicuramente al massimo. Il mio è un taglio diverso da quello di Lorenzo che apprezzo. Su certe questioni lui ha una visione molto più netta. Io avendo amministrato ho imparato che è molto importante avere un ideale a condurci, tuttavia i traguardi da raggiungere talvolta, nella loro realizzazione pratica, hanno bisogno anche di un sano pragmatismo.

Quale è la tua cifra amministrativa?

Cura e competenza. Forse, in quanto donna, ho sempre avuto bisogno di prendermi cura: fossero dei ragazzini con problemi, dei servizi da dare della cittadinanza o bisogni del territorio di tipo ambientale. E poi ho acquisito competenze dovute al percorso amministrativo che ho fatto come sindaco e anche consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica e all’ambiente.

Ho affrontato le problematiche di tutte le scuole superiori di Parma e provincia, un tema importante da affrontare anche in futuro quando si disegnerà il nuovo piano urbanistico che dovrà dare dei contenitori alternativi che consentano di ristrutturare gli edifici che stiamo utilizzando.

Penso quindi che cura e competenza siano le mie caratteristiche e credo abbiano un peso, perché quando ti insedi e conosci la macchina amministrativa sai come farla procedere e non interromperla.

Hai fatto due mandati da sindaco come giudichi l’amministrazione a Parma?

È arrivata alla fine di un percorso, come tutte le parabole c’è un monto in cui la curva sale e un momento in cui scende. Ha bisogna di linfa vitale. Io non sto demonizzando Effetto Parma anche perché da amministratore ho avuto modo di confrontarmi e ho riscontrato capacità importanti di rispondere ai bisogni della cittadinanza, però per vincere delle elezioni devi avere uno slancio diverso e una capacità di coinvolgere le persone e renderle partecipi di un percorso.

L’assenteismo alle ultime elezioni di Parma nel 2017 e anche alle più recenti regionali è stato enorme. Quindi non bisogna guardare solo al voto in più per vincere. Quando si va a governare l’elemento di chi non ti ha votato o non è andato alle urne è fortissimo e non si può trascurare.

La nostra comunità sta perdendo uno dei suoi elementi essenziali: determinare con un voto democratico chi governerà. E questo anche perché chi governa non ha fatto un percorso che permetta ai cittadini di essere pienamente consapevole di quel diritto.

 

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Quindi secondo te la responsabilità dell’assenteismo è di chi amministra più che del distacco che c’è verso la politica?

Sì, prima di tutto. Certo la politica condiziona molto l’opinione delle persone, certi percorsi romani non aiutano chi amministra localmente. Però anche nelle amministrazioni locali, a volte, si perde lo smalto e occorre riconquistarlo, perché ci sono sfide importantissime che questa città si trova a vivere. La nostra è una comunità profondamente mutata, ma è quella che abbiamo, non si può far finta di averne un’altra. Bisogna dare i mezzi a tutti per essere cittadini consapevoli dei propri diritti e anche dei propri doveri.

E come giudichi l’amministrazione comunale di Colorno?

Non posso dire niente, perché non vivo più là. Vedo che certi progetti sono continuati e sono contenta. Apprezzo il lavoro del gruppo di minoranza e di Lorenzo Pasini, ma non posso aggiungere altro, non sarei onesta intellettualmente.

Alla fine cosa ti aspetti, le primarie ci saranno?

Credo che faranno di tutto per evitarle e lo trovo francamente autolesionista, dopo di che chi le ha chieste farà una valutazione. Mi sembra sia un po’ poco portare al voto Parma sulla scorta delle elucubrazioni di un gruppo di persone. Io starei attenta, un avviso forte ci è arrivato dalle ultime amministrative e non si sa mai chi premia l’astensionismo.

Tatiana Cogo