INTERVISTA – Michele Guerra: “La mia lista sarà un laboratorio di pensiero giovane. Vigili di quartiere e mediatori culturali per la sicurezza della città”

Carbognani
Lombatti
Michele Guerra

Come stai interpretando il ruolo di candidato e di sintesi della coalizione di centrosinistra?

Lo sto interpretando nel confronto costante con tutte le anime della coalizione. Il percorso che ci ha portato qui è un valore che si vede nei punti che stanno emergendo nel programma e nella chiarezza dei rapporti tra le diverse forze. Oggi possiamo dire il nostro progetto di città è condiviso e reale.

Credo di avere delle caratteristiche che portano a una facilità di dialogo e comunicazione diretti con tutte le realtà. E’ un interscambio che arricchisce anche me.

Devo fare sintesi di una squadra che è molto radicata nel contesto cittadino, che ha tante competenze diverse e conoscenze amministrative profonde e riesce ad arrivare in ogni punto della città in modo pervasivo.

C’è competenza su cosa sia Parma oggi.

Come sono state queste prime settimane di campagna elettorale?

Intensissime, nell’incontro con i corpi intermedi e i quartieri, nella conoscenza di realtà che in certa misura conoscevo, in altra non conoscevo. Sto toccando con mano i bisogni reali della città in questa fase storica così complicata per il lungo periodo di pandemia, conseguenze dalla guerra e terrore dei rincari. Ciò porta le persone che ho incontrato a guardare all’Amministrazione con nuova fiducia e a chiedere momenti di confronto e di coordinamento costanti. Le parole “co-programmazione” e “co-progettazione”, che mi sono sempre ripetute, stanno conformando una parte del nostro programma perchè ci rendiamo conto che in un momento storico come questo la responsabilità della condivisione è in capo al Comune.

Noto un riscontro positivo rispetto alle idee che portiamo.

Ci vengono riconosciuti affidabilità e competenza.

In queste settimane ti stai presentando ai circoli del Pd. Che accoglienza ricevi?

Gli incontri nei circoli sono importanti, partecipano molte persone e si ragiona sulla città toccando i diversi ambiti dell’azione amministrativa. Per me sono l’occasione per conoscere gli iscritti del Partito Democratico perchè, non appartenendo a quel partito, molte di loro non li conoscevo e loro non conoscevano me. Avverto una grande vicinanza da parte dei circoli, e ciò mi fa molto piacere, perchè non occorre soltanto essere convinti di un progetto politico e di un voto ma bisogna anche sostenere. E per sostenere le persone devono sentirsi partecipi e dialogare con il candidato che porterà le loro istanze in campagna elettorale e, se vinceremo, nel mandato amministrativo. Servono entusiasmo e calore umano, soltanto se li hai riesci a condurre una campagna convincente.

Quale sarà il valore aggiunto della lista civica “Michele Guerra sindaco” che non è stata ancora annunciata ma è imminente?

Auspico che il suo valore sia quello di aggiungere consenso alla coalizione. Sarà una lista che viene dalla società civile, che guarda con molta forza ai giovani e alla loro funzione in città. Abbiamo la speranza di costruire un laboratorio di pensiero giovane facendo incontrare persone che provengono da ambiti diversi (sport, welfare, sanità, volontariato, cultura), ciascuna con le proprie esperienze e convinzioni, che, nella maggioranza di casi, non hanno mai avuto un contatto diretto con la politica. Avremo in lista una maggioranza di giovani, ma anche persone esperte con dei percorsi politici alle spalle, che credono nella possibilità di incidere dentro questa coalizione. La lista del sindaco farà la sua strada, mantenendo però forte il dialogo con le altre con spirito unitario e di squadra.

A che punto è la stesura del programma?

Il programma è in fase avanzata di scrittura. Siamo partiti dai pilastri fondativi che abbiamo presentato mesi fa e hanno definito i valori e il perimetro dell’alleanza. Adesso stiamo elaborando i punti specifici, che vorremmo riuscire a limitare a 30-40, con un metodo che rivendico sempre, quello della misurabilità e dei tempi. Dobbiamo fare delle proposte che siano misurabili, con numeri che sappiano quantificate l’intervento tenendo conto delle risorse a disposizione del Comune. Siamo consapevoli che sono le scelte politiche a orientare le risorse e che ci vuole il coraggio di assumerle. Le competenze che abbiamo ci consentono di essere molto concreti nelle proposte, pur ponendoci obiettivi che devono per forza essere ambiziosi.

Vogliamo comunicare cosa faremo nel primo anno, nei primi tre, nel mandato complessivo e addirittura quali semi proveremo a piantare perchè qualcosa accada anche oltre il nostro quinquennio.

Parliamo di temi.

Il welfare e la sanità saranno centrali. Una città che voglia riannodare le proprie reti sociali necessita di un assessorato forte che si occupi di questi due temi. Il Comune è chiamato a svolgere un ruolo molto importante di coordinamento delle politiche sanitarie.

Sui giovani presenteremo progetti importanti.

Non ci sfugge la questione ambientale che è stata impostata positivamente dall’Amministrazione uscente e sulla quale dovremo continuare a migliore.

C’è il tema delle attività economiche intese anche come presidio del territorio.

E poi c’è la sicurezza, importantissima e molto sentita dai cittadini.

Quali proposte sulla sicurezza?

Bisogna mantenere il rapporto solido tra il Comune e forze dell’ordine, perchè è in quei tavoli che si coordina il Piano per la sicurezza della città.

Mi sono speso a favore dei vigili di quartiere che sperimenteremo in tre quartiere (San Leonardo, Oltretorrente e Pablo). Sono convinto che nell’ambito della sicurezza vada inserita la figura del mediatore culturale, perchè esiste un problema di barriere culturali e linguistiche. In città c’è una percezione di insicurezza diffusa, serve molta fermezza.

Prendiamo molto sul serio il tema della sicurezza.

Per i giovani cosa proponi?

Lanceremo un Forum sul benessere giovanile, che guardi al presente e al lungo periodo, che veda insieme i settori dell’Amministrazione comunale che si occupano di giovani e trovi le strade per consentire loro di essere realmente protagonisti e di agire dentro la città. Quando lo abbiamo fatto in diverse occasioni ha sempre funzionato. Tutte le volte che chiami i giovani, loro rispondono. L’obiettivo è quello di rendere sistemiche queste forme di coinvolgimento. Bisogna affrontare il disagio giovanile, che riguarda per fortuna una percentuale non grande, ma che c’è, ed è un bacino da erodere.

La grafica della tua campagna si sta concentrando molto sui quartieri.

La grafica vede rappresentati i 13 quartieri della città nella loro conformazione reale muoversi attorno al nostro claim. Per ogni quartiere presenteremo progetti specifici, ma la vita dei quartieri non deve essere pensata separata. La città è una, qualsiasi cosa accade in un suo punto si riverbera e ha effetti sugli altri. Il problema di una zona deve essere considerato un problema di tutta la città.

Adotteremo delle misure di coordinamento anche delle attività culturali nei quartieri che permetteranno di costruire un flusso di persone che conoscono davvero la città, come capita ai candidati sindaco quando sono in campagna elettorale, così sarebbe bello capitasse a tutti i cittadini.

Andrea Marsiletti