La comunicazione mistica e minacciosa di Dario Costi, la Giovanna d’Arco delle comunali di Parma (di Andrea Marsiletti)

Carbognani
Lombatti

Giovanna D’Arco è la guerriera santa del 1400 che durante la “Guerra dei Cento anni” si sentì chiamata da Dio (le famosi voci interiori di cui parlò lei stessa più volte) a soccorrere il re di Francia e a cacciare gli inglesi dal suolo francese.

La sua prima e più memorabile impresa fu la liberazione della città di Orleans.

Conosciuta in tutta Europa come “la Pulzella” (“la Vergine”), la 17enne Giovanna impose uno stile di vita monastico all’esercito francese: cacciò le prostitute che seguivano i soldati, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i militari bestemmiassero e li costrinse a confessarsi e a pregare intorno allo stendardo due volte al giorno al richiamo del suo confessore.

La sua lettera di sfida al Re d’Inghilterra è, a mio giudizio, una tra le più belle mai scritte nella storia dell’Umanità, per quel suo mix di violenza e fede, di minaccia e misticismo.

“Jhesus Maria +
Re D’Inghilterra, e voi, duca di Bedford, ubbidite al Re del Cielo, restituite alla Pulzella, che è stata mandata da Dio, re del Cielo, le chiavi di tutte le buone città che avete preso e profanato in Francia.
[…] E voi tutti, arcieri, soldati e gentiluomini stranieri, tornatevene nel vostro paese, in nome di Dio; e se non fate così, aspettate notizie dalla Pulzella, che tra breve vi verrà a trovare, con vostro grave danno. […] O Re d’Inghilterra, se non fate così, io sono comandante di guerra e in qualsiasi luogo della Francia mi imbatterò nella vostra gente, la farò andar via, volente o nolente. E se non vorranno ubbidire, li farò uccidere tutti quanti; sono qui stata inviata da Dio per buttarvi fuori ad uno a uno da tutta la Francia. […]
Scritto il martedì della Settimana Santa.
La Pulzella

La comunicazione social di Dario Costi sembra ripercorrere lo stile della Pulzella, con dei post che assurgono al rango di lettere di minaccia rivolte direttamente all’avversario, sprezzanti, con Dario che, alla testa del suo “esercito civico”, si sente investito della missione di liberare la città dal ritorno di Vignali e dal pizzarottismo.

Scrive Costi: “Sondaggio elezioni GPF pubblicato ieri 19 maggio 2022 dalla stampa.
Hey Pietro Vignali, ti stiamo venendo a prendere. Il bisogno di rivincita di un singolo uomo non può contare più dei bisogni delle cittadine e dei cittadini. Il fallimento della tua giunta ha causato due commissariamenti e dieci anni di questa amministrazione mediocre. Infatti, l’Effetto Parma fu proprio figlio del tuo disastro deflagrante del 2011. Ma, per fortuna, la città sta cominciando a capire che siamo gli unici a poter vincere al ballottaggio contro queste surreali accozzaglie di alleanze: dopo dieci anni di opposizione, il PD locale si accontenta di una candidatura espressa da Pizzarotti e dall’alleato Bonaccini. La città #ora comincia a sentire che può davvero interrompere la continuità di questa amministrazione e opporsi a un inquietante passato che ritorna, illusione nostalgica di una realtà che non esiste più. Stiamo arrivando. Tutti insieme. Come una valanga.”



Stesso tono retorico, solenne, autoesaltante e minaccioso rivolto alla Commissione elettorale che aveva osato escludere la sua lista “Generazione Parma” (ieri riammessa dal Tar). Scrive: “Eravamo forti. I sondaggi dicono che stiamo facendo una rimonta pazzesca. Insieme. Come fiocchi di neve che diventano palle e poi valanga. Hanno provato a dirci No. A toglierci un pezzo di noi. I nostri giovani. Quelli che ci fanno ridere quando siamo sotto stress. Ma anche quelli che vanno a raccogliere la plastica, a fare solidarietà per strada, a dimostrare che una visione del futuro è possibile. Ce li hanno tolti. E abbiamo sofferto in silenzio. Ma oggi la giustizia, con l’impeccabile assistenza dell’Avv. Sara Mingolla, ce li restituisce. Siamo di nuovo tutti insieme. Un blocco unico. Uniti, come formiche bianche. Forti. Come una valanga.”

Che meraviglia!

Grandioso!

Sappiamo che fine fece Giovanna D’Arco: catturata, venne prima imprigionata e poi bruciata sul rogo come eretica, anche a causa suo abbigliamento maschile e militaresco che non volle rinnegare neppure davanti al Tribunale dell’Inquisizione.

Riabilitata post mortem, fu proclamata Santa e oggi è la Patrona della Francia.

Non ci rimane che attendere se dopo le elezioni in piazza Ghiaia torneranno a essere arsi gli eretici, i più ribelli, i più pericolosi con quella perversa ossessione per le scarpe da ginnastica.

Andrea Marsiletti