La regolazione dell’economia circolare: pubblicato il nuovo volume di Monica Cocconi

È stato pubblicato in queste settimane il volume scritto da Monica Cocconi, docente di diritto amministrativo al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, su La regolazione dell’economia circolare. Sostenibilità e nuovi paradigmi di sviluppo, per i tipi della Franco Angeli, nella Collana degli Studi di diritto pubblico. La pubblicazione è stata possibile grazie al contributo del Dipartimento di Ingegneria e Architettura ed è preceduta da una prefazione di Antonio D’Aloia, docente di diritto costituzionale al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali.

È la terza monografia che l’autrice dedica ai temi correlati alla sostenibilità, sia pure su versanti del tutto differenti. Nel 2017 sul fronte della sicurezza alimentare nel volume collettaneo, Sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa e nuove aspettative dei consumatori: nuovi paradigmi di qualità?, Atti del convegno del 12 ottobre 2018 sullo stesso tema e nel 2014, sul fronte dell’energia, Poteri pubblici e mercato dell’energia. Fonti rinnovabili e sostenibilità ambientale.

La tematica scelta dall’autrice investe una delle principali aree di ricerca del Piano strategico del Dipartimento di afferenza, ossia quella connessa alla circular economy, ai suoi processi di funzionamento e di gestione.

Inoltre incrocia uno dei princìpi fondamentali e dei valori dello Statuto dell’Università di Parma, ossia quello della sostenibilità rispetto alla cui attuazione esiste uno specifico gruppo di lavoro coordinato dal Pro Rettore vicario. Lo scorso anno il Rettore ha firmato il Manifesto degli Atenei italiani per la sostenibilità.

La stessa direzione è stata intrapresa all’Unione Europea dalla nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen, grazie al programma del Green Deal per i prossimi anni.

Il passaggio verso un modello più efficiente nell’utilizzo delle risorse, a basse emissioni nocive, e quindi resiliente rispetto al climate change, costituisce la principale sfida, a livello internazionale, per conseguire una crescita economica sostenibile. Non si tratta, in realtà, di una riforma del modello attuale, ma di un vero e proprio cambio di paradigma, che impone mutamenti rilevanti nell’utilizzo delle risorse naturali, nella gestione dei rifiuti e nel ciclo di vita dei beni.

Il nuovo paradigma viene qualificato, a livello nazionale ed europeo, come economia circolare, ovvero “un’economia concettualmente rigenerativa che riproduce la natura nel migliorare ed ottimizzare in modo attivo i sistemi mediante i quali opera” (Fondazione Ellen MacArthur).

Attraverso l’accrescimento della sostenibilità dello sviluppo europeo, infine, si concretizza la visione di un modello più coerente con la tradizione democratica europea, caratterizzata dalla garanzia dei diritti universali e dalla ricerca di equità sociale. Il saggio individua il ruolo del diritto amministrativo dell’ambiente e dei suoi mutamenti nell’assicurare il rafforzamento di questo modello.

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