L’appello delle realtà ecclesiali ai candidati sindaco

Lombatti

Siamo alcune realtà ecclesiali che operano nel sociale e che quotidianamente si occupano di persone fragili, mettendo a disposizione – in gran parte gratuitamente – tempo, energie e professionalità. Lo facciamo, ascoltando e incontrando i tanti volti che abitano la nostra città. Lo facciamo, spinti dal mandato evangelico, ma convinti anche che solo così potremo collaborare a costruire una città che non lasci nessuno indietro e che garantisca a tutti i diritti fondamentali, come la stessa Costituzione italiana chiede.

Ci riconosciamo nel vivere il “potere” come servizio che, pertanto, chiede di essere innervato col senso di paternità e maternità.

Crediamo che al centro di tutto ci debba essere la persona, intesa nella sua globalità: la persona di chi chiede aiuto e di chi aiuta, nel riconoscimento reciproco di diritti e di doveri. “I volti diversi, che hanno fatto Parma e che ancora la arricchiscono, manifestano la ragione profonda che fa nascere e crescere la città: la persona umana” (cfr. “Ascoltiamo i volti” –Messaggio del Vescovo alla città 13 gennaio 2017).

Siamo consapevoli dei tanti problemi che feriscono la nostra città, ma anche di tante risorse e buone prassi, che chiediamo vengano riconosciute e valorizzate e non semplicemente usate al bisogno.
Crediamo nel valore della sussidiarietà che, senza facili deleghe, sappia riconoscere e promuovere l’impegno delle associazioni e del volontariato.

Desideriamo essere interlocutori veri e leali, nei tavoli dove si legge e si analizza il territorio, si individuano le priorità e si elaborano i progetti. Non cerchiamo interessi personali, o di categoria, non siamo alla ricerca di accreditamenti, ma ci preme creare alleanze che, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità e superando steccati e ideologie, facciano crescere il bene comune.

Crediamo che solo una programmazione condivisa possa essere efficace, possa incidere sulle cause e sfociare in strategie di prevenzione, superando il rischio di soluzioni che tamponano semplicemente l’emergenza.

Desideriamo offrire il patrimonio di conoscenze del territorio, frutto delle esperienze maturate in questi anni. Convinti che “la nostra città oggi può rinnovarsi e crescere nell’ascolto delle persone che la abitano” (ibidem), condividiamo alcune riflessioni e richieste, che poniamo all’attenzione dei candidati a sindaco del Comune di Parma, per chiedere l’adesione convinta e la sottoscrizione di un impegno.

Ascolto dei volti

Volti dei bambini non nati

E’ il volto di chi non arriva ad avere la vita. E’ una piaga molto diffusa, anche in persone che hanno subito forme di violenza o di sfruttamento. Ci troviamo di fronte ad una tipologia di interruzione di gravidanza modificata: è molto in voga la pillola acquistata su internet, che può provocare problemi gravi anche alla persona che la assume. La maternità, soprattutto nelle fasce più deboli viene vissuta con poca consapevolezza e superficialità. L’interruzione di gravidanza è spesso sollecitata e istigata da altri.
“Non possiamo dimenticare questi piccoli, insieme alle loro mamme, a volte meno colpevoli di chi – individuo o struttura – induce a questo atto o non pone in essere tutte le concrete possibilità perché quel bambino concepito venga al mondo”. (Dal Messaggio del Vescovo alla città 2011)
Chiediamo che vengano applicati in modo concreto gli articoli 1 e 2 della legge 194 che tutelano la gravidanza e la vita.
Chiediamo di favorire e di accompagnare le donne e le coppie che scelgono di dire di sì alla vita.

I volti delle famiglie

Non ci rassegniamo a constatare che “la progressione inesorabile dell’incidenza della povertà relativa cresce al crescere del numero dei componenti della famiglia” (cfr. rapporto Caritas diocesana 2016 “Il bisogno, il lavoro, la famiglia” ).
Non ci rassegniamo ad incontrare famiglie che soffrono perché hanno subito lo sfratto esecutivo per morosità incolpevole o devono fare i conti con il taglio delle utenze.
Non ci rassegniamo a vedere la famiglia considerata come un’appendice e non come parte centrale del nostro organismo sociale.

Occorre dare priorità alle famiglie con figli, anche nella scelta dei servizi e della loro accessibilità.
Chiediamo una politica che metta la famiglia al centro, ripensando ad esempio la politica della casa.
Chiediamo un cambiamento di prospettiva, per evitare il dramma delle famiglie sfrattate.
Vediamo l’urgenza della composizione e la convocazione di una Commissione, coordinata da Comune e Prefettura, che possa lavorare nella logica della prevenzione; come pure la necessità di una comunicazione preventiva degli sfratti di famiglie disagiate a Caritas.
Riteniamo sia necessario incrementare i fondi pubblici (magari integrandoli con privati) per le morosità incolpevoli e operare una sistemazione degli appartamenti del Comune, in collaborazione tra istituti di credito e artigiani (con eventuale mediazione di Caritas).
La Chiesa di Parma in questi anni ha fatto scelte importanti, nella ristrutturazione di locali e nella messa a disposizione di spazi per l’accoglienza, cosi come anche a livello di singole parrocchie sta facendo tanto per sostenere famiglie in difficoltà a pagare l’affitto per prevenire gli sfratti.
Costante è l’impegno di individuare nuovi spazi da mettere a disposizione per scopi sociali, impegno che esige il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, economici e sociali di Parma, per la partecipazione ai costi e alla gestione.

I volti dei giovani
Sono i volti di chi non arriva a concludere il ciclo scolastico prima del compimento dei 16 anni: più di 240 minori (mentre 6 anni fa erano 30).
Sono i volti di giovanissimi, che troviamo in centro a Parma e che rendono, con il loro comportamento aggressivo, insicure le nostre vie. Sono i volti dei giovani che non riescono a trovare un lavoro.
Chiediamo scelte coerenti di una comunità – la nostra città – che in tutte le sue componenti è e vuole essere educante, verificando se tutte le proposte che offre ai giovani sono tali.
Chiediamo che si investa sul lavoro e sugli strumenti per crearlo.
Chiediamo di porre le condizioni perché i giovani possano formare una famiglia.
Chiediamo di valorizzare la disponibilità e la risorsa del volontariato per i giovani, incrementando il servizio civile volontario e altre possibilità di attività socialmente utili.

I volti delle persone invisibili
Sono i volti che non vogliamo vedere e riconoscere.
Sono i volti delle persone che vivono situazioni di povertà, causa e insieme conseguenza di un disagio sociale.
Sono i volti che stentano a trovare posto nelle strutture istituzionali.

Chiediamo di ripensare i servizi esistenti anche a partire da queste persone, predisponendo, almeno per il tempo invernale, una soluzione più “leggera” in cui possano trovare posto.

I volti delle persone anziane
Sono la fascia più ampia della popolazione.
Al crescere dell’età, aumenta anche il male della solitudine, il rischio di essere vittime di raggiri o di maltrattamenti, a volte anche nelle strutture che dovrebbero tutelarli.

Chiediamo di sostenere la domiciliarità e di favorire la formazione di chi si prende cura (nelle case e nelle strutture) delle persone anziane.

I volti delle persone disabili
Ai quali spesso è negato non solo l’accesso “fisico” ai luoghi della città, ma anche ad alcune dimensioni essenziali della vita (adeguato sostegno scolastico, formazione, borse lavoro…).

Chiediamo di sostenere le famiglie, soprattutto col crescere dell’età dei figli per preparare oggi il “dopo di noi”.

I volti dei migranti
Uomini e donne, bambini, costretti a fuggire dalla guerra e da situazioni di miseria, di cui a volte anche noi possiamo essere complici. Siamo consapevoli che la loro presenza denuncia “condizioni di indigenza, a volte di povertà, espressione di una paradossale forbice tra noi, paesi ricchi, e paesi che restano poveri”. (cfr. Messaggio del Vescovo alla città 2009) Crediamo che questo movimento di popoli non debba essere “campo di croniche polemiche, di veti trasversali, di prudenze sospette, ma sfida di un incontro vero ed efficace”. (cfr. Messaggio del Vescovo alla città 2010)
Chiediamo di sostenere e di incentivare percorsi di integrazione, che prevedano anche corsi di avviamento al lavoro.

Volti che interpellano la nostra coscienza di cittadini, ma anche il mandato di chi sceglie di servire la nostra città come sindaco. E chiedono il convergere di tutti, superando la logica degli schieramenti.

Di fronte a questi volti, ai bisogni e alle urgenze che esprimono, quale risposta, quali proposte concrete vi impegnate a realizzare?

Saremo sempre disponibili a collaborare, ma anche a vigilare sul vostro operato e a contestarvi quando non sarete fedeli a questi volti.

Nel ringraziarvi per averci letto e ascoltato, vi invitiamo anche a venirci a trovare per conoscerci più da vicino.

Caritas diocesana Parmense, Casa della Giovane, Centro aiuto alla Vita, Comunità Betania, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, Di Mano in Mano, Mensa Padre Lino