Le mie quote per il ballottaggio: Bernazzoli 1:1,3 – Lavagetto 1:2,5

15/06/2009

Credo che sia crescente la convinzione che l’esito del ballottaggio delle provinciali Bernazzoli-Lavagetto del 21-22 giugno non sia poi così scontato come indurrebbe a pensare il 49% di Bernazzoli al primo turno e il distacco del 9% tra i due.
I ballottaggi sono un’altra partita, la storia è piena di ribaltamenti clamorosi.
E io dico che la partita è ancora aperta riconoscendo chiaramente un favorito (Bernazzoli) ma attribuendo all’outsider possibilità di vittoria reali e non quelle teoriche che si concedono di default a chiunque partecipa ad una competizione elettorale.
E sostengo ciò perché lo penso, e non certo per creare un po’ di suspance che nei prossimi giorni faccia crescere gli accessi al mio giornale perchè se fosse stato per l’interesse della gente per queste noiosissime provinciali la testata avrebbe già chiuso.
Al ballottaggio, si sa, l’affluenza storicamente cala in modo significativo, non vince chi ha più voti potenziali o incassati al primo turno, meno che meno chi prova a convincere in extremis chi non lo ha votato o chi si è astenuto, ma chi riporta i suoi elettori a votare per la seconda volta. Questo è sempre vero, a maggiore ragione nel clima di astensionismo che ha contraddistinto a livello nazionale e locale il voto del 6-7 giugno che fa temere per il 21-22 giugno (periodo ormai più di ferie che di weekend al mare) un crollo da brivido della partecipazione al voto. Un astensionismo che appare ancora più minaccioso e determinante perché accresciuto dagli appelli al boicotto del referendum da parte di quasi tutti i partiti… perché non so quanti italiani abbiano la voglia di codificare la distinzione proposta da alcuni leader nazionali di andare a votare per i ballottaggi ma di non ritirare la scheda del referendum… Quanto inciderà il referendum sull’esito del ballottaggio e quale schieramento colpirà in modo prevalente? A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche direi più la Lega Nord e il PDL.
E così l’incognita dell’affluenza lascia aperte ogni possibilità, da un’affermazione grandiosa di Bernazzoli perché lo zoccolo duro e la disciplina di sinistra esistono ancora mentre le veline berlusconiane sono ossessionate dalla tintarella, ad un ribaltamento clamoroso perché prevale l’onda lunga nazionale di centrodestra e la voluttà di spazzare via definitivamente la sinistra dal nostro territorio.
C’è poi un’altra variabile, ovvero quanto modificherà il risultato del primo turno il deficit di mobilitazione della base, perché terminate le elezioni comunali e per il consiglio provinciale già la scorsa settimana, pochissimi continueranno a fare campagna elettorale sul territorio perché non più coinvolti in prima persona, appagati o depressi dai risultati raggiunti. Questo disimpegno generalizzato direi dovrebbe favorire Lavagetto già abituato al disarmo dei suoi… anche se, va detto, che pure Bernazzoli ha condotto una campagna elettorale solitaria (nel suo caso per scelta tattica) eclissando i partiti della sua coalizione per timore che, viste le arie nazionali, la politicizzazione dello scontro potesse danneggiarlo. A riguardo apro una parentesi: non si può non evidenziare che il PD di Parma in questi ultimi due mesi non ha espresso alcuna proposta o preso alcuna posizione su alcun argomento, neppure con un misero comunicato stampa. Lascio perdere le considerazioni sul senso e la funzione di un partito che accetta di mortificarsi in questo modo, così come sull’amor proprio e la difesa della propria dignità, ma mi chiedo quale sia la logica? Se tu stesso ti ritieni un partito impresentabile, perché ti dovrebbero considerare diversamente gli elettori?
Quanto inciderà la credibilità personale dei due candidati, al ballottaggio uno contrapposto all’altro senza più la mediazione delle liste dei partiti? Chi di loro darà maggiore valore aggiunto?… A riguardo mi permetto una constatazione polemica: sarà un caso ma sia Bernazzoli che Lavagetto hanno preso meno voti dove sono più conosciuti. Bernazzoli ha sfondato in città dove secondo me nessuno sarebbe in grado di argomentare una sola cosa positiva o negativa che ha fatto la Provincia in questi cinque anni ed è andato meno bene in provincia (dove invece l’effetto della Provincia è più concreto e percepito, non fosse altro per la viabilità); Lavagetto ha tenuto in provincia dove nessuno lo conosce (se escludiamo qualche pomeriggio fuoriporta dell’associazione “Parma che verrà”), ed è calato in città dove per anni ha fatto l’assessore nelle giunte Ubaldi e Vignali. Mi verrebbe da dire… “se li consoci li eviti”… se non conoscessi entrambi i candidati e considerassi io stesso eccessiva tale affermazione.
Di una sola cosa sono sicuro, non incideranno in alcun modo eventuali dichiarazioni di voto dei candidati esclusi dal ballottaggio, perché solo un ingenuo o uno o che è rimasto alla politica di 30 anni fa potrebbe pensare che un elettore rinunci non tanto ad un weekend al mare perché glielo chiede Mauro Libè o il Comitato Politico Federale di Rifondazione Comunista di Parma ma anche ad una bella dormita pomeridiana al fresco del suo climatizzatore.
Vincerà, pertanto, chi riuscirà a motivare i suoi ad andare a votare; e ciò a mio avviso non avverrà se Bernazzoli farà la proposta di ristrutturare quell’edificio di Mezzani che non interessa probabilmente neppure agli abitanti di Mezzani, figuriamoci agli altri; né proponendo modifiche allo Statuto della Provincia come fa Lavagetto perché ritengo improbabile che in questo modo si riesca a scaldare il cuore dell’elettorato che per la sua stragrande maggioranza considera la Provincia un Ente inutile e mangiasoldi e che se ne frega della sua riduzione perché la vorrebbero vedere abolita in tronco. Saranno necessarie proposte più forti oppure messaggi capaci di aizzare il senso di appartenenza o, meglio, la volontà di contrapposizione.
Orbene, se fossi un gestore di un punto SNAI di scommesse proporrei ai miei clienti le seguenti quote: Vincenzo Bernazzoli 1:1,3; Giampaolo Lavagetto: 1:2,5
Se fossi uno scommettitore punterei 100 euro su Lavagetto, perché se mi prendo la briga di salire in macchina, farmi un po’ di traffico e andare alla SNAI, non lo farei certo per guadagnare 30 euro scommettendo su Bernazzoli per pagarmi, se mi va bene, una pizza ed un sorbetto.
Però su Lavagetto non scommetterei più di 100 euro… perché questi sono anni di crisi, non tempi in cui ci si possa permettere il lusso di sbattere via i soldi. 

                                                                                        Andrea Marsiletti

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